NON FACCIAMOCI INCANTARE DAI SUONATORI DI PIFFERI

La Carta di Chivasso del 10 dicembre 1943, firmata da Malan, Chanoux, Page, Peyronel, Coisson e Rollier, incarna lo spirito migliore del Risorgimento rappresentato da Cattaneo, Ferrari e Gioberti ed anticipa profeticamente lo spirito dell'Europa del terzo millennio fondato sulla libertà, la democrazia, la solidarietà e l'uguaglianza.

Il 22 dicembre 1947 il nuovo Statuto Repubblicano nato dalla Lotta di Liberazione ebbe la propria Costituzione, promulgata nel 1948.

La Costituzione della Repubblica Italiana, che si regge su dodici principi fondamentali, al sesto articolo recita: "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche".

La Legge n.482 del 15 dicembre 1999, "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" realizza, finalmente, il sogno dei rappresentanti delle vallate alpine e dei padri costituenti.

Il fatto è di fondamentale importanza non solo per l'Italia, ma anche per la vita della nostra Provincia di Cuneo.

Centoquarant'anni dopo l'unità d'Italia del 1861 e dopo cinquantasei anni di Repubblica le popolazioni delle vallate alpine vedono riconosciuto un loro fondamentale diritto una volta per tutte.

In Piemonte ed in Procincia di Cuneo si apre una fase nuova e per molti versi imprevedibile, tuttavia fin da oggi un dato è certo: la popolazione alpina cuneese ha spezzato le catene che la tenevano prigioniera e, negli anni futuri, certamente saprà costruirsi nuovi spazi di autonomia e darsi una nuova classe dirigente in grado di valorizzare al meglio la libertà conquistata.

I popoli delle Alpi, finita un'epoca di diritti negati, si lasciano alle spalle un passato oscuro, mentre il nuovo millennio spalanca le porte del loro futuro, che si chiama Europa.

Oramai le popolazioni delle vallate alpine di lingua e di cultura germanica, slovena, croata, francese, franco-provenzale, friulana, ladina e occitana, più che mai unite ed affratellate alle popolazioni di lingua e di cultura albanese, catalana, greca e sarda, nei prossimi anni potranno stringere un patto destinato nel tempo a cambiare le sorti dell'Italia e dell'Europa.

Da subito la realtà del Piemonte e della Provincia di Cuneo è destinata a cambiare in profondità con l'approvazione del nuovo statuto regionale e l'adeguamento degli statuti delle Province, delle Comunità Montane e dei Comuni piemontesi.

I prossimi cinque anni sarano decisivi per le popolazioni alpine che dovranno giocare, senza fare sconti, la loro partita per la libertà, la democrazia e l'uguaglianza, offrendo e ricevendo solidarietà.

Esse chiederanno certamente alla classe dirigente che intenderà rappresentarle una ben diversa diponibilità di dialogo, al confronto, alle realizzazioni concrete.

Le parole, anche quelle belle e suadenti, non basteranno più: soltanto dei patti sottoscritti e vincolanti potranno assicurare sufficienti garanzie.

Data la loro storia secolare e la loro cultura le popolazione delle Alpi saranno particolarmente esigenti e sapranno respingere tutti coloro che vorranno offrire solo l'illusoria prospettiva di nuove catene dorate.

Come previsto dalla Carta di Chivasso all'Italia serve più che mai uno Stato organizzato con criteri federalistici, mentre "alle vallate alpine dovrà essere riconosciuto il diritto di costituirsi in comunità politico-amministrative sul tipo cantonale. Come tali ad esse dovrà comunque essere assicurato, quale sia la loro entità numerica, almeno un posto nelle assemblee legislative regionali e nazionali".

Questo è il nocciolo duro e ineludibile di ogni rivendicazione e di ogni autentico accordo con chi intende governare il paese.

Ad esso va aggiunta l'esigenza irrinunciabile della piena attuazione della Legge n. 482 del 15 dicembre 1999 nell'arco del prossimo triennio, dotando subito la norma in questione delle necessarie risorse finanziarie.

Le popolazioni delle valli alpine occitane d'Italia non si faranno incantare dai suonatori di pifferi magici ma chiederanno fatti certi e provvedimenti chiari e concreti.

Gli abitanti delle valli occitane della Provincia di Cuneo, dal momento che hanno chiaro in mente il percorso che intendono fare, sapranno dotarsi degli strumenti necessari e degli uomini adatti in modo da non cadere nella trappola delle formule e delle proposte di schieramento, badando esclusivamente ai contenuti dei patti elettorali il cui nucleo fondamentale ha i suoi capisaldi nella "Carta di Chivasso", nella Carta Costituzionale e nelle "Norme di tutela delle minoranze linguistiche storiche".

Solo su queste basi sarà possibile misurare realmente la serietà e la consistenza delle offerte di programma a partire da quelle che le forze politiche organizzate presenteranno per le elezioni nazionali di primavera, fermo restando il fatto che solo un modello cantonale e la rappresentanza diretta a livello regionale e nazionale possono garantire un'adeguata autonomia ed una reale prospettiva di futuro nell'Europa del terzo millennio.

Giovan Battista Fossati

 

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 3 - mars 2001 - N° 254