VAL MAIRO

SARDI ED OCCITANI CANTANO INSIEME
Gemellaggio di due corali e di due paesi

Martedì 1° maggio 2001. Ore 10.20. piove ormai da 24 h. Un autobus lascia S. Damiano e dai finestrini si vedono mille mani che salutano. Sulla piazza del paese, incuranti della pioggia rimangono i coristi della Reis e alcuni collaboratori. La pioggia regala una nota di tristezza in più alla scena. Si notano molti occhi lucidi. Eppure tutto è successo in soli quattro giorni!

È calato il sipario sul primo incontro tra il Gruppo corale "La Reis" ed il Coro Polifonico di Ovodda (NU). Che il canto sia motivo di allegria, di unione e aggregazione, di emozioni lo si sapeva, ma che potesse fare da miccia per accendere i cuori di due gruppi così apparentemente lontani e diversi e far esplodere un'armonia ed un'amicizia così grandi, beh, questo ci ha lasciati un po' tutti stupiti, noi e gli amici sardi!

La Reis ha accolto gli amici sardi venerdì 27 aprile. Due cori, due gruppi di persone che non si erano mai viste… alcuni contatti telefonici e via e-mail. Eppure, dopo un piccolo rinfresco e alcuni canti è scoccata subito la scintilla: già alla cena del medesimo giorno pareva che i due gruppi si conoscessero da sempre. Il canto non ha fatto altro che cucire e saldare il rapporto che si andava creando e così già la prima serata, che noi organizzatori pensavamo adatta per scambiare due parole, mangiare "un boccone" insieme e andarcene a letto, si è trasformata invece in una giornata di festa tra vecchi amici, con trasferta in birreria e discoteca dove c'è stata anche l'esibizione di cubisti sardi!

Qualche ora di riposo e alle 11 di sabato 28 aprile il salone del municipio di S. Damiano si apriva ad accogliere sardi e sandamianesi per la cerimonia del gemellaggio tra S. Damiano e Ovodda, ben diretta dal sindaco Diego Durando ; cerimonia durante la quale il prof. Secondo Garnero ha "raccontato" S. Damiano e la Valle Maira agli ospiti, sottolineando gli aspetti storici che ci accomunano e i problemi sociali che hanno toccato entrambi i territori, a partire dal fenomeno dell'emigrazione.

Alla sera, dopo alcuni brani presentati dalla Reis, ecco finalmente in scena il Coro Polifonico di Ovodda. La Chiesa Parrocchiale, anche stavolta, è gremita di un pubblico attento, appassionato. Il ghiaccio è presto rotto dalla simpatia del maestro Enrico Pilo che si alterna alla presentazione dei brani con "Liborio", al secolo Enzo Vacca, il "prof." del coro, il quale nelle sue presentazioni ci offre anche cenni storici e culturali della sua terra. Cultura e musica, sonorità e tradizioni! Un coktail che sempre più piace agli appassionati di canto corale e popolare. Stupende le sonorità e le armonizzazioni dei brani eseguiti, e c'è da dire che ai sardi sono molto piaciuti i brani occitani della Reis. Un pubblico caloroso sottolinea con grandi applausi le esecuzioni del coro ed il tempo vola… nonostante i numerosi bis concessi. Tradizionale scambio di doni e gran finale con i due cori sul palco. Incredibile ma vero: i due cori hanno trovato nei loro "cassetti" un brano che potevano eseguire insieme e, fatalità del caso, il tema è l'emigrazione… il dolore di chi parte ed il desiderio di tornare alla propria terra. Con "Benia Calastoria" i cori si sono congedati dal numeroso pubblico e la festa è continuata con il cenone nel salone parrocchiale, cena per la quale ancora una volta si devono ringraziare le "signore" della Reis, infaticabili ed insostituibili.

La mattina di domenica 29 aprile ha visto il coro di Ovodda presente ad un altro appuntamento importante: la S. Messa delle ore 11 sempre nella Chiesa parrocchiale. L'emozione suscitata dai brani eseguiti, a partire dal "Miserere" al finale con "Amici miei", è stata veramente un qualcosa di speciale.

Infine breve trasferimento a Piasco, dove alla sera, in una chiesa nuovamente gremita, hanno replicato il concerto ottenendo anche qui un notevole successo.

Una giornata piovosa ha accompagnato la visita in Valle Maire di lunedì 30 aprile. Ormai non esistevano più orari da seguire e appuntamenti ufficiali… erano gli ultimi momenti da trascorrere in compagnia. Gruppetti di sardi e coristi Reis canticchiavano, chi nelle osterie, chi sotto la pioggia, da S. Damiano fin sotto la Rocca Provenzale, per radunarsi tutti infine al salone Parrocchiale per un'ultima polentata in amicizia. Quattro giornate intense che hanno regalato molto sia a noi che agli amici di Ovodda. Due comunità profondamente legate alle loro radici ma con una grande voglia di nuove esperienze, di confronto e di scambio. Entrambi convinti che il gusto della ricerca e della sperimentazione convive con l'attenzione verso le proprie matrici storiche e culturali.

È stata senz'altro un'altra scommessa vinta dalla Reis, dopo i trentini ed i friulano avuti come ospiti nelle passate edizioni di "CHANTEN MAI…"

È calato il sipario, è vero, ma dietro le quinte già fervono i preparativi per la "calata" della Reis in terra di Sardegna, dal 23 al 27 agosto 2001!

Guido Rivero

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 5 - mai 2001 - N° 256