OUSITANIO VIVO febrier 1999

 

GAL:"TERRE D’OC"
Cultura, identità e sviluppo nelle Valli Maira, Grana, Stura

Il nome GAL (Gruppo di Azione Locale) "TERRE D’ÒC" indica una Società Consortile a.r.l. a cui partecipano, con una quota pari al 22% ciascuna, le Comunità Montane Valle Maira, Grana e Stura, include inoltre tra i suoi azionisti banche e Associazioni di categoria che aderiscono con quote minime. Nasce con il preciso scopo di essere un braccio operativo delle Comunità Montane per utilizzare e gestire il programma europeo Leader II. Su questo GAL ci sono circa 10 miliardi da spendere che non sono pochi!

Il GAL "TERRE D’OC" si è dotato di un piano esecutivo che riguarda settori quali: "Valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli", "Sviluppo dell’artigianato locale", "Cooperazione transnazionale" ecc..Nel settore agricolo e artigianale sono già usciti dei bandi ai quali hanno partecipato numerosi artigiani e agricoltori locali.

Quello che però mi preme presentare ai lettori di Ousitanio Vivo è l’eccezionale contenuto qualitativo del piano di azione, interamente percorso dal principio ispiratore della connotazione culturale occitana., non solo locale, ma dell’Occitania intera che viene considerata il principale e indiscusso punto forte "...che può trasmettere una sensazione che permetta di far ricordare, affezionare un pubblico ad un territorio". Essendo inoltre un programma europeo questa scelta porta alla configurazione di un "laboratorio" nel quale realizzare "esperienze da esportare o da confrontare con altri territori europei, primi fra tutti quelli che hanno la medesima connotazione culturale".

Ho potuto esaminare il materiale riguardante un progetto realizzato, anche con fondi Leader, in Occitania francese, precisamente nell’Aude, denominato "Pays Cathare" che, sotto l’egida di questo marchio di qualità, ha costruito un’immagine forte del territorio anche a livello europe, con la scelta vincente della creazione di un circuito turistico dei castelli catari: Queribus, Arques, Termes, Lastours, Montsegur .... unendoli con un programma coerente di azioni:

- les relais du pays cathare: - les hébergements et la restauration du pays cathare - les accueils confiance du pays cathare- - les étapes terroir du pays cathare - les métiers d’art du pays cathare - les guides du pays cathare - les produits aude gourmande - les viandes et volailles du pays cathare - les boulangers du pays cathare - la culture du pays cathare

L’operazione è quindi consistita nell’unire sotto lo slogan "obbiettivo qualità"gli attori del territorio con un metodo di lavoro coerente nei vari settori. Ogni categoria candidata al marchio, ha creato i propri disciplinari, ai quali, coerentemente, l’aderente deve attenersi, tutti tendenti a garantire la qualità dei prodotti, favorire e sostenere l’organizzazione degli attori economici sul territorio e permettere una riflessione identitaria. Un’azione pubblicitaria di questo programma, consistente in depliant generali, depliant tematici, cartine, boutique e punti di esposizione-vendita dei prodotti, è stato messo a punto . Dalle informazioni in mio possesso posso vedere che ci sono 21 punti vendita dell’agnello marchiato Pays Cathare, 13 negozi Pays Cathare, 44 "Relais du Pays Cathare", 27 guide "Nature e Randonnées","11 Ateliers d’art" e così via.

Il GAL "TERRE D’OC" ha tutti i presupposti, non solo progettuali ma anche "visionari",per potersi inventare un’operazione che ha sicuramente dei punti in comune con quella sopra descritta, perchè, in tutti i settori, è saldamente legato al progetto ESPACI OCCITAN che, come abbiamo visto sul numero scorso di Ousitanio Vivo nell’articolo ripreso dal "Sole 24 ore", ha già il suo marchio depositato a livello europeo, pronto quindi ad essere messo a disposizione di operazioni importanti e qualificate come quelle del GAL "Terre d’òc". Daltronde, gli operatori economici delle valli stanno attendendo, ormai con una certa impazienza, che si parta con un’iniziativa coerente di marchiatura dei prodotti nei vari settori.La Chambra d’òc, associazione che raggruppa circa 200 opertori economici delle valli, un anno fa, in occasione della sua Assemblea, aveva chiaramente dato mandato al Consiglio direttivo di lavorare allo studio sull’uso del proprio marchio ed ai relativi disciplinari, con lo spirito di creare un raccordo con le altre iniziative del territorio, in modo da raggiungere una metodologia comune che elimini la sovrapposizione di marchi, che chiaramente vanificherebbero ogni discorso teorico di creare un’immagine forte delle valli occitane sul mercato europeo e internazionale. Tornando ai contenuti del GAL, una base di azione importante individuabile è quella riguardante il patrimonio architettonico del territorio. Viene quindi naturale pensare ad una sinergia con il progetto INTERREG "Storia, arte e fede nel marchesato di Saluzzo" e, allora vediamo chiaramente che il patrimonio di arte romanica che abbiamo in queste valli potrebbe essere veramente il punto forte dell’operazione, così come, per i Pays Cathare, lo sono stati i castelli. Un’altra azione importante riguarda la tipicizzazione della ricettività sia nel settore alberghiero che in quello della ristorazione e del commercio, affinchè "venga messo a punto un nuovo prodotto turistico basato sulla specifica cultura occitana del territorio". Si prevedono inoltre itinerari tematici, la creazione di un’immagine coordinata sul territorio, la stesura dei disciplinari di immagine e di qualità. L’innovazione più coraggiosa ed originale riguarda tuttavia la creazione di "Ostarie e Locande occitane" (che può essere tradotto in "Ostal Occitan") luoghi completamente da inventare perchè, come tutti sappiamo, non esistono per ora esempi coerenti di questo tipo. Come si può rappresentare l’Occitania in un Ostal? Pensiamo ai pub irlandesi col loro buio e la loro birra, pensiamo alla Provenza di Cezanne o di Van Gogh con la sua solarità, pensiamo alle distese vinicole del Languedoc ed immaginiamo un’operazione che renda "moderno"il consumo di vino, pensiamo ai trovatori e al loro girovagare per l’Europa, all’attuale grafica dei catalani e degli occitani d’oltralpe e vediamo subito che, se per una volta tanto usassimo un po’ di ambizione, l’idea delle Locande Occitane e della creazione di un nuovo prodotto turistico, avrebbe qualche possibilità di andare in porto. Si parla inoltre naturalmente di iniziative mirate alla promozione del nuovo prodotto turistico organizzandolo in - ....pacchetti di soggiorno anche sui mercati internazionali con particolare riferimento a quelli della "nazione occitana" italiana, francese e spagnola -.

Non dobbiamo poi dimenticare che un’azione andrebbe rivolta alla produzione di segni identirìtari comuni quali: una bella cartina delle valli occitane, una bandiera da mettere sulle aste per gli enti pubblici, villaggi turistici, campeggi e rifugi e sicuramente, un depliants di presentazione dell’Occitania con particolare riferimente alle nostre valli. Noi, che operiamo sul territorio con un lavoro concreto giorno per giorno, sappiamo bene quanto anche queste piccole cose siano ormai diventate non solo necessarie ma urgenti. Siamo assolutamente inondati di telefonate, soprattutto di enti pubblici, uffici del turismo, che si trovano a dover rispondere a richieste quali un semplice depliant di presentazione di quelle valli occitane di cui tanto hanno sentito parlare. Il povero impiegato dell’ufficio del turismo, con impagabile buona volontà, volendo sinceramente rispondere a questa richiesta, incomincia una ricerca di come si può arrivare ad avere un’informazione simile e il più delle volte, attraverso una solidale catena di Sant’Antonio, arriva a noi. L’ultima volta che il fatto è successo ci siamo trovati a dettare al telefono l’elenco delle valli occitane! Speriamo che tra i fondi, disponibili, si possano finanziare queste piccole azioni che non sono più assolutamente procastinabili.

I Bandi pubblici e le azioni a regia, riguardanti il turismo e la cultura, dovrebbero essere messi a punto in questi mesi. Attendiamo con curiosità e impazienza di vedere le proposte elaborate per questo settore. Speriamo che siano realmente innovative e coordinate. Il territorio ne ha veramente bisogno!

Ines Cavalcanti


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