VAL MAIRO

Hans Clemer ritorna a Elva

Un tempo uggioso domenica 15 luglio ha forse tenuto lontane da Elva le masse dei turisti, tuttavia la Parrocchiale era piena di gente per la presentazione della mostra "Viaggio di un Pittore tra le Alpi ed il mare" dedicata ad Hans Clemer, il famoso Maestro d’Elva.

Significative le relazioni sulla pittura nel Marchesato di Saluzzo, tenuta dalla Prof. Lea Antonioletti, l’illustrazione della Mostra da parte della Dott.sa Pianea e l’intervento di carattere storico del prof. Rinaldo Comba.

Il prof. Comba in particolare ha dato alcune indicazioni, suffragate dai documenti di archivio, su chi fossero in quei secoli i committenti di cotanta arte.

Per lungo tempo si è ritenuto che quel Re Magio così finemente dipinto dal Maestro d’Elva fosse il Marchese Ludovico II, committente di quegli straordinari affreschi. Ora non più: certo quel Re magio è il committente, ma la sua origine va ricercata su queste montagne.

Documenti alla mano, la valutazione del prof. Comba è che comunità come quella di Elva fossero sufficientemente forti a livello economico per trovare una committenza privata locale in grado di sostenere i costi di tali artisti.

La committenza allora era nelle Valli, oggi sono gli enti delle Valli, e le Comunità Montane prime fra tutti, che sono andate a cercare risorse, competenze, energie in grado di avviare progetti di recupero di beni artistici, in grado di costruire progetti di sviluppo, itinerari turistico culturali, ecc..

Iniziative che hanno poi giustamente aggregato collaborazioni più vaste, dimostrando la capacità di dialogo e la grande apertura culturale di cui la montagna occitana ancora oggi dispone. Iniziative che però non sarebbero probabilmente mai nate, se dalle Valli non fosse partito, qualche decennio or sono, un movimento di rinascita culturale legato alla questione occitana, un movimento che ha posto la centralità del nostro territorio e quindi le basi ideali per sconfiggere una cultura di subalternità.

A sentire i discorsi ufficiali sovente tutto ciò non emerge con chiarezza; invece di questo possiamo cominciare ad essere fieri.

Dino Matteodo

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 7- lui 2001 - N° 258