LETRES
La motoslitta ambientalista?
Il Piano di Sviluppo Socio Economico della Comunità Montana recita al capitolo 4 "Sviluppo del Sistema di offerta turistica" alla voce sport : "in particolare nel settore degli sport invernali la C.M. intende promuovere e sostenere la vocazione "cordless" del proprio territorio, ovvero contribuire a generare un offerta alternativa a quella degli impianti scioviari a fune: itinerari di sci alpinismo, percorsi con racchette (Marmora e Canosio).
Con questa premessa ci eravamo rallegrati che la C.M. avesse presentato un " Progetto di valorizzazione del turismo ambientale dei comuni di Marmora e Canosio" e avesse fatto richiesta di finanziamento come progetto integrato ai sensi della L.R. 2/7/99 n.16 art.29 (...).
L’importo complessivo del progetto integrato è di L. 1.100.000.000 e prevede la costruzione di una foresteria e di un centro servizi (L. 481.250.000), di un ricovero cavalli (L.94.006.000) e un edificio di servizio (L.226.600.000).
Progetto encomiabile a parte il piccolo ma non trascurabile particolare che vengono proposti per il periodo invernale, a fianco di percorsi per sci alpinismo, per lo sci di fondo e per le racchette, percorsi anche per le motoslitte (!) che non ci pare abbiano molta attinenza con il turismo ambientale (...).
E’ risaputo che gli appassionati di sport naturali e silenziosi come lo sci di fondo e le racchette non frequentano di buon grado i luoghi ove girano le motoslitte, mezzi fastidiosi e inquinanti non meno degli impianti a fune.
Un po’ perplessi pensavamo che queste attività potessero forzosamente convivere se almeno fossero state ubicate in località differenti, pensavamo ad un circuito ben delimitato per i mezzi a motore e una totale libertà per gli altri sport. Già questa soluzione sarebbe stata infelice, ma forse con un accurato controllo sarebbe stata realizzabile.
Ma i progettisti sono stati ben più fantasiosi e hanno capovolto questa ipotesi: hanno infatti previsto un tracciato base di poche centinaia di metri per la pista di fondo e per le racchette affiancandola, a pochi metri, alla pista per le motoslitte. Hanno poi tracciato un percorso escursionistico che parte da Canosio e si spinge su per il vallone delle Esischie fino al Colle omonimo, riservato esclusivamente alle motoslitte.
Ci chiediamo chi sarà l’escursionista che con gli sci da fondo o le racchette percorrerà questo tracciato vedendosi sfrecciare a fianco dei rumorosi mezzi a motore con il rischio di finire stirati dietro una curva.
E poi, dove lo mettiamo lo sci alpinismo? Ricordiamoci che il vallone che da Marmora sale al colle del Mulo è meta di numerosi sci alpinisti che salgono a Costa Chiggia, alla Punta Tempesta e alla Piovosa. Sarà interessante vedere le risse tra sci alpinisti e motoslittisti che sconfinano sui pendii perché tanto nessuno controlla!
Per finire, dall’esame del conto economico e solo da questo, perché in nessun altra parte del progetto compare, spunta un non meglio identificato affitto di mezzi motorizzati estivi: sono forse i quad, motociclette a quattro ruote motrici, che hanno un effetto devastante per il terreno? (...).
Come sarà ridotto il vallone se, come è previsto dal progetto, ospiterà 2.200 presenze di motoslitte/anno sul percorso base e 500 sul percorso escursionistico, cioè per tutto il vallone fino al col d’Esischie? (...).
Il dubbio che ci rimane è che la spesa veramente corposa di questo progetto serva unicamente agli interessi di pochi a danno della collettività e, somma beffa, con soldi pubblici.
A chi giova destinare alle motoslitte uno dei valloni più belli della valle Maira allontanando qualunque altro tipo di turismo invernale da Canosio e Marmora? A chi giova trasformare la val Maira nel paradiso delle motoslitte, dove avranno licenza di scorrazzare ovunque? Chi le controlla da Tolosano in poi?.
Quale amministratore comunale si assumerà la responsabilità di incidenti lungo il percorso?
Lo sanno i progettisti e gli amministratori locali che il pendio Gias del Gheit fino al colle delle Esischie è a forte rischio di valanghe? E che una volta lassù dove nessuno controllerà mai scorrazzeranno per tutto l’altopiano della Gardetta indisturbati?
Dopo aver promosso l’immagine della valle in tutta Europa come un luogo incontaminato, deputato al turismo sostenibile legato all’escursionismo, alla cultura e all’accoglienza, cosa diciamo ai tedeschi, svizzeri e austriaci che costituiscono gran parte del turismo qualificato in valle Maira e che vengono a cercare la valle che è stata da loro così ben descritta in "Antipasti und Alte Wege", che li portiamo a fare un giro in motoslitta?! (...).
Giulio Beuchod,
Maria Luisa Ponza,
Simone Rivero. Valle
Maira
OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 10- nouvembre 2001 - N° 261