ORA CONTANO I FATTI
Elezioni politiche del 13 maggio
Non vi erano molti dubbi che l'alleanza elettorale tra il Polo di centro-destra e la Lega Nord ottenesse una maggioranza sufficiente per portare al governo Silvio Berlusconi. In discussione poteva esserci solo la dimensione di quella vittoria. Così è stato. Una maggioranza sufficiente al Senato ed abbastanza ampia alla Camera dovrebbero in teoria garantire all'Italia cinque anni di governo stabile.
L'Ulivo, che in questi cinque anni, per poter governare, aveva cambiato tre presidenti del consiglio e si era presentato con un quarto candidato, ha perso, pur mantenendo grosso modo i voti che gli erano stati sufficienti per vincere le elezioni nel 1996.
Una campagna elettorale dissennata da parte della sinistra, tutta rivolta all'attacco di Berlusconi, ha finito, come sempre avviene in questi casi, per favorirlo, lasciando da parte i temi su cui il centro-sinistra poteva vantare qualche successo in cinque anni di governo.
Questa strategia elettorale della sinistra, il sistema maggioritario, le televisioni, e tra queste le reti Mediaset, più delle reti Rai, hanno polarizzato tutta l'attenzione sui due candidati alla presidenza del consiglio. Tutto ciò ha spazzato via le forze politiche minori, ha ridotto il peso elettorale dei DS e di AN, schiacciati sul sostegno ai rispettivi candidati a premier.
In questo contesto il risultato politico più evidente e, probabilmente più foriero di novità nell'immediato futuro, è però il crollo della Lega. Nel 1996, isolata e priva di alleanze politiche in grado di metterla in gioco, la Lega Nord aveva condotto una battaglia elettorale dai toni forti (indipendenza della Padania, lotta all'immigrazione, ecc), ottenendo un consenso notevole in tutte le aree non metropolitane del nord. In quasi tutte le Valli Occitane la Lega aveva un peso elettorale consistente, pur avendo rinnovato in gran parte i suoi candidati. Se confrontati a quei dati i voti del 13 maggio rappresentano un tracollo, e la Lega si trova con un consistente numero di parlamentari, ma tutti eletti nei collegi uninominali, e quindi con i voti determinanti di Forza Italia. Non è difficile prevedere che con Berlusconi al Governo o la Lega tiene un alto grado di visibilità o finisce per essere del tutto fagocitata dagli scomodi alleati. Ne consegue che è obbligata a ottenere grossi risultati sui temi portanti della sua propaganda ( e qualche dubbio in proposito è legittimo, con gli alleati che si trova e la forza elettorale dimostrata), oppure a tenere alto il grado di conflittualità con il governo e con gli alleati.
Venendo invece a noi si deve rilevare che, nel complesso, le Valli Occitane hanno votato in modo conforme ai piccoli e medi centri del nord dell'Italia. D'altra parte non vi erano le condizioni poliche affinché ciò non avvenisse.
Passata la sbornia elettorale ora contano i fatti. I fatti ci dicono che il precedente Governo ed il precedente Parlamento avevano portato in porto, dopo più di cinquant'anni, la legge di tutela delle minoranze linguistiche. Pochi giorni prima delle elezioni il Governo ha licenziato il Regolamento di attuazione di quella legge. Vedremo ora se il nuovo Governo ed il nuovo Parlamento le daranno attuazione, disporranno annualmente i necessari fondi di bilancio che questa prevede, emaneranno i regolamenti sulla scuola, ecc, o la sotterreranno sotto l'indifferenza, o peggio, l'ostilità. Di questo dovremo tenere informati i nostri lettori e la popolazione delle Valli.
Dino Matteodo
OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 5 - mai 2001 - N° 256