FESTA DE LA LEI
ROCAVION 24 FEBRIER 2001
Roccavione sarà anche per il 2001 capitale della FESTA DE LA LEI. Questa festa intende porsi come momento annuale di una riflessione che riguarda complessivamente tutto il territorio delle valli occitane in Italia, essere di respiro internazionale, coinvolgere le istituzioni e dedicare un momento di incontro allla proposta di nuovi modelli di divertimento.
Si terrà sabato 24 febbraio e inizierà alle ore 16 con il Convegno Internazionale "Lenga e societat" presieduto dal prof. Robert Lafont, uno dei massimi scrittori occitani, tradotto in numerosi paesi europei, ma anche Presidente dell'Eurocongresso degli Spazi occitani e catalani. Il convegno intende presentare la normativizzazione dell'occitano alpino effettuata da Espaci Occitan nell'ambito del progetto Interreg II Italia-Francia, frutto di due anni di lavoro di una commissione linguistica presieduta dal Prof. Xavier Lamuela dell'università "La Mirail" di Tolosa e nel contempo confrontarsi con l'esperienza della Val d'Aran che ha al suo attivo 15 anni di lingua normalizzata e può quindi delineare un panorama che contempla anche gli effetti sociali prodotti. La presidente di Espaci Occitan, Teresa Totino, traccerà un quadro di prospettive future di lavoro inserite nel nuovo contesto legislativo delle valli, mentre il presidente della Provincia Giovanni Quaglia presenterà l'eccellente lavoro svolto da questo ente in merito alla perimetrazione delle aree di minoranza linguistica storica, così come previsto dall'art. 3 della legge 482.
Seguirà la premiazione dei vincitori del Concorso IDEA D'OC: INNOVACION, IDENTITAT E ESVILUP con la consegna del super-premio di L. 10.000.000 messo in palio dall'Assessorato alla Montagna della Regione Piemonte per conto di Espaci Occitan. Una giuria qualificata procederà all'esame dei numerosi progetti che sono arrivati per concorrere a quello che è in assoluto il primo premio istituzionale dedicato al territorio delle valli occitane. Innovazione, sviluppo, identità occitana quali indicatori di progetti già interamente realizzati che rappresentano tappe importanti per il futuro delle valli.
La sera, con la direzione artistica della compagnia Il Melarancio, ci sarà il GRAND FESTIN il cui sottotitolo "divertirsi nelle valli con danza, musica, canto, teatro e multimedialità" unito al cartello di nomi e gruppi partecipanti alla serata, indica la volontà di riflettere su un modello di divertimento che sappia recuperare i valori preziosi della tradizione, quali il canto, la musica, la danza con l'intento di trasmettere emozioni e recuperare una socialità nella condivisione.
Dunque una giornata di festa per esporre e discutere problematiche di importanza vitale per il futuro del nostro popolo qui nelle valli. La lingua e la cultura oggi, quale significato dare alla normalizzazione e alla concezione di un divertimento da protagonisti attraverso la tradizione. Due concetti questi inscindibili perche facce di un medesimo problema: l'evoluzione della nostra storia, la necessità di pensare in modo nuovo, di staccarsi dai vissuti nostalgici, anche se ciò può spaventare, per approcciarsi in termini di sviluppo e innovazione.
Normalizzazione, referenziale, grafia classica, sono termini che fanno discutere molto e soprattutto spaventano, sono diventati un po' il nuovo spettro delle valli, questo soprattutto per chè spesso non si conosce il loro vero significato o non ci si interroga né sulle modalità né sugli obiettivi né tantomeno sulle necessità che hanno portato a tali scelte.
Chi dice che la normalizzazione ammazza i dialetti e le particolarità linguistiche compie un grave errore e rischia, con il rifiuto a priori, di non rendersi conto che fra qualche anno non solo saranno sparite le particolarità linguistiche ma la lingua stessa perché oggi, la trasmissione puramente orale o localistica non dà alcuna possibilità di futuro. Normalizzazione dunque come proposta per una base grafica comune con un accenno di lingua referenziale per l'intercomprensione fra le valli e l'Occitania intera, come possibilità di diffusione di questa lingua e dunque speranza di sopravvivenza nelle future generazioni.
Ma dopo tutto, un modo per sfatare questo spettro è l'approcciarsi ad esso, il conoscerne i principi e lo sviluppo, e dunque, quale miglior occasione per trovare risposte ai propri quesiti dell'appuntamento di sabato 24?!
E non solo. La proposta di normalizzazione è uno dei concetti dell'innovazione per una diffusione globale e aperta della lingua e della cultura occitana ma non dimentichiamo che anche la musica, la danza, il canto, il teatro, il cinema devono avere un nuovo ruolo, un ruolo trainante e coinvolgente, di recupero della tradizione ma anche di reinterpretazione di essa, in cui ognuno trovi il proprio spazio per sentirsi legato alla propria cultura da protagonista.
La caratteristica della Festa di Roccavione vuole essere l'invito al nuovo, al cambiamento e perché ciò riesca è necessaria la partecipazione di tutti coloro che ci credono!
Gianna Bianco
OUSITANIO VIVO - Anado XXVIII - n° 1 - genier 2001 - N° 252