Un comitato per la Legge 482

Dal trattamento delle minoranze e dal riconoscimento dei loro diritti si deduce il livello di democrazia di uno Stato. Pertanto la tutela di una lingua e dei diritti di chi la usa è una fondamentale questione di democrazia e relegarla solo come un fatto culturale può condurre sino alla discriminazione. Questa è solo una delle considerazioni che hanno spinto un gruppo di persone e associazioni impegnate nella promozione della lingua friulana a costituire un Comitato per difendere e sostenere l’applicazione della legge italiana sulle minoranze linguistiche approvata nel 1999.

“Il Comitato nasce per vigilare affinché la Legge 482 sia applicata in tutti gli ambiti da essa normati”, come chiarisce il documento che presenta l’iniziativa alla quale concorrono non solo associazioni friulaniste e redazioni di pubblicazioni in lingua friulana, ma anche sodalizi espressione della minoranza slovena e delle comunità linguistiche germanofone del Friuli.

Tra i suoi scopi figura anche il sostegno al riconoscimento ufficiale della professionalità di chi lavora nei settori chiave della politica linguistica, come traduttori, insegnanti e giornalisti, e l’opposizione a qualsiasi azione discriminatoria nei confronti dei membri delle minoranze linguistiche, anche ricorrendo alle vie legali o appellandosi alle organizzazioni internazionali. Una delle sue prime iniziative è stata la mobilitazione contro lo strano “censimento delle minoranze” promosso dalle Prefetture su iniziativa del Ministero dell’Interno.

Marco Stolfo

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXIX - n° 06- junh 2002 - N° 268