OUSITANIO VIVO luglio 1998
Viaggio in Galizia
Una decina di esponenti di varie minoranze europee tra cui il sottoscritto, in rappresentanza delle Valli Occitane, hanno visitato dal 10 al 14 novembre scorso la Galizia, ospiti dellUnione Europea e del governo galiziano. Il programma, denso di incontri con i responsabili della politica linguistica governativa, con insegnanti e amministratori, istituti culturali, sindacati e associazioni, ha permesso di valutare lo stato di salute del galego e conoscere le principali iniziative avviate dalla Comunità Autonoma per la sua promozione e diffusione. Sono emersi laccellerazione di cui il galego è protagonista, ma anche il declino che la lingua conosce tra le nuove generazioni.
Il galego, prevalente nelle aree rurali, subisce nelle città la concorrenza del castigliano considerato lingua più prestigiosa nonostante lo stato di co-ufficialità che il governo di Madrid gli ha riconosciuto nel territorio galiziano e la promulgazione nel 1981 dello Statuto di Autonomia che indica il galego come lingua propria della regione, affidando al governo della comunità autonoma il compito e la responsabilità di avviare un processo di normalizzazione della lingua in tutti i settori: educazione, amministrazione, giustizia, economia.
Nel corso di vari incontri i responsabili della politica linguistica hanno ribadito lobiettivo del governo: arrivare entro ventanni a una situazione di parità tra il galego e il castigliano, obiettivo definito con la sigla tranquillizzante di "bilinguismo armonico" basato sulla persuasione e non sullimposizione.
Il visitatore che valutasse oggi lo stato di salute del galego esclusivamente dalla presenza della lingua scritta lungo le strade, nelle città e nelle campagne, ne trarrebbe limpressione di una situazione eccellente, addirittura di un monolinguismo diffuso. La toponomastica, le indicazioni stradali e autostradali, moltissime insegne professionali sono in galego. In galego è pure il Diario Oficial (la Gazzetta Ufficiale del Parlamento). Esistono quotidiani in galego, una radio al cento per cento galega e una televisione che ne fa largo uso. Le associazioni professionali di categoria scrivono i loro bollettini in galego. Lo stesso partito di maggioranza relativa al governo, il Partito Popolare di Manuel Fraga, ex ministro di Franco e attuale presidente della Xunta, sostiene con determinazione lesigenza per la Galizia di integrarsi allEuropa con unimmagine propria ben definita come lingua e territorio.
La realtà tuttavia è meno entusiasmante. AllUniversità di A Coruna gli studenti dichiarano al 60% di parlare galego qualche volta, il 25% di non parlarlo mai e solamente il 15% dice di parlarlo abbastanza sovente. Il paesaggio linguistico che si coglie fra i giovani per strada, nelle scuole, nei bar di Vigo, Santiago e A Coruna non è meno critico. Tra gli studenti medi il galego è lingua di conversazione poco diffusa e con altrettanta parsimonia si rivela nei locali frequentati dagli studenti universitari nelle bellissime notti di Santiago.
Insegnanti, associazioni e sindacati nazionalisti che si oppongono alle strategie linguistiche del governo, giudicate troppo accomodanti nei confronti del castigliano e tali da favorire la diglossia, indicano la scuola come lanello debole incapace di stimolare luso del galego tra i giovani. Escluse le primarie, luso del galego, pur chiaramente definito per legge, è a discrezione dei docenti, molti dei quali per formazione, consuetudine o scarsa conoscenza della lingua preferiscono continuare a impartire le loro lezioni in castigliano. Tale atteggiamento si riflette sugli studenti. AllUniversità di A Coruna il 62% degli studenti preferisce seguire i corsi in castigliano e giudica il galego "lingua di scarsa utilità professionale".
Non meno critico è il settore della produzione editoriale non assistita. Lincontro con i dirigenti di una casa editrice di punta, la Xerais di Galizia, ha rivelato tirature estremamente basse per una popolazione di 2.700.000 abitanti, di cui l84% parlante galego, in netto contrasto con laccellerazione della politica linguistica governativa.
Millecinquecento copie è la tiratura media per i titoli di narrativa, mille quella dei titoli di poesia (vendita media: 350 copie a titolo), mille i libri di cucina. Un galiziano che volesse vivere la sua vita quotidiana parlando soltanto galego si troverebbe oggi in seria difficoltà poiché la sua lingua è ancora ampiamente minoritaria negli uffici pubblici, nellamministrazione della giustizia (dove subisce lostracismo degli avvocati) e nelle attività economiche.
A questo stato di cose il governo risponde con un vastissimo programma di interventi: servizi di normalizzazione, traduzione e correzione linguistica nellAmministrazione (comuni, province e Comunità Autonoma) e nelle Università, creazione di una Scuola di Amministrazione per la formazione di personale burocratico parlante e scrivente galego, aiuti a istituti pubblici e privati di lingua e cultura galega, a gruppi e associazioni culturali, stesura di modelli notarili in galego e realizzazione di lessici specializzati (informatica ec.). Un caleidoscopio di iniziative che moltiplicando i posti di lavoro dovrebbe tra laltro favorire il consenso dei cittadini alla politica linguistica della Xunta. Non meno importanti sono le attività di associazioni private come A Mesa per la normalizzazione linguistica, dellAsociación Pedagóxica Galega, dellIstituto della Lingua Galiziana che con risorse limitate e da posizioni critiche rispetto al governo, producono studi, pubblicazioni, ricerche socio-linguistiche, seminari pedagogici.
Queste impressioni sono state rese possibili dallavere gli organizzatori e gli accompagnatori degli esperti europei disposto un programma sufficientemente articolato. La vitalità della nazione galiziana che dopo anni di negazione della lingua sotto la dittatura di Franco riesce a trovare in pochi anni la strada per avviare una politica di rinascita, si rivela un esempio straordinario. Agli occhi del visitatore occitano la sua vitalità è apparsa addirittura entusiasmante e in netto contrasto con la ristrettezza di vedute in cui si dibattono molti politici nostrani, al punto di chiedersi se non fosse più utile, in termini di investimento, destinare questi viaggi di studio a politici e amministratori preferendo la loro partecipazione a quella di intellettuali impegnati nellaffermazione dei loro popoli ma privi di poteri reali. A contatto con realtà in marcia come quella della Galizia, politici e amministratori potrebbero trarre idee e insegnamenti per il futuro delle Valli che rappresentano. Al di là di queste considerazioni il viaggio in Galizia ha dimostrato limportanza di favorire gli incontri tra minoranze europee, soprattutto se nazionalità forti come la galega, la catalana, la basca, la sud-tirolese sapranno diventare leaders di un movimento europeo di popoli senza stato. Da questo deriverà, forse, la possibilità per i popoli occitano, sardo, corso, ec. di affermarsi, ma anche la possibilità per quelle stesse nazionalità forti di consolidare i successi ottenuti.
Fredo Valla