Rinascimento dei Griki in Puglia

Kalòs ìrtate, significa “benvenuti”: è il saluto che accoglie il visitatore della Grecìa Salentina, tra Lecce, Otranto e Gallipoli. Gli abitanti di questa regione si definiscono griki; sono quarantaduemila, distribuiti in nove comuni contigui: Calimera (che in greco significa “buongiorno”), Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Mar-tano, Martignano, Melpigna-no, Soleto, Sternatia, Zollino.

Una buona metà parla un dialetto ellenofono, riconosciuto dalla Legge 482/99. L’insediamento risalirebbe secondo alcuni alla Magna Grecia, mentre altri lo collocano nell’alto medioevo, ai tempi della guerra Greco-gotica (VI sec. d.C.) e della lotta iconoclasta scatenata da Leone III, che provocarono flussi migratori dalla Grecia nel Salento. Le colonie grike si sarebbero poi consolidate a seguito della dominazione bizantina nelle Puglie.

Tipici, come per l’intero Leccese, sono i palazzi, le chiese, i conventi, i castelli in pietra chiara con ricca decorazione barocca. Nelle rare cappelle romaniche si trovano affreschi bizantini sopravvissuti alla Controriforma che portò il rito greco all’estinzione. Nelle campagne sorgono masserie fortificate, frantoi ipogei, dolmen e menhir con la faccia rivolta al sole. Suggestivo è il paesaggio, in questa stagione, non ancora sopraffatto dall’arsura, con itinerari lungo le strade messapiche, bordate di sassi, fra ricoveri eretti dai pastori in forma di “trullo” o “nuraghe”.

Massimo Manera, avvocato di trentotto anni, sindaco di Sternatia e presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, ci parla delle iniziative per la valorizzazione dell’identità grika.

“Tutto cominciò nel 1994 con una nuova stagione di sindaci”. Oggi nove comuni su otto sono governati dall’Ulivo: “Ma non è questione di partito. Semplice-mente i nuovi amministratori hanno cominciato a considerare la lingua, la cultura, la tradizione come altrettante occasioni di sviluppo sociale ed economico per il territorio… La questione era nell’aria”.

Il primo passo è stato avviare un finanziamento Interreg Italia-Grecia di trenta miliardi, grazie al quale si sono restaurati edifici storici, si è sviluppata la didattica della lingua, si sono organizzati corsi di formazione e si è dato fiato all’editoria in griko. Circa settantamila copie di tiratura: “Nel mese di marzo - racconta il presidente Manera - abbiamo consegnato alle scuole medie, inferiori e superiori, duecento biblioteche di base sulla Grecìa”.

Simbolo dell’Unione è la lettera ? dell’alfabeto greco, a nove colori, quanti sono i comuni della Grecìa, con un cielo azzurro e una foglia che ricorda i frutti della terra. La riscoperta dell’identità sta favorendo la crescita dell’economia dell’accoglienza, nelle masserie, nei b&b, in ristoranti e nelle locande che fanno cucina tradizionale.

L’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina ha realizzato nel castello di Corigliano, con l’aiuto europeo, un museo multimediale della lingua e ha avviato una riforma toponomastica con una nuova cartellonistica.

Il comune con il maggior numero di parlanti griko, circa l’80%, è Sternatia. “Si assiste tuttavia a un fenomeno generalizzato di riappropriazione della lingua da parte dei giovani – afferma Manera – talora in forma di slang”. In crescita è pure la musica con manifestazioni quali la Festa della Taranta, che chiama nel Salento artisti di fama internazionale a misurarsi con la tradizione grika.

Sul piano della formazione e della didattica si è sviluppata una collaborazione con le università di Corfù, Corinto e Giannina. La repubblica greca considera gli ellenofoni pugliesi “greci della diaspora” e ogni anno manda un gruppo di insegnanti nei nove comuni salentini a tenere corsi di greco moderno. Numerosi gli scambi, le visite ufficiali, come quella “storica” del Presidente della Grecia a Calimera nel gennaio 2001.

Calimera è anche la sede della manifestazione “Piccoli Lettori crescono – Mostra-mercato del libro per ragazzi”. Durante l’edizione di quest’anno, svoltasi dal 21 al 24 marzo, si è tenuta una tavola rotonda sull’insegnamento delle lingue minoritarie nella scuola. Hanno partecipato Giuseppe Fiori, direttore generale ufficio scolastico regionale Puglia; Antonio Campanelli, provveditore agli studi di Lecce; Massimo Manera, presidente dell’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina; Domenico Morelli, presidente del Comitato federativo minoranze linguistiche d’Italia (Confemili). Gli occitani, che figuravano come minoranza ospite, sono stati rappresentati da un relatore indicato dal gruppo pedagogico della Chambra d’Óc.

Il relatore occitano ha illustrato la situazione nelle Valli, presentando le iniziative didattiche prima e dopo l’avvento della legge 482, i percorsi formativi nelle scuole dell’obbligo, i corsi per adulti e la formazione di nuovi formatori, evidenziando la necessità di sviluppare un rapporto con l’università che, a partire dalle forme locali, sappia far diventare l’occitano strumento di comunicazione inserito nella contemporaneità. A questo proposito è stato chiesto alle associazione grike di sostenere la campagna per “Occitan lenga oficiala as Olimpiades 2006”.

Il rinascimento della Grecìa salentina e delle minoranze tutelate dalla legge è stato al centro del dibattito. Signi-ficativo il commento conclusivo del presidente del Confemili Domenico Morel-li, che ha ribadito la necessità per le minoranze linguistiche storiche di uscire dal localismo per mostrarsi in manifestazioni culturali di prestigio.

Fredo Valla

Per conoscere i griki: www.greciasalentina.org. – Associazione Ghetonìa, via Costantini 173, 73021 Calimera – e-mail: palama@atlante.clio.it

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXIX - n° 05- mai 2002 - N° 267