Corsa (a ostacoli) ai fondi europei
L’anno che abbiamo appena iniziato per le amministrazioni locali pare essere caratterizzato, almeno in questa prima fase, dalla corsa ai fondi della Comunità Europea, previsti dal Programma conosciuto sotto il nome di "Agenda 2000".
In teoria, proprio in questi mesi, si aprono buone possibilità di finanziamento per comuni e Comunità Montane, ma discrete possibilità d’accesso ai fondi si sono già aperte e si apriranno ancora anche per le aziende private.
L’intero territorio delle Valli Occitane è compreso nelle zone d’accesso ai fondi, vuoi perché inserito nelle aree ad "obiettivo 2", vuoi perché inserito in zone a "phasing out". Naturalmente i trattamenti per le due zone sono assai differenti, in quanto le risorse disponibili per le prime sono di assoluta consistenza, mentre quelle per le seconde lo sono molto meno; queste ultime vedono chiudersi prima delle altre la scadenza dei bandi.
Tuttavia la differenza sui tempi pare essere abbastanza teorica, se è vero, come tutti affermano, che in Piemonte vi è in gestazione una tale massa di progetti che, all’apertura dei bandi per gli enti pubblici ai primi di marzo, si bruceranno le risorse disponibili per l’intero periodo, sia per "l’obiettivo 2" che per il "phasing out".
Per i fondi strutturali la Regione ha concepito un programma con bandi aperti, richiedendo progetti definitivi ed accordando i finanziamenti man mano che giungono le proposte progettuali. Il sistema consente di spendere subito, il che unito ai tempi stretti previsti per la realizzazione dei progetti, dovrebbe porre il Piemonte al riparo dalla sottrazione dei fondi da parte della Comunità Europea. Anzi, essendo il Piemonte una delle prime regioni italiane ad avere avuto l’approvazione del suo programma degli interventi, si spera di recuperare risorse comunitarie del primo e del secondo anno che altre regioni del nord rischiano di perdere.
Al fine di consentire agli enti locali di partire con i progetti, proprio in questi giorni la Regione ha messo a disposizione dei comuni con meno di 10 mila abitanti e delle C.M. un fondo di rotazione per affidare gli incarichi di progettazione.
Visti i crono-programmi decisi con le normative regionali, comuni e privati si devono orientare su idee e progetti di concreta fattibilità, non è più tempo, com’è spesso avvenuto per il periodo precedente, di aprire il libro dei sogni. Oggi bisogna avere idee subito cantierabili, iniziative che trovino i partners privati pronti a fare la loro parte, lavori che non richiedano tempi lunghi in pratiche "Galasso", vincoli idrogeologici o autorizzazioni di sovrintendenze varie.
Per gli enti pubblici il contributo è buono, si avvicina all’80% della spesa prevista, Iva e spese tecniche sono parimenti finanziabili.
Una misura di un certo interesse, la 3.1 dell’asse 3, prevede la possibilità di costruire progetti integrati su un’area più vasta, come una o più C.M.; qui le risorse sono divise per provincia e i progetti possono mettere assieme zone ad "obiettivo 2" e a "phasing out", pur partecipando ciascuna zona alla propria area di finanziamento.
Ai primi di marzo scadrà anche il termine per la presentazione dei progetti "Leader +". Ricordiamo che i progetti "Leader" sono riservati alle aree rurali, ma concernono tutte le Valli Occitane. Lo strumento per accedere a tali fondi è la costituzione di Gruppi di Azione Locale, i cosiddetti GAL, società a responsabilità limitata, che devono ora avere una forte presenza di soci e capitale privati. L’esperienza dei fondi leader è già stata fatta nelle Valli in provincia di Cuneo con il Programma "Leader II", mentre le Valli Occitane in provincia di Torino non aveva potuto accedere né a "Leader I", né a "Leader II". Questa volta la corsa ai finanziamenti in Regione sarà particolarmente dura, visto che potrebbero presentare i loro progetti 18 GAL e solo 10 saranno finanziati. Con ogni probabilità nelle Valli Occitane si presenteranno 5 Gal: uno per le Valli nord, comprendente, grosso modo, il territorio delle C.M. dell’Alta Val Susa, delle Valli Chisone e Germanasca e della Val Pellice; i GAL Valli del Viso e Terre d’Oc si fonderanno in un nuovo soggetto che presenterà un programma aperto a buona parte del territorio delle C.M. delle Valli Po, Bronda e Infernotto, della Valle Varaita, della Valle Maira, della Valle Grana e della Valle Stura; resterà immutato il Gal della C.M. Valli Gesso, Vermenagna e Pesio, così come si presenterà alla corsa il Gal comprendente il territorio delle Valli Monregalesi e della Valle Tanaro. L’auspicio e che tutti i GAL delle Valli Occitane vedano approvato il loro Programma di Sviluppo, il che consentirebbe l’avvio di alcune iniziative in comune sui temi della qualità dei prodotti, del marchio, della promozione.
Infine, è alle porte anche la terza fetta di finanziamenti comunitari cui il nostro territorio può accedere, quella dei "Progetti Interreg III". Ricordiamo che questi fondi sono volti a favorire ed a riequilibrare gli scambi transfrontalieri tra i vari stati della Comunità Europea. Questa volta non sono più disponibili fondi a regia regionale, che nella passata tornata avevano consentito l’avvio di progetti significativi proprio nelle nostre Valli. Ora se si vogliono attivare risorse bisogna obbligatoriamente trovare dei partenariati oltre confine; chi ha sperimentato in questi anni tale forma di intervento conosce bene le difficoltà burocratiche e procedurali che in tal caso si incontrano.
Tra le varie opportunità per ora è atteso per febbraio il programma transfrontaliero, denominato Alcotra, tra la nostra Regione, la Liguria e la Valle d’Aosta e quelle poste aldilà della Frontiera, vale a dire PACA e Savoia.
Di fronte a queste ipotetica messe di opportunità progettuali la montagna occitana arriva in condizioni di indubbia difficoltà. Fatta eccezione per realtà comunali di maggiori dimensioni, manca completamente un parco progetti pronto, per la semplice ragione che non vi sono mai le risorse tecniche interne agli enti, o finanziarie per accedere a quelle esterne, per preparare progetti; ben sapendo che un parco progetti è oggi la condizione indispensabile per accedere alle fonti di finanziamento, poiché tutti i giorni constatiamo che l’apertura di un bando quasi mai ti consente di avviare le complesse e lunghe procedure progettuali. Lo stesso accesso ai fondi di rotazione attivato dalla Regione costringerà più di un ente locale a saltare qualche ostacolo sulla strada della "Merloni"!
Ma più che i progetti mancano i fondi propri per i cofinanziamenti; questo problema è particolarmente acuto per le C.M., strette come sono in bilanci asfittici, senza poter contare su risorse pluriennali.
Questo problema sollevato nelle Valli Occitane della provincia di Cuneo, in un incontro informale con l’Assessore Vaglio, ha trovato una parziale soluzione lo scorso 15 dicembre nel corso della Conferenza regionale dei Presidenti delle C.M.. In quella sede l’Assessore ha proposto di ripartire tutto il Fondo Nazionale della Montagna, non destinando più risorse per i progetti speciali, e la proposta ha trovato il consenso unanime dei presenti.
Resta da dire che a fronte dell’impegno regionale lo Stato continua a non fare la sua parte, ma qui si apre un capitolo doloroso che va ad investire il ruolo che, via via, è stato assegnato alle C.M., un ruolo che le sta portando alla lenta sparizione in varie regioni d’Italia.
Dino Matteodo
OUSITANIO VIVO - Anado XXIX - n° 01- janvier 2002 - N° 263