Almeno Allocco
Sull’ ultimo numero
di OV Mariano Allocco, portavoce di Paratge, in una lunga intervista spiega
le motivazioni che lo hanno spinto a dare vita al laboratorio politico di Paratge
e quali dovrebbero essere gli obiettivi economici delle nostre valli in questi
tempi di globalizzazione.
Il Comitato Unerzio
Vivo viene citato e portato ad esempio di una visione campanilistica ed egoista
volto unicamente alla salvaguardia del proprio vallone a discapito di tutta
la valle. Sicuramente fra i suoi obiettivi c’è la difesa dell’ambiente, non
però una visione bucolica della natura, ma considerato come una risorsa fondamentale
per lo sviluppo, come volano di attività possibili e realizzabili.
L’ambiente quindi
come elemento irrinunciabile in una dinamica di sviluppo che vede il turismo
strettamente legato all’agricoltura e all’allevamento. In quest’ottica i prodotti
tipici rivestono un’importanza fondamentale.
In questi anni
gli aspetti più significativi di sviluppo derivano da una riscoperta dei prodotti
tradizionali (caseifici di Elva), da un allevamento di qualità (Maslerio de
mountanho a Prazzo), da un turismo naturalistico che ha portato nuovi
operatori. Proprio l’immagine di una natura intatta favorisce queste
attività e quindi tutto quello che contrasta con quest’immagine corre il rischio
di vanificare il lavoro di anni.
Proprio per questo
il nostro Comitato si oppone a tutti quei progetti che contraddicono quest’immagine,
come ad esempio lo sconsiderato progetto delle motoslitte nel vallone di Marmora
Riteniamo che il
progetto Allocco delle 18 centraline rappresentasse un vero e proprio massacro
dell’ambiente dell’ alta valle, che veniva sacrificata per un ipotetico sviluppo
del fondo valle sul modello dell’industria della pianura degli anni ’60. Questo
piano almeno aveva un obiettivo e quindi una logica, mentre sfuggono completamente
gli obiettivi e le logiche dell’ attuale giunta, che ha ridotto il progetto
ad un’unica centrale nella sola ottica
di sfruttamento dei contributi per la realizzazione di non sappiamo quale programma.
Crediamo che il
compito della C.M. sia realizzare modelli coerenti al suo piano di sviluppo,
e non inserire programmi improvvisati e improbabili con l’unico obiettivo di
ottenere finanziamenti. Riteniamo che Paratge, nella sua veste di laboratorio
politico, possa favorire un dibattito sul modello di sviluppo della nostra montagna,
anche perché ponendosi come movimento intervallivo ha la possibilità di confrontare
esperienze diverse.
Unerzio Vivo ritiene
che in questo mondo, sempre meno diviso da “boinas”, si debba uscire dalla visione
limitata di chi si ritiene padrone del suo territorio, e aprirsi ad un confronto
con chi viene da “fuori”.
Maria
Luisa Ponza, Acceglio
L’assessore Vaglio
da voi recentemente intervistato definisce “cialtroni” coloro che non sono favorevoli
a nuovi impianti per produrre energia, e afferma che occorre andare avanti con
nuovi impianti idroelettrici anche se “ci deve essere una seria valutazione
dell’impatto ambientale, occorrono delle garanzie sul rilascio minimo e precise
precauzioni, ma l’egoismo locale non può bloccare questa risorsa. Vedo troppe
polemiche originate dalla mera difesa di piccoli interessi locali, gli interessi
sovente dei proprietari, nemmeno dei residenti”.
Insulti a parte,
mi sembra che l’assessore concordi con noi ambientalisti sulla necessità di
cautele e studi prima di fare nuovi impianti idroelettrici, ma sull’egoismo
degli oppositori locali vorrei fargli osservare che lo sfruttamento di una risorsa
locale da parte di pochi, sovente di società del tutto estranee al territorio,
mi sembra una forma di egoismo ben peggiore. Il danno degli impianti idroelettrici
sull’ambiente, sul paesaggio e di conseguenza sul turismo, sull’agricoltura,
sui costi per la depurazione, è noto da tempo, come pure è noto che anche se
si arrivasse a sfruttare il 100% delle acque (adesso siamo almeno all’80%) si
genererebbe solo il 2% dell’energia elettrica necessaria all’Italia. Meglio
che niente si potrebbe dire, ma questo risultato lo si sta già ottenendo dall’ammodernamento
delle centrali a petrolio e metano, adottando il ciclo combinato, nonchè dalla
serie di nuove centrali termiche previste ovunque. Insomma si va verso una sovracapacità
produttiva, altro che carenza. Se l’assessore volesse documentarsi, gli consigliamo
la lettura di una rivista non certo ambientalista, LA TERMOTECNICA, dove troverà
esauriente spiegazione della evoluzione di consumi e produzione elettrica.
Le centrali idroelettriche
sono comunque solo una delle possibili trasformazioni, altre sono i prelievi
di acqua per la neve artificiale, le regimazioni etc.. A questo proposito vi
trasmetto un documento delle associazioni ambientaliste ProNatura, WWF e Legambiente,
redatto quando la siccità faceva invocare interventi di ogni genere.
Valter
Perotto,
Mi aggiungo alla
lista degli sdegnati. Il discorso di Vaglio sulle centrali è vecchio e ripetitivo.
Abbiamo già detto molte volte che non siamo contro l’energia pulita, ma contro
le speculazioni e che siamo a favore di centraline piccole che rispettano l’ambiente,
come quelle di una volta.
Sabina
Vallero
Come membri dell’associazione
Percorsi Occitani, formata dai gestori dei Posti Tappa che si trovano lungo
il percorso omonimo, che percorre tutta la valle Maira, vogliamo esprimere la
nostra preoccupazione riguardo al progetto dei Comuni di Marmora e Canosio denominato
“Progetto per la tutela e la valorizzazione del turismo ambientale”. Questa
nostra preoccupazione scaturisce dal
fatto che, pur essendo il titolo del progetto molto interessante e del tutto
in linea con le nostre idee sul turismo nelle nostre zone, nasconda tra le righe
la volontà di regalare il vallone di Marmora ad un turismo di motoslitte. A
nostro parere questo fatto è a dir poco allarmante, perché rischia di distruggere
in poco tempo un tipo di turismo dolce e sostenibile al quale stiamo lavorando
da parecchi anni, e solo adesso ne stiamo iniziando a raccogliere i primi frutti.
Nell’anno 2001, infatti si è registrato un incremento delle presenze in valle,
soprattutto stranieri ( tedeschi, francesi, svizzeri, olandesi, belgi) che sono
rimasti affascinati dalla bellezza e in particolare dall’integrità del territorio.
Grazie a questo abbiamo potuto usufruire di una grande pubblicità, del tutto
gratuita, da parte di quotidiani svizzeri e tedeschi, e dell’edizione di una
guida completa “Antipasti und alte Wege” anche questa ad opera di editori svizzeri.
Siamo certi che l’attività turistica delle motoslitte sia di grande incompatibilità
con un turismo ambientale e culturale di questo tipo, per cui crediamo di correre
il rischio di perdere molto dell’imaagine che si è creata all’estero e di conseguenza
di non aver più le stesse possibilità di espandere, in misura sempre più ampia,
la nostra offerta verso questa fetta di turismo, che a nostro parere sarà il
settore trainante per il futuro. Tutto ciò non è valido solamente per il periodo
estivo o primaverile ma anche per la stagione invernale, difatti l’inverno scorso
guide altoatesine hanno portato qui i loro clienti a fare sci alpinismo, perché
nella loro zona, seppur molto bella, non è più possibile fare gite a contatto
con la natura.
Agendo in questo
modo non si rispetta neppure il piano di sviluppo della Comunità Montana, che
è volto a un ben diverso ideale, e si rischia di demolire tutti gli sforzi fatti
da codesto ente fino ad ora per far conoscere la valle come una delle zone più
affascinanti, sia dal punto di vista naturalistico che culturale (Espaci, Locande
Occitane, Ecomuseo, Pista da fondo).
Per tutti questi
motivi proponiamo di sostituire i percorsi per motoslitte con circuiti più sostenibili
per l’ambiente, quali tracciati per cani da slitta, sci escursionistico o racchette.
Matteo
Laugero posto tappa di Palent (Macra)
Osvaldo
Castagna rifugio Campo Base Chiappera (Acceglio)
Maria
Rosa Martinetto posto tappa di S.Anna (Roccabruna)
Rolando
Comba posto tappa di Chialvetta (Acceglio)
Andrea
Schneider posto tappa San Martino (Stroppo)
Edoardo
Loria posto tappa di Elva
Dario
Giorsetti rifugio Gardetta (Canosio)
OUSITANIO VIVO - Anado XXIX - n° 02- febrier 2002 - N° 264