EUROCONGRESSO: LA NOSTRA VOLONTÀ
DI ESISTERE
Occitani pineraici e occitani alpini
Torino, 11 novembre, Salone della Montagna, convegno dell'Eurocongresso occitano-catalano: un incontro simbolo, come è stato definito da molti relatori, una giornata che inizia un nuovo corso della storia. Aperto dall'europarlamen-tare Luciano Caveri, che ha ribadito la disponibilità dell'Europa verso le minoranze presenti sul suo territorio, e dall'assessore Vaglio in rappresentanza della regione Piemonte, questo convegno ha visto la partecipazione di relatori dell'Occitania d'oltralpe, della val d'Aran, della Catalunya e naturalmente delle Valli Occitane. Relatori istituzionali che hanno ben definito con i loro interventi l'importanza di avviare un cammino comune per far crescere l'identità occitana nel popolo ma soprattutto tra i politici che ne sono la rappresentanza, affinchè lavorino congiunti per riportare piena dignità e sviluppo al popolo occitano. Presenti in sala, a condividere i messaggi di speranza ma anche di responsabilità, vi erano numerosi presidenti di Comunità Montane, sindaci, funzionari, ma anche gente comune, occitani che volevano esaminare da vicino l'impegno sulle proprie problematiche da parte delle istituzioni, volevano conoscere ciò che in realtà è già stato fatto o si sta facendo per costruire questa rete istituzionale: perché è pur vero che abbiamo bisogno di presupposti teorici, ma soprattutto ne abbiamo bisogno di pratici. E sulla pratica verteva l'intervento di Teresa Totino, presidente di Espaci Occitan, la prima rete istituzionale che vede marciare affiancate verso un comune obiettivo Comunità Montane e Comuni. Un messaggio concreto, l'illustrazione della rete progettuale di Espaci Occitan, dei progetti europei e regionali sul territorio delle valli, nella scuola, in partenariato con Occitania grande e Catalunya: messaggi di risveglio e speranza, ma anche di forza, di quella forza che si può costruire solo con l'unione, la concretezza, con obiettivi comuni di riferimento. Va in questa direzione l'intervento della Consigliere Generale d'Aran, Merce Delaurens che, accomunando Valli Occitane e val d'Aran, ha invitato gli Occitani a combattere per la volontà di esistere. "Il piccolo territorio della Val d'Aran, composto da appena 7000 abitanti, intende essere in questa giornata un riferimento simbolico. Esso rappresenta la concreta testimonianza di come il riconoscimento dell'identità in ambito culturale abbia ripercussioni di carattere economico e sociale di forte valore.Con lo sviluppo dell'identità abbiamo completamente invertito la tendenza economica della nostra valle. (...) Grazie all'esistenza di una cultura diversa abbiamo realizzato più che dignitosamente il diritto al nostro autogoverno. (...) Essere Occitani è per noi la referenza del nostro passato culturale, essere Catalani ci ha portato la convinzione e la capacità di lottare! (...) Questo Eurocon-gresso deve servire a far crescere l'identificazione occitana nel popolo e tra i politici che ne sono la rappresentanza, di conseguenza crescerà anche negli organismi rappresentativi dell'Europa. Deve inoltre essere il congresso della lingua, del ruolo che essa può svolgere nel processo della ricostruzione nazionale, del suo uso nella vita di ogni giorno. (...) Bisogna dare valore ai segni distintivi, e quelli che sono capaci di parlare in occitano e catalano, perché un ragionamento che non venga espresso in quelle lingue perde considerevolmente di valore sia nella forma che nei concetti che intende esprimere. (...) Dalle vostre montagne alle nostre montagne troviamo aspetti comuni segnati dal nostro modo di vivere, dall'apporto del nuovo che si inserisce in modo armonioso nell'antico, e ritroviamo le tracce di comunità e cultura che si estendono dalle Alpi ai Pirenei attraverso l'ampia pianura occitana. Voi occitani alpini e noi occitani pirenaici abbiamo la responsabilità che storicamente è stata affidata ai popoli di montagna: mantenersi vivi e lavorare per recuperare quello che abbiamo gelosamente conservato."
OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 10- 24 de nouvembre 2000 - N° 250