OUSITANIO VIVO Outoubre 1997

 

A SCUOLA DI VOLGARE

Arnaut Daniel maestro di Dante nella creazione di una letteratura nazionale

 

Dante, il fondatore della letteratura italiana, ammira immensamente i poeti occitani e li considera suoi maestri per la poesia in volgare. Già nell'opera latina De Vulgari Eloquentia loda i trovatori e nella Divina Commedia per ribadire il suo stretto legame letterario con questa tradizione, incontra, non certo casualmente, un poeta provenzale in ognuna delle tre cantiche: Bertram de Born nell'Inferno, Folchetto da Mariglia nel Paradiso, Arnaut Daniel nel Purgatorio. Quest'ultimo è forse il più celebre dei trovatori, famoso per il suo poetare difficile e oscuro, il trobar clus. L 'antica Vida di Arnaut scrive di lui : " e pres una maniera de trobar en caras rimas, per que soas chansons no son leus ad entendre ni ad aprendre".

Dante colloca Arnaut Daniel nella settima cornice, quella dei lussuriosi. Gli attribuisce la colpa di aver cantato l'amore terreno e non quello del Cielo. E' però in fondo un peccato che il poeta toscano imputa anche a se stesso: Beatrice nel Paradiso terrestre lo rimprovererà proprio per essersi rivolto a false immagini di bene. Per Arnaut, Dante prova una grande ammirazione ed un senso di solidarietà quasi fraterna: i due poeti sono infatti accomunati dal rischio che entrambi hanno corso nell'usare quel potentissimo e pericoloso mezzo di comunicazione che è la poesia. Lettori incauti, infatti, potrebbero non riuscire a distinguere fra finzione e realtà e proprio per voler imitare nella vita l'amore descritto nei libri, essere dannati, come è successo a Paolo e Francesca. Dante, grazie all'ammonimento di Beatrice si salverà di certo e Arnaut in Purgatorio vede già davanti a sè la gioia eterna.

"Ieu sui Arnaut, que chantan,

consiros vei la passada folor,

e vei jausen lo joi qu'esper, denar".

(Inf.XXVI vv.141-144)

E' significativo il fatto che proprio nella Commedia, il poema che già nelle intenzioni di Dante avrebbe dovuto costituire un modello ed essere l'inizio della letteratura italiana, Arnaut sia introdotto a parlare in occitano, la sua lingua. E'un grandissimo onore perchè le sole tre lingue che compaiono nel poema sono il latino, lingua della poesia classica, l'italiano, lingua del nuovo poema dantesco e l'occitano. Questo è un chiaro segnale del fatto che Dante riteneva maestri assoluti della tradizione poetica in lingua volgare proprio gli Occitani.

Federica Pessotto


| Back |