OUSITANIO VIVO Aprile 1997
IL SENTIERO DELLE ORCHIDEE
Emile Burnat in Valle Pesio
VALLE PESIO 1° Aprile 1997
Martedì 18 Marzo 1997, al Cinema Massimo di Torino, è stato presentato il film "Il sentiero delle orchidee" realizzato dalla Regione Piemonte e dal Museo Nazionale della montagna "Duca degli Abruzzi" in collaborazione con l'Ente di Gestione dei Parchi e delle Riserve Naturali Cuneesi e con il Parco Naturale dell'Alta Valle Pesio e Tanaro.
Il film è nato da un'idea di Aldo Audisio e di Ippolito Ostellino e dalle ricerche sulla storia delle esplorazioni botaniche effettuate dai guardia parco Bruno Gallino e Danilo Re, quest'ultimo recentemente scomparso, al quale è stato dedicato il lavoro. Nell'opera cinematografica vengono rievocate storicamente le esperienze umane e scientifiche di Émile Burnat, botanico ginevrino, che a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento si recò a scopo di studio nella valle Pesio, attorno al massiccio del Marguareis, intraprendendo un percorso di ricerca botanica che fu anche e soprattutto esperienza umana.
La trasposizione cinematografica dell'affascinante esperienza di Burnat, scopritore in zona della rara orchidea Scarpetta di Venere, ha permesso di evidenziare le bellezze naturalistiche del Parco della Valle Pesio e Tanaro in sostituzione di un documentario tradizionale. La regia affidata a Nazareno Marinoni ha creato questo soggetto originale che percorre oltre ai sentieri della Valle Pesio quelli interiori del Burnat spingendo lo spettatore ad una riflessione ed alla ricerca del proprio "sentiero delle orchidee"; infatti emerge nella narrazione il profondo rispetto per i valori di una cultura locale da salvaguardare quanto l'elemento naturale.
Sono quindi presenti nel film aspetti storici e culturali della valle come sfondo alla vicenda, pur essendo a tutt'oggi limitate le ricerche dal punto di vista linguistico, dei costumi di vita e delle danze di questa valle occitana nel periodo di fine ottocento. In relazione comunque alla riconosciuta affinità linguistica con le valli limitrofe, sono state introdotte danze tradizionali in determinate situazioni sceniche; si hanno infatti notizie di courente ballate in zona Montefallonio e Pradeboni in Comune di Peveragno ma, morti i sounadour, le musiche non sono giunte a noi. Musicalmente si è proceduto quindi all'esecuzione di una courenta di nuova composizione e, per motivi coreografici, di una gigo della Valle Varaita.
La fotografia di Gianni Sanga ed il montaggio di Giancarlo Raineri, nonostante il film sia stato girato in economia, sono emozionanti ed offrono veramente il respiro della natura della Valle Pesio. Anche la recitazione degli attori professionisti, fra tutti Ruggero Dondi nel ruolo di Burnat, ha contribuito alla riuscita del film che ha avuto il supporto della gente della valle ed in particolare delle comparse appartenenti alla Compagnia del Birùn di Peveragno. Alcuni problemi tecnici ha denunciato il sonoro, ma i tempi di realizzazione sono risultati troppo ristretti rispetto alla presentazione; sono garantiti dagli addetti ai lavori netti miglioramenti qualitativi nella trasposizione dalla pellicola di 16 mm alla videocassetta, di prossima pubblicazione da parte dell'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte. Sono previste presentazioni dell'opera in Provincia di Cuneo nei comuni di Mondovì, Chiusa Pesio e Cuneo, in date ancora da definirsi.
In complesso la realizzazione ha centrato in pieno il suo obbiettivo: quello di raccontare l'integrità dell'ambiente naturale del Parco della Valle Pesio e Tanaro attraverso la vicenda umana, culturale e scientifica di Émile Burnat, che colpisce i cuori di tutti coloro che amano questo grande patrimonio che è la montagna.
Maurizio Giraudo e Alex Rapa