IL SENATO APPROVA E ... CIAMPI FIRMA

Dopo più di cinquant’anni l’articolo 6 della Costituzione della Repubblica Italiana trova applicazione! Finalmente, con la votazione al Senato, avvenuta nel pomeriggio di giovedì 25 novembre, il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva il disegno di legge n. 3366 recante: "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche", che riconosce ufficialmente le lingue minoritarie in Italia ed avvia concrete misure per la loro tutela.

L’Approvazione della legge da parte del Parlamento, pur essendo un atto di enorme importanza, non è stato l’atto finale di un processo lungo ormai vent’anni; in effetti le preoccupazioni di tutti coloro che in questi vent’anni hanno atteso questo momento, si sono spostate al Quriinale, nella speranza che da quel colle non venisse un rinvio della legge alle Camere. Le preoccupazioni erano dovute ad una campagna stampa negativa, immediatamente apparsa sui media nei giorni successivi al voto del Senato; al protagonismo di Andreotti, che, da vecchia volpe democristiana, ha suggerito a tutti un "ripensamento"; alla posizione espressa da alcuni costituzionalisti che si sono affrettati a dichiarare che quella legge avrebbe potuto solo tutelare le lingue di altre entità statali.

Queste posizioni non hanno però avuto seguito, poichè il Presidente Ciampi, giovedì 16 dicembre, ha firmato e promulgato la legge.

Da questo momento possiamo dire che, per la prima volta nella sua storia, lo Stato italiano riconosce l’esistenza di una minoranza di lingua e cultura occitana sul suo territorio! Al di là delle specifiche misure di tutela previste, questo è il dato più rilevante che tale provvedimento contiene. Dopo quarant’anni di impegno culturale e politico la popolazione occitana in Italia si vede riconosciuto il suo diritto costituzionale all’esistenza. Questo dato va a merito di tutte quelle persone, associazioni, gruppi, enti locali che nelle Valli, via via, hanno preso coscienza dell’importanza di questa rivendicazione e che con coerenza l’anno sostenuta. Vogliamo qui ricordare in particolare il fatto che, quando la legge era in discussione alla Camera dei Deputati, molti Sindaci e Presidenti di Comunità Montane dell’area occitana, l’Assessorato alla Montagna della Regione Piemonte, intervennero affinchè fosse affermata con chiarezza l’identità occitana nelle misure di tutela previste dal disegno di legge; quello fu un momento decisivo la cui importanza già oggi possiamo apprezzare, ma che apprezzeremo sicuramente di più in futuro.

Bisogna poi riconoscere al Governo di centrosinistra, pur con qualche sbandamento tra le fila della sua maggioranza, la ferma determinazione a condurre in porto la legge, così come va riconosciuto ai Parlamentari della Lega Nord e di Rifondazione Comunista un consenso per molti versi determinante al provvedimento; e per la verità, bisogna rilevare, che anche dalle fila dell’opposizione moderata e di destra non si sono alzate barricate contro il provvedimento.

Con questo atto, avvenuto incredibilmento a vent’anni esatti dalla morte di François Fontan, si chiude un’epoca per le valli e se ne apre un’altra. Il provvedimento arriva quando la lingua e la cultura delle Valli occitane hanno perso non poco del loro vigore; la legge ora approvata da sola, con le misure in essa contenute, non potrà far molto per invertire una tendenza, tuttavia essa può rafforzare e dare una spinta decisiva ad un processo di identità culturale e far sì che la lingua occitana sia sempre più fattore di sviluppo economico e sociale delle Valli. In un contesto europeo in cui i fattori di identità culturale e linguistica hanno un rilievo non indifferente, per le Valli occitane è strategico uscire dall’anonimato di una realtà montana come tante. Oggi lo Stato ci riconosce l’opportunità, non solo di tutelare con più efficacia la nostra lingua, ma di affermare la nostra identità e di farne un motore di sviluppo; in questa direzione bisognerà lavorare ed in questa direzione sarà ancora indispensabile coinvolgere le nostre istituzioni e le istituzioni quali Province e Regione a cui le Valli occitane fanno riferimento.

Dino Matteodo

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXV - n° 11 - dezembre 1999 - N° 240