OUSITANIO VIVO janvier 1999
'Il ritorno dei "Loups de la
Chanal"
Una festa - una tradizione
Giovedì 11 febbraio la frazione di Chianale sarà nuovamente invasa dai lupi! Niente paura però, sarà uninvasione di allegria, scherzi, burle, danze, carnevalate e tanta, tanta tradizione. In occasione dei festeggiamenti per il carnevale Chianale ripropone, dopo 35 anni di letargo, luscita del lupo e dei suoi lupetti; lallegra masnada si aggirerà per il paese indossando i costumi tipici, suonando e portando allegria come un tempo. Ma facciamo un passo indietro e vediamo il significato di questa festa e come si svolgeva. Il carnevale era, nel mondo contadino tradizionale, un occasione per fare festa e per superare lisolamento del lungo inverno, ma dal punto di vista simbolico era un rituale propiziatorio per il ritorno della primavera, per la fecondità della terra e degli animali, un rituale per esorcizzare la sventura e le malattie. La questua che si svolgeva, cioè landare per le case a chiedere dei doni da spartirsi poi in una grande festa collettiva, era unoccasione per mantenere un rapporto con le famiglie, soprattutto dei più anziani, per portare una nota di allegria alle persone così duramente provate dalla vita di montagna. A memoria duomo, la festa dei lupi veniva già svolta alla fine del secolo scorso e continuò, sembra ininterrottamente, fino al 1964 ogni giovedì grasso. Il motivo dellinterruzione del carnevale, e di altre feste delle vallate alpine, è da ricercare nel cambiamento economico e culturale degli anni 60 che portò allo spopolamento delle campagne e dei paesi di montagna: i giovani; spinti dalle necessità, andavano alla ricerca di garanzie e di nuovi valori nelle città. Il carnevale era un momento molto atteso da tutta la popolazione che accettava volentieri qualunque scherzo e dispetto in cambio di irripetibili momenti di gioia e di allegria, che i questuanti distribuivano senza risparmio. A Chianale, negli anni 50 e 60 le famiglie residenti erano oltre 70, e vedevano di buon grado larrivo del branco, in occitano lou troupel, ed erano sempre ben disposte a donare una parte di ciò che quotidianamente producevano (uova,formaggio,dolci). Il personaggio principale, il lupo, indossava una pelle di pecora appositamente conciata dai giovani per loccasione, ed una maschera in cartone e teneva in mano due grossi campanacci che suonava per annunciare il suo arrivo. Era tenuto legato in vita con una catena dai lupetti - suoi seguaci - i quali dovevano domarlo, badare a che non facesse troppi scherzi, soprattutto alle ragazze che casualmente si trovavano per la strada. Tutte le donne e le ragazze del paese dovevano nascondersi per non farsi recanar, cioè farsi sporcare il viso e i vestiti di carbone e lucido nero da scarpe. I lupetti portavano allacciata in vita una scarliniero, un cinturone ornato da campanellini, e con questi, le campane del lupo e gli ululati il loro passaggio non poteva non essere notato. Tra il branco cera sempre un suonatore di fisarmonica o armonica da bocca che accompagnava le danze dei giovani. Un elogio ed un particolare incoraggiamento va ai ragazzi di Chianale che hanno riscoperto questa tradizione, che si stanno organizzando affinchè questa caratteristica festa abbia il successo che aveva allepoca, per far si che nulla del patrimonio culturale e folkoristico della zona vada perduto e dimenticato. Fin dora possiamo dir loro - senza paura di smentire - comunque vada sarà un successo. Resta una domanda alla quale solo partecipando si potrà dare una risposta: alla fine dei festeggiamenti, che ne sarà del lupo?...
Erica Para