DA LEZE
Aa. vv., Dizionario del patrimonio bretone
Sette anni di lavoro, 174 ricercatori, 3.8 kg di peso, 4.100 illustrazioni (foto, cartine, documenti sonori e video per la versione in Cd Rom), 1104 pagine nella versione cartacea, 939 articoli, 10.000 entrate nell'indice, 3472 referenze bibliografiche...questi i numeri del Dizionario del patrimonio bretone, edito nell'autunno 2000 sotto forma di un monumentale volume cui è allegato un Cd Rom. Curato dallo storico Alain Croix e dal direttore del museo di Bretagna Jean-Yves Veillard, vi si trova davvero di tutto, dai prodotti gastronomici alle cappelle.
La prima parola del dizionario è domani, un mezzo per indicare immediatamente ai lettori che questa enciclopedia non è un mausoleo. "E' la parola essenziale", spiega Alain Croix. "Il patrimonio nasce ogni giorno, e allo stesso modo vive e muore. Ciò che serve per costruire è ciò che è rivolto verso l'avvenire. Il patrimonio non vuol dire soltanto ciò che si suole generalmente indicare con 'amore per le vecchie pietre'. Tutti hanno un patrimonio, costruiscono una storia. E noi abbiamo concepito quest'opera per l'uomo d'oggi." Questa concezione larga e viva del patrimonio è l'idea portante del Dizionario. Senza alcun settarismo, "ma con amore", unisce la precisione universitaria alla volontà di essere accessibile al grande pubblico, e declina la Bretagna in tutti i suoi aspetti attraverso l'etnografia, la cultura, la storia, la gastronomia, la natura, lo sport.
"Nulla è stato occultato deliberatamente. Si è cercato di passare in rassegna tutto, anche quando si trattava di qualcosa di negativo o poco popolare. La nostra idea non era di fare un albo d'onore…".
Rosella Pellerino
DOCUMENTI E RICERCHE
E' il titolo di una collana inaugurata dalla sede staccata di Mondovì del Politecnico torinese. Nel primo numero Laura Guardamagna e Augusto Sistri, in "Revival, medievalismo, Neogotico nell'architettura del Cuneese", descrivono il Castello di Envie "perfetto sogno neogotico realizzato da Guasco di Castelletto alla metà del secolo scorso. La torre è forse l'unica, ma ormai poco distinguibile, parte autentica del distrutto edificio quattrocentesco". Fra i casi di elaborazione in stile gotico sono citati, nelle Valli Occitane, la facciata della parrocchiale dedicata ai santi Andrea e Ponzio e il Palazzo Valfré, già dimora dei Saluzzo di Montemale, a Dronero. Chiudono la rivista "Alcuni appunti per un progetto di luoghi ospitali – architettura, paesaggio, natura" di Paolo Mellano, con la presentazione della nuova sede operativa del Parco naturale delle Alpi Marittime ad Entracque. "La nuova costruzione – edificata con un sistema prefabbricato in block-bau di legno lamellare e arricchita da porticati e tettoie sorrette da grandi pilastri in blocchi colorati di calcestruzzo vibro-compresso – tenta di farsi essa stessa paesaggio, senza annullarsi in esso e senza cancellarlo". Per informazioni: e-mail mondovi@polito.it.
"Su Currèu Unesco"
Si chiama "Su Currèu Unesco" la nuova edizione in lingua sarda del mensile dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. Direttore è Diego Corraine, intellettuale sardista, fondatore della casa editrice Papiros che a Nuoro pubblica libri per grandi e piccoli. La versione sarda della rivista si aggiunge alle ventisette già esistenti (in serbo, ucraino, sloveno, basco, catalano, tamil, swahili, greco, cinese, italiano, ecc. mentre l'occitano è vistosamente assente). Tema del primo numero - ghennarzu 2001 - è "Iscola e mercadu. Cumpatibiles sunt?". Altri argomenti sono: "Iscola e libertade in Timor orientale", la tutela dell'ambiente (Sos Brasilianos cherent sarvare s'Amazzonia), la letteratura (Maryse Condé: sennora de sa literatura carìbica). Nell'articolo di presentazione - Intre localismu e universalismu, tocat a afortire sa limba, sa cultura e s'identitate nostra -, Diego Corraine affronta la questione della normalizzazione e dello sviluppo del sardo che si vuole lingua moderna e unitaria, adatta a ogni occasione di comunicazione formale, pur mantenendo, su un piano familiare, le sue particolarità locali di espressione. Per informazioni: e-mail – curreu@papiros.it
F.V.
Aa. vv., Il territorio degli Escartons e delle Valli Valdesi nel 2000 - Ed. Gallimard
Nell'ambito del progetto "Il territorio degli Escartons e delle Valli Valdesi nel 2000", la Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca ed il Sivom du Canton de l'Argentière hanno curato la redazione di una guida sul patrimonio storico, culturale e ambientale del territorio, edita da Gallimard nella collana "Enciclopedie di viaggio".
La guida, corredata da numerose belle fotografie, è stata stampata sia in italiano sia in francese ed offre la descrizione, suddivisa per temi, delle risorse aperte al publico e visitabili presenti nel territorio a cavallo delle Alpi. Fornisce indirizzi, numeri telefonici ed informazioni utili per la visita ai siti: si tratta dunque di uno dei pochi manuali di viaggio che forniscano informazioni su un territorio sovranazionale.
La guida, a cui è allegato un breve questionario che invita l'utente ad esprimere il parere sulla guida stessa e sulla sua utilità, è in distribuzione gratuita presso i beni culturali che descrive.
G. A. R.
Giorgio Tourn, Daniel. Un valdese giacobino", Claudiana, 2000, pp.342, lire 29.000.
Prima di essere scritto questo libro è stato raccontato e questa sua origine discorsiva, frammentaria, ne ha determinato anche la stesura. Daniel (il magiste o magistre, a seconda delle località), maestro di una piccola scuola valdese, prima di essere un personaggio è stato un'evocazione scenica, un'immagine visiva, che appare e scompare. Egli ha permesso di gettare uno sguardo sul mondo delle Valli valdesi nel periodo della grande crisi culturale che precede il 1848.
Il lettore che seguirà Daniel nel suo cammino e condividerà il problema che lo assilla, quello della libertà, non accrescerà forse le proprie conoscenze e certezze ma gli interrogativi, diventandone il compagno.
OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 3 - mars 2001 - N° 254