VAL VARACHO

LA VALLE DELLE SEGGIOVIE

All'inizio degli anni '70, nel pieno del boom edilizio che avrebbe preceduto la grande ondata di turismo di massa, la Valle Varaita affidava la sua immagine esterna soprattutto alla efficacia di uno slogan destinato a rimanere a lungo sui depliant turistici: "La Smeraldina". Si magnificavano le ampie distese verdi, i boschi, i prati fioriti, su cui, poco più tardi, si sarebbero riversate orde di turisti domenicali. Ne è passata di acqua sotto i ponti ! Osservando però quanto accade ora, in questi anni di fine secolo e millennio, si fa strada la convinzione che fra qualche anno forse la Valle affiderà, non più le sue fortune, ma le sue semplici speranze di sopravvivenza, ad un'altra immagine: quella della ‘Valle delle seggiovie’.

Per ora ne esiste una, un po' vetusta, a Pontechianale, ma una è in fase di costruzione a Sampeyre e altre sono in progetto, ancora a Sampeyre e Pontechianale e nel giro di un quinquennio potrebbero così diventare quattro, o cinque. Un tripudio di denari (perlopiù pubblici) investiti per creare 'La Valle delle Seggiovie'.

Quassù la fantasia di buona parte della classe amministrativa comunale, degli operatori turistici e del commercio sembra non partorire altre idee forti a cui affidare il futuro di un settore trainante dell'economia. E la Comunità Montana, l’Ente di Valle, che fa? Essendo formata dagli amministratori dei Comuni e dovendo tener conto di delicati equilibri di potere, può fare una cosa sola: adeguarsi.

Certo, questa Comunità Montana, più e meglio che in passato, elabora una grande progettualità: parternariati, alleanze tra Valli, progetti transfrontalieri e transnazionali, di cui però si vedono ancora pochi frutti concreti.

Per quanto riguarda il privato, accanto alle poche imprese artigiane e a qualche allevamento quasi sempre di sussistenza, ci sono qua e là piccole iniziative che puntano ad un turismo culturale, o ambientale, o sportivo. Certo, anche nel privato c'è qualche eccezione e in questi settori c'è qualcuno che ha smesso di piangersi addosso ed ha inventato un lavoro ben remunerato e un modo di vivere dignitoso. Ma sono piccole cose, che non incidono in modo significativo sull'economia dell'alta valle.

Via dunque all’era delle seggiovie!

Partito con grande difficoltà il primo lotto della seggiovia che vedrà nascere un nuovo polo sciistico nel vallone di Fondovet di Sampeyre; quando ancora non si sa come sarà finanziato l'indispensabile secondo lotto, del costo di 4 miliardi, senza il quale il primo tratto di seggiovia sarebbe la classica autostrada che muore nei campi (ma complessivamente occorrono 10-12- miliardi), ecco spuntare un nuovo progetto da quasi 3 miliardi: una nuova seggiovia con tanto di impianto di innevamento artificiale in località Pineta Nord di Pontechianale.

Lo scorso 29 novembre il Consiglio della Comunità Montana ne ha approvato la convenzione.

Tre saranno gli Enti finanziatori, legati da un accordo di programma: la Provincia di Cuneo con 400 milioni di lire, la Comunità Montana con 500 milioni e il Comune di Pontechianale con 561 milioni. A questi si aggiungeranno la Regione Piemonte con un finanziamento di 993 milioni e 44 privati sottoscrittori di quote che assommano a lire 399 milioni.

La realizzazione dell'opera e la gestione del nuovo impianto sarà affidata per intero al Comune di Pontechianale.

Per ora si fa finta di non ricordare che fra qualche anno la vecchia seggiovia di Pontechianale andrà in scadenza di vita tecnica e che qualcosa toccherà fare, visto che appena un paio d'anni fa la Comunità Montana ha investito oltre 700 milioni per rifare gli skilift 'Savarex e 'Conce', a monte della seggiovia.

Forse è ingeneroso tracciare dei collegamenti diretti tra questo modo di amministrare e il sempre più diffuso 'male di vivere' una montagna spopolata . Ma è un dato di fatto che anno dopo anno qualche famiglia giovane, di quelle poche rimaste a vivere in alta valle, getta la spugna e scende in pianura. Come 30 anni fa, per dare un futuro ai loro figli.

Giovanni Antonio Richard

 

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 11- 18 de dezember 2000 - N° 251