OUSITANIO VIVO Janvier 1998

 

"Chaminar - Itinerari architettonici in val Maira"

di Luigi Massimo, ed. Il Drago/Ousitanio Vivo 1997, foto e schizzi dell'autore, glossario dei toponimi in occitano, pagg. 106, lire 16.000

Con questo nuovo libro Massimo ci accompagna lungo un itinerario tra i più suggestivi delle Valli occitane: oltre duecentocinquanta paesi e borgate, a partire Dronero piccola capitale, dove il genio occitano ha eretto chiese, cappelle, edifici signorili, facciate a vela, portali monolitici, affreschi, finestre bifore e monfore, tètes coupèes, rilievi, colonne, piloni e fienili. Di questa architettura nobile, e rurale, egli è esploratore attento e catalogatore appassionato. Il piglio divulgativo, a volte aneddotico, aggiunge qualità alla guida che supera i limiti del compendio architettonico e suggerisce la scoperta personale di tecniche costruttive, tipologie e decorazioni nascoste, ponendo, fra l'altro, il problema della loro conservazione. Molto, purtroppo, è già stato perso e alla fine di ogni inverno le case che "non ce l'hanno fatta" sono numerose. A ciò vanno aggiunti i danni provocati dall'uomo, l'abbattimento di edifici di pregio, la manomissione di assetti urbanistici con risultati spesso irreversibili. I paesi delle Valli occitane mortificati dalla speculazione sono ormai troppi: da Sampeyre, comune della valle Varaita che Sergio Ottonelli - autore di una guida memorabile - dice essere stato fino agli anni '50 "il più bel paese delle Alpi occidentali", a Bardonecchia, Paesana, Limone, Argentera, le due Frabose e Pragelato e Vinadio almeno in parte. Nonostante ciò molta architettura di pregio rimane ancora in piedi a testimoniare un passato florido di cultura e invenzioni. Dronero e Oulx, sede di una nobiltà occitana autoctona, conservano un'aura aristocratica. Tra i borghi alpini accanto a Bellino e Chianale in val Varaita, primeggiano Ferriere, Neraissa, San Bernolfo in valle Stura, qualche località in val Chisone, poche borgate delle valli Po (Ostana), Gesso e Vermenagna; poi moltissimi paesi della valle Maira, senza dimenticare che anche qui le minacce della microspeculazione, di una cattiva progettazione, di un restauro a volte persino peggiore, dell'ignoranza mescolata a presunzione di progettisti e proprietari - non importa se autoctoni - sono dietro l'angolo. Libri come Chaminar di Luigi Massimo giungono pertanto provvidenziali a divulgare con sistematicità la nostra architettura per consentirci di comprenderne i valori e interiorizzarli. Certo, sarebbe bello che l'Autore trovasse schiere di imitatori capaci di svolgere in altre valli un lavoro non meno appassionato. Un lavoro che metta in evidenza la genialità architettonica del popolo occitano e lo induca a conservarla.

Fredo Valla


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