Valle D’Aosta
Attacco alla lingua francese
Giorno dopo giorno, continua l’attacco dell’attuale maggioranza parlamentare e del Governo di Roma ai pilastri fondamentali dell’autonomia valdostana.
L’ultimo colpo inferto è di quelli che lasciano il segno e marcano una rottura profonda tra la Giunta regionale ed il Governo dello Stato italiano.
Il 25 settembre scorso la Commissione Istruzione del Senato, nel corso dell’esame di un disegno di legge di riforma in materia di istruzione professionale, ha approvato un emendamento del senatore di Forza Italia Asciutti che rende facoltativa, nelle scuole statali della Valle d’Aosta, la prova di francese nell’esame di Stato del ciclo conclusivo della scuola secondaria.
Non ci vuol molto a capire che in tal modo uno dei pilastri fondamentali dell’autonomia culturale e giuridica della Valle d’Aosta viene demolito. E’ del tutto evidente che rotto questo principio dell’obbligatorietà della conoscenza della lingua francese in Valle d’Aosta, a cascata, si possono pensare decine di miniriforme tese a liberalizzare l’accesso ai concorsi pubblici nella Valle e a eliminare tale lingua da tutte le articolazioni pubbliche e private della realtà valdostana. Ciò, in un tempo relativamente breve, porta inevitabilmente alla rottura del legame culturale e storico, per non dire giuridico, della Regione con la Francia, e svuota le ragioni internazionali che fondarono lo statuto di autonomia speciale della Valle d’Aosta.
Naturalmente le reazioni degli autonomisti valdostani, del Governo regionale e dei parlamentari di quella regione sono state durissime. Vedremo se serviranno ad evitare il peggio per le istituzioni regionali; resta il fatto che il vulnus giuridico è stato creato. Il terreno culturale in cui tale vulnus è maturato lo troviamo in anni di polemiche ed attacchi giornalistici, provenienti da tutte le parti politiche, contro i supposti privilegi delle autonomie speciali. Il futuro politico e culturale si presenta quindi carico di nubi e non solo per i valdostani.
d.m.
OUSITANIO VIVO - Anado XXIX - n° 09- outoubre 2002 - N° 271