LETTERE DA ISRAELE
La solidarietà degli occitani al popolo ebraico

Penso che le dirette testimonianze di persone che stanno vivendo, per l'ennesima volta, l'esperienza di un paese quasi in guerra possano essere molto interessanti e coinvolgenti.

Va inoltre ricordato che, proprio in questi giorni, Arafat ha liberato i terroristi di Hamas che erano in prigione e questo, ovviamente, non ha fatto che alzare moltissimo il livello di paura degli israeliani e anche degli europei.

La prima e-mail è di Nurit, una donna di 35 anni, mamma di un bimbo di circa 2. Nurit è nata in Israele, vive a Tel Aviv, ha lavorato 5 anni in Italia come diplomatica. Ho lasciato il suo stentato italiano perché credo dia maggiore genuinità al suo accorato appello.

La situazione politica qui e orribile ! Che paura!

E un incubo !

Quello che è successo oggi ha fatto vedere che Arafat, che parla tutto il tempo dell'importanza per i luoghi sacri a Gerusalemme per i musulmani, non ha mantenuto la sua promessa agli israeliani e il luogo sacro per gli ebrei è stato brutalmente distrutto.

Solo noi capiamo la mentalità Araba ma l'Europa fa finta (?) quando abbraccia Arafat e facendo questo lo aiuta a distruggere il processo di pace. Quei poveri bambini palestinesi non sarebbero amazzati se i palestinesi non avessero sparato (e anche amazzano - ma a chi importa degli ebrei morti?...) e buttano pietre su di noi. Israele non comincia e se a loro importa la vita del suo popolo - non devono provocare uccidendo. Inoltre, non è stata mai fatta (nei confronti a noi) una manifestazione Araba per la pace ! Sempre parlano della nostra morte.

Barak è stato pronto - per la pace - a rinunciare a tanto in favore dei palestinesi ma loro vogliono guerra. Loro non capiscono, come noi e voi, che la cosa più importante (ma più importante) è la vita. e per la vita si fa tutto!

Italia deve sostenere la pace e convincere Arafat a scegliere la pace e non la guerra e Italia deve farlo subito - se no - sarebbe troppo tardi.

Al livello personale - mi torna tutta l'ansia che ho nascosto fino oggi come figlia di sopravissuto dell'olocausto. Boaz lavorera, a causa della situazione politica, a Yom Kippur.

Speriamo bene

La seconda e-mail è di Aaron un giovane ebreo italiano che da circa 10 anni vive in Israele. E' un ricercatore dell'istituto Weizmann ed è da pochi mesi padre di un maschietto. Abita a Rehovot, vicino Tel Aviv.

 

Da Rehovot , Israele

·Vi vorrei solo chiarire alcuni fatti per me di importanza basilare, di cui forse siete gia' al corrente. Arafat, o chi per lui, e' riuscito con questi giorni di violenze a spostare l'attenzione internazionale dalle sue responsabilita' per il fallimento del vertice di Camp David. Chiudere le scuole mandando i bambini in mezzo alla strada (sia in Palestina sia nei paesi arabi in Israele) a fianco di uomini con bombe molotov, mitragliatrici, a fianco degli stessi poliziotti palestinesi (i quali se non rimanevano con le mani in mano, partecipavano alla guerriglia), e' stata una gran mossa. Sfruttare i media mondiali, di certo non filo-israeliani, o cmq alla caccia di scoop, mettendo bambini in un campo minato e' una gran mossa. E purtroppo Israele non può' far niente. Mantenere l'ordine e' come avete visto impossibile. Non puo' mantenere le scuole aperte nei paesi arabi e evitare che bambini girino per le strade, sarebbe l'ennesima provocazione al mondo Islamico. Israele ha le mani legate sul fucile, triste. Come con l'allargamento del tunnel il pretesto per sconvolgere il mondo e fare di Israele quello che il mondo ha sentito per anni, cioe' un violento stato assetato di terra e sangue, e' venuto con la "passeggiata". Arafat non aspettava di meglio. Gli arabi Israeliani hanno dimostrato di nuovo quanto siano lontani dalla loro integrazione nel popolo israeliano (con responsabilita', a mio parere, in questo caso, sia dei governi israeliani sia della direzione araba in Israele).

Infine, l'ultima e-mail, di Alessandro un altro giovane ebreo italiano che vive a Derech Hevron vicino a Gerusalemme, padre anche lui.

 ...intorno a noi di male in peggio fino al culmine della notizia dei tre soldati israeliani catturati. Subito è iniziato il solito giro di voci: "tutti tornano alla base" o "arruolamento generale". C'era la rabbia di essere caduti di fronte alla Hizbollah, nonostante che siano mesi che sappiamo che loro + 'Hamas+fanatici islamici in genere muoiano dalla voglia di catturare un soldato non importa dove.

La sera di kippur, tornando dal tempio, ci si chiedeva se la mancanza del solito elicottero in cielo era buon segno nonostante il cattivo umore generale e il pessimismo al tempio, a parte i soliti giochi per i bambini e la cioccolata per finire, avevamo anche la radio accesa. C'era l'onda silenziosa (notizie solo se...) io ho letto

parasha' (preghiera) col cellulare acceso in tasca...

Per i soldati ci vorra' tempo e pazienza, per il resto Arafat decidera' se e come continuare e in che direzione. E la vita continua.

Buona notte

La follia di quello che è successo in questi giorni in Israele è che, per la prima volta nella storia di quel tormentato pezzetto di terra, il governo israeliano era pronto a cedere il 90% dei territori palestinesi al futuro stato palestinese e ad accettare che un numero ragionevole di rifugiati si ricongiungesse alle loro famiglie e, cosa assolutamente impensabile, a condividere Gerusalemme con i palestinesi e accettare la custodia internazionale dei luoghi santi islamici. Arafat ha rifiutato tutto ciò. Forse non vuole essere ucciso come il presidente Sadat?

Ma accetta però che dei bambini si faccia un uso cinico lasciando che vengano spinti in prima linea e così facilmente uccisi! I palestinesi hanno sicuramente scritto un capitolo crudele e sanguinoso sulla manipolazione dei minori!

Credo che la sola via per i due popoli che la abitano sia la pace, e spero che, dopo tanto sangue, si riesca a ritornare attorno ad un tavolo delle trattative.

Troppi giovani sono morti proprio perché la pace non è vista come la sola via di salvezza!

Chicca Falcone
(Presidente della Federazione delle Associazioni Italia - Israele)

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 9- 20 de outoubre 2000 - N° 249