OUSITANIO VIVO mai 1999
Lettera aperta di Luciano Caveri ai lettori di Ousitanio Vivo
Uno sforzo comune per la nostra montagna
Cari amici occitani,
mi indirizzo a voi, attraverso le pagine di Ousitanio Vivo, per spiegarvi le ragioni di una scelta e per chiedere il vostro aiuto.
Sono ormai molti anni, sin dalla nascita della lista "Federalismo", che un filo di collaborazione è stato proficuamente tirato fra le vostre Valli e la mia Valle dAosta. Pur con tutti i difetti possibili, il "modello valdostano" resta interessante per le altre minoranze linguistiche e per le popolazioni dellarco alpino. Personalmente, inoltre, ho avuto modo di arricchire ulteriormente questa esperienza nel mio lavoro quotidiano alla Camera dei Deputati assieme ai colleghi del Tirolo del Sud e al collega che rappresenta i Ladini della Val di Fassa. La nostra esperienza di lavoro, che si allarga anche agli sloveni e a popolazioni germanofone sparse sulle Alpi, mi ha confortato nellidea che esista una sorta di internazionalismo molto fereralista che unisce le differenti minoranze nazionali e dimostra, come è utile in questi tempi, che il senso di nazionalità può sfuggire alle tentazioni giacobine e alla grottesca tentazione di micro-nazionalismi che scimmiottano i grandi nazionalismi e la loro voglia di guerra.
Degli Occitani ho sempre apprezzato la grande concretezza montanara, lo spessore culturale di chi sa che la lingua si accompagna sempre alla cultura, il coraggio delle proprie idee che talvolta dovrebbe servire come ammonimento alle minoranze linguistiche maggiormente riconosciute e talvolta adagiate nel proprio status. Apprezzo inoltre quello spirito imprenditoriale che è tipico degli Occitani e lo dimostrano quei finanziamenti europei che avete ottenuto, cercando in Europa quel che l Italia pervicacemente sembra rifiutare.
Non è una "captatio benevolentae", perchè queste cose le ho dette e le ho scritte in tempi non sospetti. Così come sono sinceramente convinto che gli Occitani, la cui lingua attraversa lEuropa dalla Spagna alla Francia sino alle nostre vallate alpine, abbiano una vocazione europea che pochi altri possono vantare: diventa più naturale guardare a Strasburgo o a Bruxelles che non alle vecchie capitali nazionali come Roma.
In stretta connessione con voi, non essendo la mia una candidatura "mordi e fuggi", vorrei che tentassimo insieme la difficile sfida di ottenere un parlamentare europeo. Ciò può avvenire solamente concentrando i voti e facendo uno sforzo comune per far capire il nostro progetto e apprezzare le nostre proposte. Se la fortuna ci sorriderà, allora mi sentirei di essere un punto di riferimento continuo per dare voce in Europa alle nostre speranze.
Luciano Caveri