I trovatori alle Olimpiadi

I Giochi Olimpici invernali del 2006 si svolgeranno in buona parte nel territorio delle Valli Occitane, soprattutto al Nord (Alta Valle Susa e Val Chisone-Germanasca). Anche se pare lontano l’appuntamento del 2006, il motore organizzativo è in piena funzione da tempo ed è di questi ultimi mesi una iniziativa lanciata dalla Chambra d’ÒC che sta riscuotendo grande consenso: la richiesta dell’Occitano quale lingua ufficiale alle olimpiadi 2006, anche in virtù della Legge 482/99 per la tutela delle minoranze linguistiche storiche.

La campagna di sostegno a tale richiesta mette in rilievo il parallelo fra i principi basilari dei giochi olimpici, lealtà, amicizia, gioia, esaltazione del coraggio, equilibrio fisico e mentale, con i cardini della civiltà sviluppatasi nel territorio della lingua d’òc al tempo dei trovatori: jovent, jòi, paratge, pretz, larguessa. Dunque l’Italia e soprattutto la Regione Piemonte che ospita i giochi olimpici, devono essere orgogliose di avere sul proprio territorio e di valorizzare un’area in cui è parlata questa prestigiosa lingua di valenza europea.

L’appello bilingue Òc/It lanciato dalla Chambra, sollecita gli Enti istituzionali, gli organismi internazionali, le Associazioni, ecc. ad aderire alla campagna "Occitan lenga oficiala as olimpiades 2006" ognuno con le proprie motivazioni ed in base alla propria sensibilità.

Hanno gia aderito all’appello vari Enti istituzionali e sono in atto passi importanti della Regione Piemonte. Crediamo opportuno mettere in rilievo, come esempio, la delibera della Giunta comunale di Salbertrand in Alta Val Dora in cui, con fermezza e dignità, si afferma che "storicamente e fino a tutt’oggi, nel Comune di Salbertrand è parlata dalla popolazione la lingua occitana ed altresì cultura, arte, architettura, usi e consuetudini "parlano" anch’essi della storia dell’etnia occitana", si fa inoltre appello al TOROC (il Comitato organizzatore dei giochi olimpici) perché "venga data attuazione alla Legge 482/99 "Norme il materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" attraverso l’uso della lingua occitana in tutti i momenti ufficiali e soprattutto nella cerimonia inaugurale dei giochi".

Già nel luglio u.s. il Presidente della Provincia di Torino Mercedes Bresso, nel corso di una conferenza stampa, aveva espresso pieno appoggio all’iniziativa e l’eurodeputato Mario Borghezio ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea chiedendo quali iniziative intende intraprendere affinché sia considerata "la lingua occitana, espressione di uno dei grandi popoli europei, diffuso sul territorio di tre Stati europei ... anche in forza della Convenzione Europea sulla protezione delle Lingue Minoritarie".

Importante è il sostegno all’iniziativa da parte del Ufficio Europeo per le Lingue minoritarie e della sua sezione in Italia il CONFEMILI, come dell’Eurocongrès dels Espacis Occitans e Catalans attraverso il suo presidente Robert Lafont.

Sulle pagine internet di Eurolang, Agenzia giornalistica europea (www.eurolang.net), si rileva con soddisfazione la prima posizione del TOROC "La cultura occitana avrà certamente il suo posto ai Giochi olimpici, questo è un fatto indiscutibile ...".

Sappiamo che importanti esponenti della cultura si stanno attivando perché l’operazione "Occitan lenga oficiala as olimpiades 2006" giunga ad una positiva soluzione e Ousitanio Vivo, giornale ed Associazione, sostengono con decisione questa iniziativa ricordando che, proprio in occasione dei Giochi Olimpici di Barcellona 1992, la lingua catalana ebbe pieno riconoscimento e accoglienza nell’ambito dei giochi e il Governo spagnolo e quello della Regione Catalunya riscossero grande ammirazione ed approvazione a livello mondiale perché vollero il rispetto e la presenza di tale lingua nella manifestazione.

Questo giornale ospiterà volentieri il contributo di tutti coloro che vorranno in qualche modo esprimere la propria opinione sull’iniziativa.

Dario Anghilante

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 10- nouvembre 2001 - N° 261