Diritto di rappresentanza per la montagna occitana

In Italia il problema della montagna, dal momento stesso in cui, verso la fine dell’ottocento, è stato posto, è stato confuso con la questione rurale, ed è stato affrontato quasi unicamente a livello normativo, escludendo, almeno fino ad oggi, un reale approccio geografico-scientifico.

Per questa ragione, si è prodotto nel nostro paese una costante fluttuazione ed in non pochi casi una vera inflazione della montagna con la fantasiosa invenzione dei Comuni parzialmente montani e dei Comuni omogenei non di montagna posti nelle aree pedemontane e collinari.

Così operando si è negata una reale specificità alla montagna italiana tanto che, alle soglie del nuovo millennio, si può affermare che sebbene esistano Comunità e Unioni Montane non esiste in Italia un criterio valido per tutti di identificazione dei comuni di montagna e quindi delle Comunità Montane e delle Unioni Montane.

Questo deplorevole stato di cose spiega la ragione per cui da circa due secoli la montagna in Italia patisce una crisi gravissima, apparentemente irreversibile, mai seriamente affrontata con provvedimenti in grado di dare risposte adeguate.

Una considerazione per tutte: da decenni è in atto una sistematica aggressione ai Comuni “polvere”, senza tenere in alcun conto che essi spesso rappresentano una realtà territoriale assai vasta, determinante per il buon governo del nostro paese.

In Italia tre errori clamorosi sono in atto su un arco temporale lungo e pluri-secolare:

a) Totale indifferenza alla questione delle legittime rappresentanze;

b) Grave sottovalutazione del ruolo delle minoranze linguistiche;

c) Assoluto disconoscimento del peso della base territoriale.

Nel momento storico in cui il nostro paese si accinge a diventare un grande e mo-derno stato federale, affrontare e risolvere queste tre grandi questioni può rappresentare un fatto decisivo per l’equilibrio e lo sviluppo della democrazia in Italia, per il rilancio della montagna, per il pieno riconoscimento delle minoranze.

Il modo in cui la carta costituzionale della Regione Piemonte saprà affrontare e dare risposte a questi tre problemi diventa per noi, che siamo privi di rappresentanze adeguate, che siamo minoranze linguistiche e che sia-mo naturale espressione di “comuni polvere” di montagna ai quali è negato un peso adeguato alla base territoriale, la questione decisiva.

Su questi tre temi essenziali si gioca il futuro delle valli e si misura la nostra capacità reale di lavorare insieme per assicurare un futuro di sviluppo alle genti delle vallate alpine.

Stabilito, dunque, che la prima ricchezza dei montanari e della montagna è il territorio, che su di esso vive una pluralità di minoranze che vanno tutelate e difese e che montanari e minoranze devono poter contare su adeguate rappresentanze liberamente elette, è possibile risolvere il problema della montagna del Piemonte affinché la Regione sciolga il nodo che la incatena e ne condiziona il libero sviluppo.

E interesse di tutta la comunità piemontese, senza distinzioni di parte, fissare le regole di garanzia valide per tutti, salvaguardando:

1. Il diritto di rappresentanza;

2. Il diritto di minoranza;

3. Il compiuto riconoscimento della montuosità, che è es-senzialmente “territorio va-sto” e “comunità polvere”.

Il diritto alla rappresentanza può essere così sintetizzato:

ogni territorio abitato esprime i propri rappresentanti a livello comunale, provinciale, regionale, statale, europeo.

a. Alle popolazioni di montagna organizzate nelle Comunità Montane non è assicurata la rappresentanza provinciale: occorre far coincidere Comunità Monta-na e Collegio Provinciale.

b. Alle popolazioni occitane non è riconosciuto il diritto di essere rappresentate nel Parlamento Regionale, Nazionale ed Europeo: lo Statuto Regionale deve sciogliere il nodo regionale e porre quello nazionale ed europeo.

c. Ai territori di montagna non è riconosciuta la reale specificità rappresentata dalla montuosità.

Giovanni Battista Fossati

 

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXIX - n° 04- april 2002 - N° 266