L’Oc alle Olimpiadi: a che punto siamo

Lo scorso 23 gennaio si è tenuta presso la sede del Toroc a Torino la prima riunione tesa a verificare la possibilità di avere l’occitano quale lingua ufficiale alle prossime Olimpiadi invernali del 2006.

Su invito della presidenza del Toroc erano presenti: Espaci Occitan che per primo nello scorso mese di ottobre, in un incontro con il Comitato organizzatore delle prossime olimpiadi, aveva avanzato la proposta; la Chambra d’Òc che ha diffuso un appello in tale direzione, appello che sta ottenendo un largo seguito nelle Valli come nel resto dell’Occitania, oltre che trovare significative adesioni tra esponenti del mondo della cultura e della politica; l’Assessore alla Montagna della Regione Piemonte Roberto Vaglio, a cui il Toroc ha in qualche modo chiesto di dare un apporto nella conduzione dell’iniziativa. Su invito della Chambra d’Òc era poi presente una delegazione composta, tra gli altri, da Xavier Bada a nome dell’Eurocongresso occitano catalano, Denis Mallet, Direttore del Cirdoc (Il Centro di Cultura Occitana di Béziers) e lo sloveno Bojan Brezigar, Presidente dell’Ufficio Europeo per le Lingue meno diffuse.

Il Presidente del Toroc Valentino Castellani, nell’introdurre la riunione, ha subito evidenziato l’impossibilità di considerare l’occitano quale lingua ufficiale delle prossime Olimpiadi in quanto, da un lato, tale opzione avrebbe dovuto essere formalmente  posta ben prima, d’altro canto il Comitato Olimpico Internazionale considera lingue ufficiali l’inglese ed il francese, oltre che le lingue ufficiali dello stato in cui si svolgono le olimpiadi. Malgrado ciò Castellani ha evidenziato la possibilità di ufficializzare la presenza dell’occitano in occasione di tale avvenimento, e soprattutto di dare uno spazio alla realtà occitana ed al territorio delle Valli in particolare.

Le delegazioni presenti hanno evidenziato come oggi l’occitano sia una lingua riconosciuta dallo Stato italiano e che quindi la richiesta avanzata abbia qualche buona ragione di legittimità giuridica per essere sostenuta, oltre che rappresentare l’occasione per dare visibilità mediatica ed internazionale ad una lingua e ad una cultura per troppi secoli negate.

Tuttavia tutti i presenti hanno concordato sul fatto che, al di là delle questioni nominalistiche, è importante definire un programma concreto di iniziative che pongano in evidenza la realtà linguistica e culturale occitana, che mettano nel giusto rilievo il territorio occitano con le sue produzioni di qualità e le sue proposte turistiche. In sostanza le prossime Olimpiadi non possono essere solo l’occasione di promuovere genericamente il Piemonte e Torino, o il pretesto di un grande investimento in infrastrutture sportive ed opere pubbliche su un’area tutto sommato limitata; ancora una volta il tema dell’identità occitana può essere invece lo strumento per dare un respiro più ampio e largamente condiviso ad un intero territorio.

Operativamente i presenti hanno delegato l’Assessore regionale  Vaglio a costituire un gruppo di lavoro che, raccogliendo via via idee e contributi concreti, metta in piedi un progetto operativo e vada a cercare le necessarie risorse finanziarie. Le idee non mancano, alcune sono state avanzate già in quella sede. Per una volta vi sarebbe anche il tempo e l’opportunità di realizzarle.

            Dino Matteodo

 

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXIX - n° 02- febrier 2002 - N° 264