Intervista a Massimo Garavelli sindaco di Salbertrand
DAGLI ESCARTONS ALL'IDENTITÀ OCCITANA
Massimo Garavelli ha 46 anni, è Capo stazione presso il Centro controllo merci FS/SNCF di Modane, Vice sindaco di Salbertrand dal 1985 al 1995 ne è ora Sindaco e Assessore nella Comunità Montana Alta Val Susa.
Come riesce Salbertrand e la Valle d’Ols, territorio di forte sviluppo turistico, a mantenere la sua caratterizzazione identitaria?
Salbertrand ha conservato molte delle sue tradizioni storiche, culturali e linguistiche grazie al fatto che il turismo di massa ha solo lambito questa realtà che è riuscita in questi ultimi anni, con lo sviluppo di notevoli attività economiche e di servizio, ad invertire il trend di spopolamento. Si nota un ritorno di popolazione emigrata nel passato verso Torino e anche un nuovo insediamento di persone che si sono ben amalgamate con la popolazione locale. Qui sono ancora presenti abitudini ed usi quotidiani derivati da regole dei bandi campestri vigenti al tempo della Repubblica degli Escartons e una mentalità di orgoglio e autonomia ha sempre contraddistinto le amministrazioni comunali che hanno attuato un’attenta gestione economica (una propria azienda elettrica, buona rendita dalle notevoli proprietà immobiliari, tariffe comunali più contenute degli altri comuni).
Far parte del territorio occitano è importante per Salbertrand?
Certamente l’appartenenza all’area linguistica occitana è molto forte e approvata anche da chi non parla la nostra lingua ma condivide gli obiettivi di recupero e valorizzazione di una cultura prestigiosa. Circa il 50% della popolazione parla o comprende l’occitano, ma sopratutto la maggioranza ha finalmente preso coscienza della sua appartenenza. Credo che questo sia il risultato di un forte impegno degli amministratori locali, di alcuni affermati ricercatori linguistici, in particolare Clelia Baccon e Oreste Rey che da anni lavorano per tramandare le loro conoscenze e la collaborazione offerta dalla rivista Valados Usitanos con la pubblicazione di vari articoli.
Ci parli di alcune realizzazioni?
Un importante contributo alla tutela e valorizzazione della storia locale sono stati l’istituzione dell’Ecomuseo "Colombano Romean" gestito dal Parco Regionale del Gran Bosco di Salbertrand che rappresenta una ricostruzione fedele della vita sociale ed economica di un paese occitano alpino in tutti i suoi aspetti: mulino, abitazione, stalle, centralina idroelettrica, ghiacciaia e lago d’approvvigionamento, carbonaia, arte sacra e religiosità alpina, ecc.
Nelle scuole locali (materne ed elementari) sono attivi programmi sperimentali di ricerca linguistica e, per l’insegnamento dell’occitano di Salbertrand, è già stato pubblicato un alfabetiere ed è in preparazione una grammatica.
Il comune di Salbertrand è stato tra i primi a dichiararsi all’unanimità appartenente all’area occitana in base alla legge 482/99 seguito da tutti i Comuni dell’Alta Valle Susa. Purtroppo, attendono ancora che la Provincia di Torino recepisca le delibere comunali come previsto dalla legge e come già attuato dalle Province di Cuneo e Imperia.
Nell’attesa abbiamo dato corso al multilinguismo visivo sostituendo progressivamente tutta la cartellonistica viaria e adottando l’italiano e occitano con pari dignità.
Anche gli altri Comuni e la C. M. Alta Valle Susa si muovono sul cammino della valorizzazione identitaria?
In tutta l’Alta Valle Susa vi sono iniziative interessanti che dimostrano che l’attenzione e l’impegno per riappropriarsi della propria identità occitana sono ben più vive di quanto si possa immaginare. Ricordo tali iniziative solo per punti:
Qual è il sentimento in Alta Valle Susa rispetto all’unità del territorio occitano cisalpino?
Nella nostra popolazione si sta estendendo la coscienza di un territorio abitato da genti alpine uguali per lingua e cultura e, quando s’ipotizzano forme amministrative diverse dalle attuali, si ritiene essenziale un coinvolgimento complessivo. Analoga attenzione e disponibilità è indirizzata al mondo francoprovenzale con il quale, fatte salve le differenze linguistiche, non esistono diversità.
Quali dunque le prospettive per Salbertrand e per l’Alta Valle Susa?
E’ necessario mettere in rete le varie realtà turistiche presenti, in particolare il Parco del Gran Bosco, il recinto faunistico del Gau, l’Ecomuseo C. Romean, il forte d’Exilles, il progetto vigne ed il sito archeologico delle Maddalene di Chiomonte, il museo del costume di Giaglione e le gorge della Dora Riparia che hanno tutte le potenzialità per divenire un polo turistico d’eccellenza non in concorrenza con le realtà turistiche dell’estrema valle ma complementari ad esse.
Credo che l’occasione delle olimpiadi del 2006, in cui rivendichiamo l’uso dell’occitano quale lingua ufficiale, sia un’opportunità per far conoscere chi siamo e cosa proponiamo vigilando affinché l’avvenimento non sia una nuova scusa per sacrificare il territorio a favore della speculazione edilizia e per la realizzazione di opere faraoniche che il giorno dopo le manifestazioni diventino inutili cattedrali nel deserto senza apportare servizi e benefici a chi in montagna non viene solo per le vacanze ma trascorre la propria esistenza.
A cura di Dario Anghilante
OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 3 - mars 2001 - N° 254