VAL VARACHO

Ricambio di sindaci

Su cinque comuni della valle Varaita che andranno alle urne il 13 maggio per il rinnovo delle amministrazioni, almeno tre vedranno un cambio di guardia: Luciano Andreis di Casteldelfino, Renato Baralis di Sampeyre e Dino Matteodo di Frassino devono obbligatoriamente 'saltare un turno'; ai sensi della Legge n.81 del 1993 non possono più candidarsi alla carica di primo cittadino avendo concluso il secondo mandato consecutivo. Gli altri due Comuni in cui si voterà sono Melle e Pontechianale. Nei mesi scorsi sembrava imminente l'approvazione da parte del Parlamento di una riforma che doveva consentire ai sindaci fino ad un terzo mandato, ma alla fine sono state sciolte le Camere senza che sia stato raggiunto tale accordo. La norma che rimane dunque in vigore punta a creare condizioni di ricambio alla guida delle pubbliche amministrazioni ed è valida anche per i Presidenti di Provincia. Se in molti casi l'alternanza può essere salutare e apportatrice di novità positive, di nuove energie e sinergie, dall'altra, specie in alcuni piccoli comuni particolarmente colpiti dallo spopolamento, può ingenerare pericolosi vuoti: il 'mestiere' di amministratore richiede competenze, abilità e disponibilità di tempo maggiori che nel passato e sovente mancano le persone disposte ad accollarsi il pesante onere. E' il caso di Sampeyre, comune di media grandezza, in cui è stata presentata una sola lista, quella di Roberto Dadone: una consistente parte della popolazione, quindi, non sarà rappresentata e potrebbe essere a rischio la validità stessa dell'elezione, qualora non si raggiungesse il 'quorum' dei votanti. Nessuno dei consiglieri del sindaco uscente Baralis se l'è sentita di raccoglierne l'eredità per dare continuità al programma politico-amministrativo si qui intrapreso. Per chi conosce da vicino la realtà di Sampeyre, questo fatto non stupisce più di tanto: decollato con il primo troncone di seggiovia il progetto di nuovo polo sciistico nel vallone di Fondovet, nei prossimi anni il Comune di Sampeyre si troverà pesantemente impegnato nella prosecuzione dei lavori, con investimenti miliardari. Pena l'inutilità degli investimenti fin qui attuati. Evidentemente, questa sarà una patata bollente che pochi amavano amministrare. A Pontechianale, altro centro turistico della valle, il 'vuoto' venutosi a creare in seguito alla presentazione della sola lista del sindaco uscente Piero Ruffa, è stato occupato all'ultimo momento da una lista di giovani forestieri di ispirazione leghista, con a capo la sampeyrese Ilenia Giraudo, evidentemente con l'aspirazione non già di amministrare il paese quanto di raccogliere una facile presenza in Comunità Montana. Anche qui nei prossimi anni si tratterà di gestire una situazione di crisi degli sport invernali, su cui si basa gran parte dell'economia del paese, con una sensibile diminuzione degli sciatori e, paradossalmente, il previsto potenziamento degli impianti di risalita con la costruzione di una nuova seggiovia e impianto di innevamento artificiale in località Pineta Nord. A Casteldelfino si ripresenta l'ottantaduenne Cav. Bernardo Dao, in passato già più volte sindaco del paese. A contendergli la carica di primo cittadino sarà Marco Carpani, ex esponente socialista ed ex assessore provinciale. Carpani è a capo di una lista per la maggior parte formata dai consiglieri uscenti della compagine di maggioranza e si propone quindi come continuità all'amministrazione Andreis. Anche a Frassino si contenderanno due liste: la prima, capeggiata dal geometra Mauro Cornaglia, vede tra i candidati l'attuale sindaco Dino Matteodo e può quindi essere considerata una continuazione dell'amministrazione uscente, mentre l'altra ha come capolista il geometra Dante Rigoni anche lui proveniente dall'attuale maggioranza. Melle, il cui sindaco in carica era deceduto un anno fa, vede misurarsi due liste potenzialmente equivalenti: una capeggiata dal geometra Maurilio Paseri e l'altra dall'intramontabile Pier Giorgio Nanchino, che in passato aveva già ricoperto la carica di sindaco. Resta da sperare che, in un momento particolarmente delicato di transizione verso nuovi assetti, che dovranno necessariamente prevedere maggiore collaborazione tra i Comuni per la gestione consorziale di alcuni importanti servizi, non più sostenibili singolarmente, vincano persone aperte e lungimiranti. La posta in gioco è grande: la Valle ha bisogno non di politicanti ma di persone determinate e disinteressate, che vogliano gestire non già la morte dignitosa dei loro paesi, ma, di concerto con l'Ente di Valle, sfruttare le opportunità offerte soprattutto dalle risorse culturali e ambientali, abbondantemente presenti, per tentare un'inversione di tendenza di un'economia spesso boccheggiante.

Giovanni Antonio Richard

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 4 - abril 2001 - N° 255