LA CAIRO DE L'ERETIC

Aspettando un Prodi occitano

Riprendo il discorso iniziato sul n° 256 del giornale del maggio scorso che ha successivamente alimentato un interessante dibattito. Per quanto riguarda Espaci, ci sono andato un po’ pesante. Infatti avevo corretto il testo dove in modo perentorio dicevo "Espaci diventerà una piccola burocrazia dove si consumeranno piccole ambizioni che consumeranno le poche energie" con "Espaci rischia di diventare" Purtroppo questa e altre correzioni, per disguidi tecnici, non sono state recepite dalla redazione. Resto convinto che, data la mancanza di una reale identificazione degli amministratori delle Valli nella questione occitana, Espaci rischia di diventare una sterile ricerca di finanziamenti. Esauriti i quali, cosa resterà?

Ho l’impressione che, al di là del successo delle feste e delle bandiere occitane che sempre più numerose sventolano nelle Valli, sia del tutto mancante una azione politica in grado di offrire concrete speranze per il prossimo futuro del nostro territorio.

Probabilmente "l’occitanità" al momento non è ritenuta elemento su cui spendersi con convinzione. Abbiamo (mi ci metto anch’io) una sorta di timidezza ad affermare l’esigenza di una forte azione che unisca le nostre forze nel nome dell’identità che ci appartiene. Non mi si dica che in campagna elettorale bisogna usare solo temi che "toccano" gli interessi concreti della gente. Alle politiche di cinque anni fa un certo Prodi, tra lo scetticismo di molti, vinse le elezioni non propagandando detassazioni, ricchezza e felicità a tutti. Promise invece nuove tasse ma, in cambio, offrì una credibile prospettiva di sviluppo legata all’entrata dell’Italia nel sistema dell’Euro. Al momento nelle Valli non c’è nessun "Prodi" convinto che il futuro delle Valli passi attraverso il tema occitano. Nessuno ci crede fino in fondo.

Abbiamo così dei buoni, se non ottimi amministratori (ai quali va tutto il mio rispetto per il tempo e le energie che dedicano a questa attività) che gestiscono ottimamente il loro comune, ma non riescono a offrire prospettive. Nonostante decenni di buoni sindaci, i paesi delle nostre Valli stanno morendo. Se qualcuno conosce cifre e realtà diverse me le faccia conoscere. Gli unici dati positivi riguardano i centri di bassa valle dove, più che l’efficacia dell’azione politica, è stata determinante la posizione geografica. Io continuo ad aspettare con fiducia il "nostro Prodi" che saprà far maturare la gente sui valori che ci accomunano e proporre progetti di sviluppo alla gente delle Valli.

Mauro Rabbia

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 7- lui 2001 - N° 258