OUSITANIO VIVO Marzo 1997


SCUOLE IN PERICOLO NELLE VALLI OCCITANE

La finanziaria 1997 ed i provvedimenti collegati mirano a contenere la spesa pubblica, oltre che a prevedere nuove entrate per le casse dello Stato. Se la politica di rigore è necessaria, preoccupa la miopia con la quale viene portata avanti andando a penalizzare situazioni già al limite della sopravvivenza. Dopo la soppressione di molti Uffici Postali, ora tocca alle scuole. La cancellazione delle scuole è un fatto estremamente grave, che tocca la popolazione dai 6 ai 13/14 anni, una fascia d'età ancora fragile dal punto di vista formativo e caratteriale, che quindi andrebbe tutelata in ogni modo. I provvedimenti previsti sono ancor più penalizzanti perché nelle Valli colpiscono e minano ogni tentativo di sviluppo e rinascita, anche culturale, di questa Minoranza dimenticata dai politici. E' vero che la scure si abbatterà anche su scuole di zone diverse dalle Valli Occitane, ma queste già sofferenti per uno spopolamento che in alcuni casi ha raggiunto le dimensioni di un esodo, rischiano veramente di diventare deserto. Stroppo in Val Maira mantiene da anni un Convitto Alpino nel quale è inserita una scuola media che fra convittori ed esterni raggiunge per le tre classi un numero di alunni che si aggira sui 33/35. Se questa struttura non esistesse, probabilmente non ci sarebbe più alcuna scuola nell'alta valle. E' quindi assolutamente auspicabile che il Convitto possa essere mantenuto. Per le valli inserite nel Distretto Scolastico n. 60 di Borgo S. Dalmazzo, (valli Gesso, Vermenagna, Pesio e Stura) la situazione risulta difficile: in base alla C.M. 945/E del 27/01/1997 si deve procedere alla riorganizzazione del territorio scolastico il che significa semplicemente chiudere le scuole che non raggiungono il numero di alunni previsto. Apprendiamo da un verbale del Distretto Scolastico che la "VALLE STURA ha già subito lo scorso anno un intervento radicale di riorganizzazione con la creazione di un istituto comprensivo di scuola materna, elementare e media ed è già stata oggetto di drastici accorpamenti e riduzione di plessi scolastici..." per la "VALLE GESSO ... non sono necessari interventi in quanto sia le scuole medie sia le elementari sono normodimensionate." I problemi si fanno pressanti in Val Vermenagna: risulterebbe necessario, secondo la citata Circolare Ministeriale e la Circolare del Provveditorato 1757/E del 3/2/97, la soppressione delle classi prime delle medie di Limone e Vernante che risultano sottodimensionate. Lo scorso anno la media di Vernante, con sezione staccata a Limone, era già stata accorpata alla media di Robilante. I gravi disagi che ne deriveranno per gli studenti Limonaschi e Vernantesi andranno quindi ad assommarsi alla

mancanza di aule a Robilante dove dovrebbero confluire i meno fortunati studenti dell'alta Valle.

I Sindaci Chiera e Bassignano si battono per mantenere la loro scuola proponendo entrambi, come ultima risorsa, che la sede del loro Comune accolga i ragazzi dell'altro,...: Limone vanta un edificio scolastico modernissimo e in regola con ogni possibile norma di igiene e sicurezza (ma che rischia di diventare una cattedrale nel deserto), Vernante qualche alunno in più. Entrambi, sarebbero ben felici di riuscire ad evitare ogni variazione e nessuno dei due vorrebbe che a soffrire fossero i vicini, ma sono anche consci che qualunque soluzione diversa dal mantenimento della situazione attuale creerà inevitabilmente disagi a qualcuno. Anche dalla Val Pesio vengono segnalati problemi per raggiungere il numero richiesto in alcune classi, ma il Distretto Scolastico ne richiede il mantenimento ipotizzando l'accorpamento in verticale. Soluzione caldeggiata, per tutto il territorio, dalla Comunità Montana, in quanto è indubbio che si tratti di scuole situate in montagna e per le quali, come per quelle site nelle isole, le stesse circolari ministeriali suggeriscono un occhio di riguardo.

Ciò che preoccupa, al di là dei pur gravi motivi di economicità che possono generare scelte dolorose soprattutto per chi le deve subire, è che anche in questo caso non siano state avviate consultazioni preventiva con i rappresentanti delle Comunità locali; Le notizie di chiusura hanno quindi scatenato una generale levata di scudi, da parte dei genitori interessati e dei Sindaci dei Comuni toccati dai provvedimenti. Significativa la protesta dei genitori Limonesi che in una lettera aperta inviata alle autorità scolastiche e locali lamentano non solo i disagi a cui sarebbero sottoposti i ragazzi costretti a frequentare altrove le lezioni ma anche il pericolo della perdita dell'identità culturale Occitana. Il 15 febbraio scorso, il Sindaco di Limone ha inviato una dura protesta a tutte le Autorità civili e scolastiche, dal Ministro della Pubblica Istruzione fino al Direttore Didattico e al Preside della Scuola Media, interessando del problema la Prefettura, la Regione Piemonte, la Provincia, la Comunità Montana, tutti i Consiglieri Comunali, la popolazione e gli organi di stampa; ne proponiamo alcuni passi significativi.

"Si ritiene necessario conservare le scuole di Limone, in riferimento ai seguenti elementi essenziali:

. Il fondato aumento demografico (già a partire dal prossimo anno il numero degli iscritti è destinato a crescere, invertendo la tendenza registrata fino a quest'anno).

. La grande difficoltà di raggiungere con un apposito servizio di trasporto la sede scolastica più vicina, penalizzante soprattutto per gli scolari e studenti abitanti nelle frazioni e comunque non sostenibile da ragazzi di 11/13 anni (le difficoltà potrebbero diventare insormontabili nei casi di forti nevicate);

. Le caratteristiche funzionali della struttura edilizia adibita ad edificio scolastico: appositamente progettato e realizzato..., è una struttura nuova, perfettamente in regola con le norme di igiene, sicurezza, prevenzione incendi ed infortuni, dotata di accessi e percorsi interni realizzati al fine di favorire la mobilità di soggetti portatori di handicap; ...la facilità di raggiungere la scuola ubicata al limite del centro storico, servita da strade interessate da modesto traffico veicolare.

. Le caratteristiche di sicurezza e igiene, sopra menzionate verrebbero senz'altro meno obbligando i giovani studenti ad allungare notevolmente il percorso in scuolabus lungo la S.S. 20 notoriamente molto trafficata. I genitori, se si vedranno costretti a inviare i ragazzi a scuola fuori da questo Comune, intendono richiedere alle Autorità scolastiche di ogni livello garanzie scritte circa la salvaguardia della salute e della incolumità dei propri figli.

. La soppressione della attuale scuola, in questo Comune di montagna, già caratterizzato da forme di disagio economico e socioculturale, verrebbe a determinare un ulteriore impoverimento proprio nel momento della formazione caratteriale e di base dei nostri ragazzi..

. La mancanza di un servizio di importanza vitale come quello scolastico (si badi bene: della scuola dell'obbligo) creerà sicuramente ulteriore disagio economico, obbligando le famiglie dei lavoratori che hanno trovato occupazione a Limone, (e che qui trovavano fino a ieri un valido servizio scolastico) ad emigrare magari a fondo valle per garantire ai figli il diritto dovere allo studio. Ma se ciò potrà forse risolvere temporaneamente la situazione dei ragazzi, innescherà certamente una nuova tendenza allo spopolamento di questo Comune. Parimenti penalizzate le famiglie dei giovani studenti/atleti che avevano scelto questa località per unire alla frequentazione scolastica, la possibilità di seguire regolari allenamenti sportivi. Anche per loro si prospetta "emigrazione sportiva" seguita da un immediato impoverimento non solo sportivo ma soprattutto economico per Limone (attualmente lo Sci Club può impiegare un nutrito staff tecnico oltre a un Ufficio direzione e segreteria)" ...Noi, riflettendo, aggiungiamo un "indotto neve" non facilmente quantificabile composto di skipass, attrezzatura, soggiorni, abbigliamento....continua il Sindaco:

"La scuola è un punto di riferimento essenziale per l'opera di prevenzione ai problemi di devianza giovanile, compito previsto da apposite circolari sulla educazione alla salute, sulla continuità fra elementari e medie e non ultimi sugli obiettivi prefissati dall'UNICEF. I bambini non devono cadere vittime della separazione fra i valori tecnico-numerici e quelli socio-culturali. I diritti dei bambini non si misurano, si garantiscono! "

Dunque anche Limone registra per un drammatico e costante calo demografico, e ciò nonostante che, dopo aver patito le annate di scarso innevamento, siano visibili segni di ripresa..

Senza turismo probabilmente la situazione sarebbe da tempo molto più drammatica ma occorre sicuramente rivedere alcuni meccanismi per arginare la tendenza all'emigrazione.

La difficoltà per le giovani coppie di trovare alloggio, in affitto a prezzo accessibile e soprattutto vivibile. La costruzione di case popolari non ha potuto risolvere tale situazione, in quanto uno stipendio medio basso è già tale da inibire la possibilità di accesso alle graduatorie; a ciò si aggiunga che il turismo crea posti di lavoro stagionali, i cui proventi non sempre sono sufficienti per la vita di una famiglia. Inoltre , come anche altrove, chi può accedere a lavori diversi dal turismo lì trova a fondovalle o al costo di emigrazione. Non ci sono alternative valide per un diplomato o peggio per un laureato, non essendoci né industrie né terziario. Per invertire la tendenza si dovrà riuscire a contenere i costi che l'industria turistica ci impone, o quantomeno riuscire ad evitare di riversare questi costi sulla comunità.



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