Il grazie delle valli occitane per la propria identità
UN'IDENTITÀ DINAMICA
Riflessioni dopo la giornata di Roccavione
"Vosautri occitans des valadas devetz de vos saber occitans a un òme qui venguet viure en quò vòstre. Es una causa coneguda, istoricizada que un lòng desacòrdi nos opauset, renegue ren lo passat, mas aici ont es vescut e moriguet Fontan, coma pas remembrar lo messatgier estranh, lo messatgier d'una paraula que parlava pas mas que tiret de vosautri. Merces Fontan!"
Queste le parole pronunciate sabato 24 febbraio da Robert Lafont nel corso del convegno tenutosi a Roccavione in occasione della 2ª festa per la legge sulle minoranze linguistiche, convegno nel quale Espaci Occitan ha presentato ufficialmente la prima proposta di normalizzazione linguistica.
Il convegno, a cui ha partecipato un vasto ed eterogeneo pubblico, e il Gran Festin svoltosi la sera nella bocciofila roccavionese hanno avuto come filo conduttore il desiderio di riappropriarsi della propria identità sotto i diversi punti: dalla musica alla danza, dall'aspetto economico alla poesia, con la lingua, questa meravigliosa lingua occitana, come aspetto trasversale e accomunante. Una riflessione sulla consapevolezza intesa come conoscenza di sé, della propria appartenenza, come desiderio di riscoprire e di recuperare ma nello stesso tempo di vivere e reinterpretare la propria identità personale e sociale. Diventare attori sociali, protagonisti, ognuno nelle proprie convinzioni, possibilità e dimensioni, della ricostruzione, o meglio della presa in carico di un popolo con le sue particolarità, le sue radici, la sua cultura…
Coscienza di una identità collettiva che si presenta con i suoi due aspetti complementari, l'uno oggettivo, vale a dire il gruppo con la sua coesione, l'altro soggettivo dell'individuo e della sua integrazione all'interno di tale gruppo.
Dunque si parla di identità personale, di un individuo che compie il suo percorso di vita attraverso mille esperienze diverse rimanendo pur sempre se stesso; ma questo individuo non è un essere a se stante nella realtà, è inserito in un contesto sociale di cui fa parte come attore, per cui viene a confrontarsi con gruppi diversi, ad agire in modi diversi a seconda delle situazioni, ad interagire con altre identità, un soggetto attivo che ha bisogno del proprio riconoscimento e del riconoscimento degli altri, che ha bisogno di garanzie nel processo di essere se stesso in un preciso istante e di divenire se stesso nel futuro.
È a questo punto che si introduce il concetto di identità sociale concetto che deriva dalla conoscenza come consapevolezza di essere membro di un gruppo sociale o anche di più gruppi.
È questa interazione che permette all'identità di essere vitale e mutabile nel tempo, dinamica e sempre in costruzione. E proprio perché l'identità non è una cosa immobile e stabile nel tempo, l'individuo, mano a mano, deve prendere coscienza della sua evoluzione.
Ora può succedere che nella storia di un individuo o di un popolo gli elementi identitatri non siano sempre presenti tutti allo stesso tempo e con la stessa intensità. Spesso subentrano, come nel caso di molte minoranze, tabù, periodi storici di vergogna della propria appartenza, "lingue tagliate" come le definisce Salvi, ed è duro dopo anni o secoli, rimettere in moto il meccanismo di ripresa. Ma proprio per l'integrità identitaria dell'individuo e del popolo è necessario avviare tale meccanismo di ripresa.
Nelle valli occitane, nonostante apparentemente sembra si faccia poco o nulla al proposito, tale meccanismo ha messo in moto ormai da tempo, proprio grazie a François Fontan, i propri ingranaggi. Vari segnali arrivano oggi da tutto il territorio: le adesioni dei comuni alla legge 482/99 dichiarandosi comuni occitani, il movimento trasversale alle valli che vede un centinaio di persone appartenenti a realtà molto diverse partecipare a corsi di informazione e formazione dislocati sul territorio con il desiderio di diventare a loro volta promotori e portavoce nella propria realtà quotidiana, la progettualità delle Comunità Montane mirata al recupero di risorse economiche caratteristiche e d'avanguardia, progettualità tra l'altro premiata nel concorso "Idea d'Òc: innovacion, identitat e esvilup" realizzato a Roccavione in concomitanza con la 2ª festa della legge.
Tuttavia perché questo meccanismo non resti patrimonio di pochi, nel qual caso non sarebbe di alcuna utilità e significato, tutto il popolo occitano ha il diritto-dovere di riappropriarsi della propria identità: il mondo non cambia aspettando che altri si muovano, è necessario mettersi in gioco in prima persona! Questo ha voluto essere il messaggio della 2ª festa per la legge.
Gianna Bianco
OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 3 - mars 2001 - N° 254