OUSITANIO VIVO lui 1999
Da leze: Jean Markale "Santi od eretici?
Lenigma dei catari"
Sperling&Kupfer, 1999, £ 32000
Traduzione italiana di un volume apparso in Francia negli anni 80 (titolo originale "Montségur et les cathares"), vede lo "sconfinamento" del noto celtista e studioso di misteri Jean Markale in tematiche che ci interessano da vicino.
Lautore ha suddiviso il volume in tre parti distinte, ciascuna con una sua tematica. Nella prima parte, più storica, presenta una succinta storia degli avvenimenti della Crociata contro gli albigesi, e più in particolare le vicende delle cittadelle catare di Montségur e Queribus. Nella seconda, la più complessa ma assai istruttiva, illustra le origini della religione catara, con una avvincente storia comparata delle religioni antiche (il mazdeismo, il manicheismo, lebraismo, il cristianesimo ) illustrata da continui paragoni coi miti celtici e germanici a lui ben noti, che riescono a rendere facilmente leggibile il complesso argomento. La terza si occupa essenzialmente delle ragioni della popolarità in questo secolo del mito cataro anche al di fuori dellambito occitanista, che ha visto nei catari lultima resistenza occitana ai colonizzatori francesi del XIII sec.: vengono così illustrate le ragioni che spiegano il successo dei catari presso le organizzazioni esoteriche naziste danteguerra, o dei complessi rapporti esistenti tra il poema medievale "Parzival" di Wolfram Von Eschenbach, Wagner, il San Graal (o Sang Real, secondo una moderna interpretazione che ha dato origine ad una fortunata teoria esoterica moderna) e Montségur, mentre sono smontate le ipotetiche connessioni tra druidi e catari create da moderne sette neo-druidiche.
Un aspetto positivo del libro risiede sicuramente nella sua serietà e chiarezza, nata dal desiderio dellautore di illustrare senza preconcetti ciò che, a suo avviso, si muoveva nella contea tolosana intorno al 1200. Egli, infatti, non si presenta come un risolutore di misteri insoluti da millenni (comè invece piuttosto di moda in molti altri volumi recenti) o come un partigiano di una o dellaltra causa, ma piuttosto nelle vesti di un cercatore che sa che non potrà mai trovare risposte definitive a certi enigmi. Così, per esempio, se da un lato manifesta apertamente la sua simpatia per i martiri catari, dallaltro non nasconde le sue perplessità sulla loro dottrina che vedeva nel mondo unopera malefica, da rifiutare e fuggire, mettendo in crisi in sostanza lintero edificio sociale e la stessa concezione occidentale del mondo.
In definitiva, si tratta di un libro interessante che non pretende di fornire impossibili risposte ai tanti misteri connessi ai catari, ma sceglie piuttosto di descriverli in modo chiaro ed avvincente, stuzzicando la curiosità del lettore e quindi rendendo il volume utile per un primo approccio verso gli affascinanti misteri del paese cataro nel XIII sec..
Mauro Bertolino
Da leze: La Beidana
n° 34. Centro Culturale Valdese
È doveroso innanzi tutto iniziare la segnalazione di questo numero de La Beidana chiedendo scusa per il ritardo. Chi conosce le problematiche dei piccoli giornali come il nostro sa bene che tempi e spazi di pubblicazione sono ritmati purtroppo da innumerevoli fattori estranei alla volontà della redazione.
La Beidana apre questo numero con un redazionale che riflette sulle divisioni e la scarsa comunicazione tra le Valli Valdesi. Il Centro Culturale Valdese che ha sede a Torre Pellice si rende conto di non essere rappresentativo per le Valli Chisone e Germanasca , e cerca i motivi di questa situazione nella divisione del territorio valdese in due Comunità Montane. Vorremmo dire agli amici de La Beidana che le divisioni tra valle e valle non esistono solo nel territorio valdese, ma in tutta larea occitana. Probabilmente per arrivare nei focolai domestici lunico mezzo rimasto è la televisione e chi, come noi, non vi ha accesso è come se non esistesse. Sembra quasi che nelle nostre valli sia calato un velo di letargo e di oblio.
Lo studio sulla dissidenza religiosa in Val Chisone è giunto in questo numero alla terza puntata dimostrando di essere notevolmente approfondito e dettagliato. Il volume prosegue con la prima parte di una ricerca sui mutamenti, dei paesi valdesi: particolarmente deffetto i raffronti fotografici dei medesimi luoghi in epoche diverse. Una Chiesa Valdese che si interroga sul proprio ruolo è il tema conduttore dei cinque interventi sul Centocinquantenario della concessione delle Patenti di Carlo Alberto. Segue la presentazione del libro La Balmo dArman, sulla Val Germanasca. Tra i resoconti dellattività sociale del centro culturale, spicca il racconto di una gita nellentroterra ligure a Favale di Malvaro, dove alla fine del secolo scorso una famiglia di questo paese subì unaccanita persecuzione perché di fede valdese.
Massimo Manavella