Intervista al presidente della C.M. Valli Po, Bronda e Infernotto, Aldo Perotti

Superare gli steccati tra le Valli

Aldo Perotti, discendente di guide alpine, vissuto lunghi anni al Quintino Sella, gestisce ora il rifugio del Pian del Re di proprietà della della sua famiglia da circa 100 anni.
Dal 1970 si occupa di amministrazione, dal 76 fa parte della Comunità Montana Valli Po, Bronda e Infernotto della quale è Presidente dal novembre 99 e in cui ha sempre lavorato con passione ai problemi della montagna.
Ha una buona esperienza pratica della montagna e un’idea abbastanza chiara di ciò che si dovrebbe fare, dunque gli abbiamo chiesto di esprimere a grandi linee la sua opinione sull’attuale stato delle valli e sulle loro potenzialità.

La nostra C. M. ha un territorio abbastanza vasto e molto eterogeneo perché va dai piedi del Monviso fino alla pianura, alle porte di Saluzzo. Ogni valle ha delle sue peculiarità ben precise, potenzialità e risorse che vanno valorizzate e sviluppate.

A questo proposito la valle Po basa la sua economia in gran parte sul turismo, grazie alle bellezze naturali, architettoniche, artistiche, alle testimonianze storiche.

Io ritengo che dobbiamo lavorare molto in questa direzione, legati alle diverse iniziative sul territorio e prendendo coscienza delle nostre radici, della cultura e della lingua della nostra terra; è importante presentare al turista un paese in tutte le sue particolarità e presentarlo con fierezza. Oggi abbiamo anche il vantaggio di essere tutelati dalla legge sulle minoranze linguistiche, quindi nascono delle nuove possibilità.

Per quanto riguarda il resto dell’economia nella media e bassa valle sono vive l’attività agricola e artigianale e dunque è indispensabile tutelare i nostri prodotti e renderli riconoscibili con marchi di qualità.

A proposito di produzioni tipiche, come pensate possibile giungere a una pubblicizzazione e a una diffusione?

Siamo fortunati perchè non dobbiamo inventare nulla; infatti, da anni, sul territorio, si è costituita la "Chambra d’Òc", un’associazione, efficiente e attiva, di produttori di ogni categoria che garantisce la qualità dei prodotti locali e che opera trasversalmente alle Valli Occitane.

La Comunità Montana intende lavorare ad una proposta di creazione di un punto di raccordo turistico-culturale e di vetrina dei prodotti delle Valli Occitane a Staffarda, coinvolgendo anche soggettivi attivi come la Chambra d’Òc, le Terre del Marchesato...

Staffarda può rappresentare un nodo ideale nel crocevia delle valli, anche rispetto alla messa in rete di progetti quali Mistà, Orizzonti del Viso, La montagna di Leonardo, La via occitana-catalana,... che hanno in comune l’obiettivo di valorizzare e diffondere la cultura del nostro territorio.

Non dimentichiamo poi i G.A.L. Terre D’Òc e Valli del Viso, i gruppi di azione locale che si stanno unendo per una progettazione comune. Oggi non è piú possibile pensare in termini di singola valle, bisogna mettere in circuito tutte le diverse esperienze e lavorare in stretto collegamento per garantire uno sviluppo adeguato. Io credo che proprio le Comunità Montane debbano diventare veri e autonomi interlocutori rispetto alle istituzioni esterne e andare a trattare come detentori di grandi risorse.

La sua C.M. fa parte dell’associazione Espaci Occitan, cosa significa questo in termini di sviluppo?

Espaci Occitan per me è importante sotto due punti di vista, quello culturale e quello economico.

Il primo passo importante compiuto da Espaci Occitan è l’obiettivo della normalizzazione linguistica dell’occitano alpino, con la quale si arriverà finalmente al superamento dei campanilismi e a essere riconoscibili in quanto appartenenti ad una lingua comune. Poi ognuno potrà continuare a parlare il suo dialetto, ma abbiamo una connotazione precisa per poterci porre nei confronti di tutti gli altri territori. L’altro grande obiettivo di Espaci Occitan, in questo momento di grande attualità ed urgenza, è quello riguardante la revisione dello Statuto Regionale. Mi trova pienamente consenziente la decisione della Presidente Teresa Totino di lavorare concretamente a una proposta per l’inserimento nello Statuto della Regione Piemonte di precisi riconoscimenti volti alla tutela del territorio occitano, basati sul "diritto".

Vorrei sottolineare che Espaci Occitan, in qualità di associazione di Comunità Montane e Comuni, è l’unica istituzione che può condurre le trattative per il completo riconoscimento delle nostre valli. Inoltre è ancora l’organismo più adatto per le relazioni internazionali, vale a dire con l’Occitania d’oltralpe, con la Catalunia, la Francia, l’Europa, nell’ambito di una visione di ampio respiro in cui inserirci.

Espaci Occitan, a mio parere, potrebbe anche essere il contenitore ideale per tutti i progetti a carattere economico.

Ancora una domanda sulla sua C.M. Vi siete posti il problema dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro?

Sì, già in passato si era cercato di aiutare coloro che volevano impiantare piccole imprese di artigianato, agricoltura, turismo in valle riconoscendo loro una parte di interessi sul capitale; ora stiamo anche formando una "consulta giovanile" per abituare i giovani a intervenire concretamente nella vita economica, amministrativa, a prendere direttamente coscienza delle diverse problematiche e possibili soluzioni, insomma per avviare un discorso della politica di sviluppo vissuta in prima persona.

a cura di Gianna Bianco

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 7- lui 2001 - N° 258