Convegno a Torino
I ricordi di Gaetano Arfè
La Provincia di Torino lo scorso 20 novembre ha celebrato con un convegno il ventennale della prima Risoluzione del Parlamento europeo dedicata alla tutela delle minoranze etniche e linguistiche, approvata il 16 ottobre 1981. Presso l'Auditorium di Via Valeggio 5, con il coordinamento dell'Assessore provinciale alla cultura, Valter Giuliano, l'argomento "La tutela delle lingue minoritarie a vent'anni dalla prima Risoluzione Arfè" è stato affrontato da studiosi, amministratori e protagonisti di quella e delle successive stagioni parlamentari, a Strasburgo e a Roma, durante le quali anche la tematica della tutela e della valorizzazione del pluralismo linguistico è diventata oggetto del dibattito politico. Particolarmente significativo l'intervento del relatore della Risoluzione su una Carta delle lingue e culture regionali e una Carta dei diritti delle minoranze etniche approvata vent'anni fa, Gaetano Arfè, il quale tra curiosi aneddoti e riflessioni di carattere storico e politico e di taglio europeista ha ripercorso le tappe che portarono a quella decisa presa di posizione del Parlamento di Strasburgo a favore della tutela delle minoranze. Rinaldo Bontempi ha presentato la propria esperienza di parlamentare europeo ai tempi della preparazione della Risoluzione Killilea, mentre è stata letta una relazione di Domenico Maselli, che non ha potuto essere presente, dedicata ai lavori che sono sfociati nella legge italiana di tutela delle minoranze linguistiche storiche, di cui è stato relatore alla Camera. Marco Stolfo, dottorando in Storia del federalismo e dell'unità europea, ha infine sottolineato l'importanza della prima Risoluzione Arfè sia dal punto di vista dei contenuti, sia in relazione al processo di integrazione europea e all'attività di gruppi e movimenti nazionalitari e autonomisti nel corso del decennio precedente.
In questo quadro è stata citata anche la battaglia condotta nei primi anni '70 dalla popolazione di Roure affinch fosse ripristinata l'originaria denominazione occitana del Comune che durante il fascismo fu trasformato in Roreto Chisone.
Il ricordo di quei fatti è stato reso ancor più appassionato dalla testimonianza dell'allora sindaco Ettore Merlo.
OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 11- dezembre 2001 - N° 262