OUSITANIO VIVO Marzo 1998
INSEGNARE LA LINGUA D'OC
Questa la proposta nuova e rivoluzionaria della Comunità Montana Valle Maira che ha lanciato sul territorio un progetto dal titolo "Occitan lenga viva", comprendente una serie di incontri-conferenze, degli stages formativi, degli itinerari didattici da svolgere, con l'aiuto di esperti, nelle scuole.
L'impatto sulla popolazione è avvenuto proprio con un corso di lettura e scrittura in occitano: 5 incontri di 2 ore, dal 13 febbraio al 6 marzo, tenutisi nella scuola media di Dronero.
Vi è stata una frequenza record: 42 persone, quasi tutte della valle Maira, facenti capo alle più differenti realtà lavorative, gente che ha visto la possibilità, finalmente, di avvicinarsi a questa lingua per apprenderne la musicalità e conoscerla in alcune sue particolarità.
Poichè era una novità e una sperimentazione, si è cercato di dare un approccio diverso, attivo e coinvolgente, attraverso l'uso del metodo globale. Si è partiti , infatti, non dalle solite regole grammaticali, ma da piccoli testi con difficoltà graduali, contenuti in una semplice dispensa appositamente predisposta e distribuita ad ogni corredata da musicassetta per avere la possibilità di utilizzarla anche a casa. Il linguista Luca Quaglia e il suo coadiutore Dario Anghilante hanno, se così si può dire, condotto per mano i corsisti nella lettura di questi brani per giungere fino alla scrittura sotto dettatura. E' stata avanzata la proposta di un linguaggio referenziale alpino, coinè fra i vari dialetti, e una grafia normalizzata. L'atmosfera, durante le lezioni, era simpatica, allegra e l'impegno di tutti notevole. Alla fine del corso si è chiesto ai partecipanti di rispondere ad un semplice questionario per rilevare la validità del metodo, del materiale, della proposta stessa e per conoscere le esigenze provenienti dal territorio. Da questo sondaggio, sono risultati, quasi all'unanimità, il piacere di aver potuto essere protagonisti in prima persona, la positività del metodo e l'apprezzamento per il materiale ricevuto.
Alcuni, come l'insegnante Nino Andreis, hanno espresso soddisfazione per "la proposta di un linguaggio referenziale, di una coinè, così importante per riuscire a comprenderci fra una valle e l'altra e in tutta l'Occitania".
Leggendo le varie risposte al questionario, ne abbiamo trovate alcune simpatiche che ben riassumono l'impressione generale: ve le proponiamo.
Mara Barberis, insegnante di lettere presso la scuola media di Dronero, scrive: "Al primo impatto, ho trovato il metodo sconvolgente, poi però, è risultato coinvolgente e molto efficace nella verifica del raggiungimento dell'obiettivo". Degiovanni Silvia afferma: "Il corso mi ha dato una visione più ampia del mio modo di parlare, il materiale fornito è interessante e il metodo utile per conseguire nel modo più veloce un risultato".
Ancora, Cesarina Raina, educatrice presso il convitto di Stroppo scrive: "Il corso mi ha dato la possibilità di incontrare persone che parlano un occitano diverso dal mio e di confrontarmi con loro; considero il metodo usato decisamente adatto perchè ci ha permesso di partecipare attivamente invece di essere solo un meccanico apprendimento di nozioni".
Dal sondaggio, è comunque risultato che tutti gli iscritti sono interessati a proseguire, chi nella grammatica, chi nella letteratura o in altri settori della cultura occitana, la maggior parte desidera un corso di conversazione.
E' dunque possibile affermare che questa prima esperienza è stata decisamente positiva e ha destato nel pubblico curiosità, interesse, voglia di continuare e sicuramente si continuerà. Intanto, venerdì 13 marzo, è già partito il corso divulgativo "Viaggio in Occitania", un'altra tappa del progetto "Occitan lenga viva".
Gianna Bianco