Agenda 2000: le Valli occitane fuori dallobiettivo 2
Con una delibera del 6 agosto la Giunta della Regione Piemonte sceglie le zone che usufruiranno dei fondi europei previsti da "Agenda 2000" per i prossimi sei anni
Da come si erano messe le cose nei mesi precedenti cerano pochi dubbi che finisse comè finita: vale a dire, con gran parte del territorio montano delle Valli occitane escluso dai finanziamenti della Comunità europea. Infatti, in una partita così difficile, in cui era del tutto evidente che le aree urbane a forte concentrazione di popolazione lavrebbero fatta da padrone, non poteva che finire che si ignorasse del tutto il "sistema comunità montane", per lindividuazione dei territori da ammettere ai finanziamenti del futuro obiettivo 2 nella Regione Piemonte. Solo se il territorio montano avesse trovato un forte appoggio politico a vari livelli istituzionali, si poteva sperare che le cose andassero diversamente. In effetti tale sostegno è mancato del tutto. E mancato lappoggio in sede regionale da parte dellAssessorato alla montagna; è mancato il sostegno di un gruppo politico regionale che, nei mesi precedenti alla delibera regionale, ponesse con forza il problema montagna; è mancato il sostegno dellUncem, che ha elaborato un bel documento dopo il 6 agosto, ma prima non si è fatta sentire, pur essendo formalmente presente nel gruppo di lavoro regionale dove le scelte sono maturate; è mancato il sostegno delle Province di Torino e di Cuneo, e quello dellAmministrazione provinciale di Cuneo è particolarmente grave, visto lincidenza che il territorio ex obiettivo 5/b ha nellambito provinciale.
Nei mesi scorsi si è sentita la sola voce inascoltata di qualche comunità montana; un pò poco per sperare di avere voce in capitolo in una partita in cui erano in gioco gli interessi del sistema industriale del torinese!
Per comprendere quel che è successo occorre ricordare che la nuova politica di intervento della Comunità Europea per il periodo 2000 - 2006, che va sotto il nome di "Agenda 2000", comporta sostanziali modifiche rispetto a quella in corso di esaurimento. Gli obiettivi sono passati da 6 a 3, lobiettivo 5/b è sparito e le zone rurali svantaggiate sono inglobate in quelle a declino industriale nellunico obiettivo 2; la popolazione ammissibile è stata ridotta drasticamente; il Piemonte, in particolare, ha perso più di un milione di persone nella quota di abitanti ammessi al finanziamento.
Che in tali condizioni occorresse operare dei tagli pareva del tutto evidente, il problema era il criterio da adottarsi per effettuare tali tagli. Certamente se le comunità montane, o parte del loro territorio, fossero state prese in considerazione, si sarebbe ottenuto il vantaggio di estendere su vaste aree i benefici dei fondi comunitari e di completare un progetto di sviluppo su un territorio che non ha mai goduto di considerazione da parte dei vari livelli istituzionali a cui tale sviluppo compete.
Invece la Giunta regionale ha perseguito sin dallinizio lopzione dei "Sistemi Locali di Lavoro",
quale base territoriale per effettuare le scelte, pur applicando dei correttivi per garantire un adeguato livello di diffusione dei benefici in tutte le province che già beneficiavano dei sostegni alle zone ad obiettivo 2 e 5/b; opzione questa dei sistemi locali di lavoro, proposta, ma non imposta, a livello ministeriale, Ciò ha portato alle aberrazioni che ormai tutti conoscono per cui ad esempio: lintero territorio della Valle Maira risulta escluso, ma entra la pianura saluzzese; in Valle Po la bassa Valle è inclusa, lalta Valle no; Paesana è fuori, pur avendo perso 150 posti di lavoro negli ultimi tempi!
Le normativa comunitaria permette alle zone che fuoriescono dagli obiettivi di ottenere un piano di sostegno transitorio, il cosiddeto "phasing out", dotato di minori risorse (17 ecu per abitante, contro i 40 delle zone ad obiettivo 2 e limitato a tre anni, per il quale è prevista una dotazione di 400 miliardi contro i 1500 dellobiettivo 2). E pur vero che la Giunta regionale ha affermato di essere pronta ad investire altri 400 miliardi sulle zone a phasing out per prolungare di altri tre anni lintervento di sostegno pubblico, ma al momento, con unelezione regionale alle porte, questa ipotesi sembra del tutto azzardata. Naturalmente i comuni in phasing out sono molti e non solo nelle Valli occitane, vaste aree urbane fuoriuscite dallex obiettivo 2, beneficeranno anche loro del sostegno transitorio regionale.
Ladozione della delibera regionale, prevista per la fine di luglio, poi apparentemente posticipata per la fine di agosto, e improvvisamente adottata alla vigilia del ferragosto, a Consiglio regionale chiuso, ha scatenato, soprattuto nella zona montana della Provincia di Cuneo, fortissime proteste da parte delle comunità montane e dei principali comuni esclusi. Nè poteva essere diversamente. Tuttavia è mancata di fatto unazione comune delle varie comunità, vuoi perchè alcune erano in tutto o in parte incluse in zona obiettivo, vuoi soprattutto perchè non è emersa una proposta sufficientemente condivisa, nè lAmministrazione provinciale è riuscita ad elaborare una proposta condivisibile. Liniziaitva del Presidente della Valle Maira, Mariano Allocco di proporre limmissione in zona ad obiettivo 2 dei comuni di fondovalle e la città di Mondovì, destinando il phasing out alle medie e alte valli, non ha trovato consensi in altre comunità montane, anzi è stata colta più come una proposta di schieramento politico, che una proposta di politica di sviluppo di un territorio. La sola iniziativa unitaria che emerge è quella di un ricorso al TAR nei confronti della delibera regionale, ma questa iniziativa è irta di difficoltà e rischia di aggrovigliare ulteriormente il problema anzichè risolverlo, a meno che non la si colga come un intervento politico per indurre la Giunta regionale a far retromarcia sulle scelte operate.
Allo stato attuale non si può che constatare che la scelta regionale, oltre che laver posto delle opzioni di sviluppo diffficilmente comprensibili allinterno del territorio montano, ha finito per dividerlo politicamente, il che nellimmediato è sicuramente il danno più rilevante! Sui tempi lunghi occorre essere più cauti, si tratta di capire, al di là della diversa dotazione finanziaria, quale sarà lo spazio per gli investimenti nelle zone montane ad obiettivo 2 e nelle zone montane in phasing out. Questo per essere chiari dipenderà molto dal Documento Unico di Programmazione (DOCUP) che presiederà alluno ed allaltro sistema di intervento. Per essere chiari si dovrà capire quanto e come potranno accedere le Valli ad una normativa tagliata più per gli investimenti in zone industriali che in aree rurali svantaggiate; ma questa è una partita ancora aperta e su di essa bisognerebbe concentrare oggi lattenzione e liniziativa politica. Così come lattenzione e liniziativa politica vanno concentrati immediatamente sullammissibilità o meno delle zone a phasing out ai benefici dello Stato (legge 488, patti territoriali, ecc.), generalmente riservati alle zone obiettivo. Va dato atto a Livio Quaranta, Presidente della Comunità Montana Valle Stura, di aver posto questo interrogativo con forza in sede di Consiglio regionale, ottenendo in tal senso un documento del Presidente Ghigo nei confronti del Ministero del Bilancio. Se tali aiuti non sono estensibili, e vi sono fondate convinzioni che attualmente non lo siano, saltano a partire dal 1° gennaio del 2000, importanti possibilità di finanziamento al sistema industriale e allimprenditoria turistica delle ex aree ad obiettivo 2 e 5/b; saltano i patti territoriali del Pinerolese, delle Valli occitane che vanno dalla Valle Po alla Valle Stura, il Patto aggiuntivo della Comunità Valli Gesso, Vermenagna e Pesio, il Patto territoriale delle Valli Monregalesi e della Valle Tanaro. Viene cancellato di colpo un sistema di aiuti che aveva preso a funzionare di fatto a partire dal 1996; un pò poco per aver invertito una tendenza al degrado ed allabbandono che nelle Valli occitane dura da un secolo.
I prossimi giorni si capirè se Province, Regione, Comunità Montane troveranno una comune capacità operativa per porre qualche rimedio allennesimo pasticcio sulla strada della politica di sviluppo del territorio montano delle Valli occitane.
Dino Matteodo
Pubblichiamo di seguito lelenco dei Comuni delle Comunità Montane delle Valli occitane inclusi nelle nuove aree ad obiettivo 2 e quelli compresi nelle aree ammesse al sostegno transitorio.
Comuni area obiettivo 2
C. M. Alta Valle di Susa
Chiomonte, Giaglione, Gravere.
C.M. Valli Chisone e Germanasca
Fenestrelle, Inverso Pinasca, Massello, Perosa Argentina, Perrero, Pinasca, Pomaretto, Porte, Prali, Pramollo, Roure, Salza di Pinerolo, San Germano Chisone, Useaux, Villar Perosa.
C.M. Pinerolese Pedemontano
Nessun comune.
C.M. Val Pellice
Nessun comune.
C.M. Valli Po, Bronda e Infernotto
Brondello, Castellar, Envie, Gambasca, Martiniana Po, Pagno, Revello, Rifreddo, Sanfront.
C. M. Valle Varaita
Bellino, Brossasco, Casteldelfino, Costigliole S., Frassino, Isasca, Melle, Piasco, Pontechianale, Rossana, Sampeyre, Valmala, Venasca, Verzuolo.
C. M. Valle Maira
Nessun comune.
C. M. Valle Grana
Nessun comune.
C.M. Valle Stura
Nessun comune
C.M. Valli Gesso, Vermenagna, Pesio
Nessun comune.
C. M. Valli Monregalesi
Niella Tanaro.
C.M. Alta Val Tanaro
Alto, Bagnasco, Briga Alta, Caprauna, Garessio, Nucetto, Ormea, Perlo, Priola
Comuni in phasing out
C. M. Alta Valle di Susa
Bardonecchia, Cesana, Claviere, Exilles, Oulx, Salbertrand, Sauze di Cesana, Sauze dOulx, Sestriere.
C.M. Valli Chisone e Germanasca
Pragelato.
C.M. Pinerolese Pedemontano
Cantalupa, Cumiana, Frossasco, Prarostino, Roletto, S. Pietro Val Lemina, S. Secondo di Pinerolo.
C.M. Val Pellice
Angrogna, Bibiana, Bobbio Pellice, Bricherasio, Luserna S. G., Lusernetta, Rorà, Torre Pellice, Villar Pellice.
C.M. Valli Po, Bronda e Infernotto
Bagnolo P., Barge, Crissolo, Oncino, Ostana, Paesana.
C. M. Valle Varaita
Nessun comune.
C. M. Valle Maira
Acceglio, Canosio, Cartignano, Celle Macra, Dronero, Elva, Macra, Marmora, Prazzo, Roccabruna, S. Damiano Macra, Stroppo, Villar S. Costanzo.
C. M. Valle Grana
Bernezzo, Caraglio, Castelmagno, Cervasca, Montemale, Monterosso Grana, Pradleves, Valgrana, Vignolo.
C.M. Valle Stura
Aisone, Argentera, Demonte, Gaiola, Moiola, Pietraporzio, Rittana, Roccasparvera, Sambuco, Valloriate, Vinadio.
C.M. Valli Gesso, Vermenagna, Pesio
Boves, Chiusa Pesio, Entracque, Limone P., Peveragno, Roaschia, Robilante, Roccavione, Valdieri, Vernante.
C. M. Valli Monregalesi
Briaglia, Frabosa Soprana, Frabosa Sottana, Monasterolo Casotto, Monastero Vasco, Montaldo Mondovì, Pamparato, Roburent, Roccaforte Mondovì, S. Michele Mondovì, Torre Mondovì, Vicoforte, Villanova Mondovì .
C.M. Alta Val Tanaro
Nessun comune.