ETNIAS
VISCA CATALUNYA !
Gli aderenti all’associazione culturale occitano-catalana CAOC, che alcuni ricorderanno durante la visita in Val Varaita nel mese di aprile, continuano a seguire con entusiasmo il proprio fitto calendario di appuntamenti.
Il 20 maggio a Rià, nella Catalogna del Nord, è stato inaugurato un monumento che ricorda la distruzione del Castello d’Arrià, avvenuta il 16 aprile 1472 per ordine del re Luigi XIV: in questo luogo simbolo per i catalani nell’840 nacque Guifré el Pilós, primo conte indipendente e fondatore della dinastia catalana. La settimana seguente la delegazione ha partecipato a Tolosa ad una marcia di sensibilizzazione alla tematica delle minoranze lungo le principali strade e piazze della città. Essa si è conclusa con una manifestazione pacifica di fronte ai Consolati di Francia e Spagna, nel corso della quale è stato bruciato, come in un rito scaramantico e propiziatorio, un fantoccio di paglia chiamato Centralizzatore I.
Il 17 e 18 giugno, in occasione della XXII edizione dei Fuochi di San Giovanni a Montsegur, il programma del CAOC ha previsto una visita commemorativa al luogo in cui nel 1244 perirono gli ultimi resistenti catari. Dopo uno spettacolo musicale e la messa in catalano e in occitano, si è svolta una fiaccolata notturna di grande suggestione che si è conclusa con un grande falò in ricordo degli oltre 200 arsi vivi sul Prat dels cremats.
Il 10, 11 e 12 giugno, per la Pentecoste, il gruppo si è recato nel cuore della Provenza: l’itinerario ha toccato Avignone e il Palazzo dei Papi, Aix e l’atelier del pittore Cèzanne, i monumenti romani di Arles ed il museo qui creato da Mistral. Per l’8 di luglio è stato organizzato a Maçaners, presso Puigcerdat, a 1160 metri di altitudine, il XVI Festenal d’Acordeonistas dei Pirenei, dedicato ai suonatori di semiton. Hanno preso parte musicisti provenienti dall’Occitania intera, dalla Catalogna, da Andorra, Paesi Baschi e Galizia. I gruppi hanno animato la notte nella piccola piazza che sorge presso la chiesetta romanica del paese, di fronte ad oltre mille spettatori. Il 6 di agosto infine, come avviene ormai da tredici anni, dopo aver scalato i 2010 m del Port de Salau sui Pirenei ciascuno dal proprio versante, oltre 600 occitani e catalani hanno celebrato in vetta una cerimonia di gemellaggio con discorsi ufficiali, scambio di doni, musica e danze.
Tutti questi appuntamenti che potrebbero parere una gradevole occasione per conoscere il territorio e la sua gente, richiedono in realtà una gran dose di dedizione e fantasia nella fase organizzativa, e sono la concreta testimonianza che le minoranze unite possono andare, e non solo fisicamente, lontano. Il 28 giugno a Barcellona, alla presentazione dell’Eurocongresso Occitano-Catalano che si svolgerà a dicembre a Marsiglia (per saperne di più http://euroccat.tls.free.fr/), di fronte al Presidente della Generalitat de Catalunya si è discusso di possibilità e aspettative, ma anche di limiti e problemi di queste due minoranze così vicine, ed il CAOC, nella persona del suo segretario generale Enric Garriga Trullols, ha ribadito la volontà di collaborazione. Il medesimo proposito era già emerso anche in occasione della manifestazione in favore della lingua e del territorio catalani il 6 maggio a Valencia, quando di fronte a 60.000 persone Eliseu Climent, rappresentante dell’Azione Culturale dei Paesi Valenciani, aveva affermato: "manca ancora molto lavoro per recuperare l’identità, ma sarebbe un suicidio non andare tutti uniti alla stessa battaglia". Speriamo che questa considerazione, che arriva da così lontano, sappia giungere anche al cuore degli uomini, delle associazioni e degli enti che operano sul nostro piccolo territorio.
Rosella Pellerino
OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 9- 20 de outoubre 2000 - N° 249