MONTAGNA: ADDIO AGRICOLTURA BIOLOGICA?

Si vanno definendo le linee di azione proposte dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemeonte per l’azione F2 (Applicazione delle tecniche di agrcoltura biologica) del Piano di Sviluppo regionale 2000 - 2006. Emerge da tali linee un sostanziale abbandono a sè stesso del settore agricolo biologico per i territori montani. Con la misura A3 del Regolamento CEE n. 2078/92, ora in fase di chiusura, si era attivato un consistente sviluppo dell’agricoltura biologica nelle zone montane. In molte comunità montane, i premi attribuiti per superfice di terreno convertito all’agricoltura biologica, avevano portato al recupero di consistenti aree agricole prima abbandonate, con il conseguente recupero di alcune produzioni di nicchia e con un benefico effetto sulla qualità e la tenuta del territorio montano.

Ora si prospetta una riduzione di circa il 50% del premio per il castangeto da frutto, del 68% per il prato e dell’80% per il pascolo.

Ci sembra che tali riduzioni, vadano esattamente nella direzione opposta rispetto alle scelte che dovrebbero essere attivate per dare un minimo di futuro all’agricoltura montana, la quale non può che puntare sulla qualità e sui prodotti di nicchia. E’davvero grave che la Regione queste cose non le comprenda, o faccia finta di non comprenderle.

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXV - n° 11 - dezembre 1999 - N° 240