OUSITANIO VIVO dezembre 1998
Lou fantome de la Toureto
La Toureto è la borgata più a valle del Comune di Casteldelfino, in alta Valle Varaita; come molti altri paesi e paesini durante linverno è semi spopolata. Puoi percorrere più volte le sue stradine di selciato senza incontrare anima. Il silenzio è rotto solo dal latrare dei cani. Nei fine settimana, e soprattutto nelle feste di fine anno, sembra però animarsi come per incanto. Molti comignoli tornano a fumare e il fumo si spande sopra la borgata ombrosa e quasi buia creando unatmosfera suggestiva. Tornano gli anziani emigranti, i loro figli e nipoti, e qualche amico, qualche villeggiante.
Tutti costoro per animare le feste di fine anno rispolverano antiche tradizioni. Spesso sono manifestazioni la cui origine si perde nella notte dei tempi, riti legati ad una civiltà contadina, impregnati di magia e di azioni propiziatorie. Una di queste è "Lou Fantome", un rituale che si svolge intorno ad un fantoccio di paglia di segala che rappresenta lanno vecchio che finisce. "Si farà anche questanno", ci informano fieri da La Toureto, "e lo faremo con tutto il ciclo di un tempo". Nel pomeriggio del 31 dicembre nel silenzio della borgata improvvisamente si sentirà echeggiare un urlo: "Pàio! Pàio! Pàio!". E il segnale convenuto, un gruppo di ragazzi percorrerà ogni contrada a raccogliere, impresa ormai non facile, un po di paglia di segale donata da ogni famiglia. Seguirà lantico, festoso rituale che culminerà con la sapiente realizzazione di un fantoccio: più paglia sarà raccolta, più grande sarà "Lou Fantome". La festa proseguirà fino a tarda notte con la "veglia al Fantome" che poi sarà riposto in un luogo sicuro. Nella tarda mattinata del primo dellanno, "Lou Fantome" ricomparirà davanti alla fontana della piazzetta centrale. Questanno la manifestazione sarà arricchita dal "Processo", una parte caduta da molto tempo in disuso; questo si svolgerà a partire dalle ore 15 e sarà seguito da un vero e proprio corteo funebre animato da alcuni suonatori e dal tambureggiare di un tamburino. Quindi seguirà il rogo, un rituale quasi liberatorio e pieno di significati arcaici.
G.A.Richard