IL NUOVO VOLTO DELLA VALLE GRANA
intervista al presidente della Comunità Montana, Livio Verardo
La valle Grana ha intrapreso un nuovo cammino, mostra un volto nuovo e grandi iniziative; ciò è possibile grazie al lavoro meticoloso e competente di alcuni giovani dell'alta valle, ma soprattutto allo spirito d'iniziativa della nuova giunta di Comunità Montana con il suo presidente in testa, Livio Verardo. Friulano di nascita, sindaco di Vignolo dal 1980, Verardo è presidente della C. M. dopo non poche riserve da parte di chi lo considerava un decisionista tiranno o addirittura latitante sui problemi della valle.
Gli chiediamo in una breve intervista di illustrarci la nuova via della valle Grana e i suoi progetti per il futuro.
Presidente, cosa ne pensa di questo suo incarico?
Come dicevo sono stato eletto non senza riserve; devo dire che fino ad ora sono riuscito a fare in modo che la giunta lavori in armonia, gli uni rispettosi degli altri, devo anche aggiungere che ho avuto fortuna: innanzitutto come sindaco della bassa valle ero fuori da tutte le controversie dell'alta valle, dai diversi contrasti e questo mi facilita assai il compito, inoltre ho ereditato dalla vecchia giunta molti progetti, molte idee, ho trovato terreno già dissodato, io cerco solo di mettere in pratica queste idee, di farle fruttare al meglio sempre nell'ottica della collaborazione fra sindaci e di una giunta compatta.
Vignolo comune occitano: cosa significa per lei?
Il nostro comune ha deliberato di essere comune occitano, come gli altri paesi della Valle Grana; abbiamo operato la scelta di chiedere di apparatenere al territorio occitano per tre motivi: innanzitutto, perché la parlata di Vignolo conserva, in modo inequivocabile, la matrice linguistica occitana; inoltre, siamo franchi, vista la positività venutasi a creare intorno a questo concetto occitano, credo che sia un vantaggio per tutti noi rientrare nella rosa di questi comuni; infine, credo che la bassa valle, con i comuni di Bernezzo, Cervasca e Vignolo e i suoi 12000 abitanti non possa che dare un contributo positivo, in qualsisasi campo, alla causa della minoranza occitana, a condizione naturalmente di un rispetto di ruoli e di una garanzia primaria di risorse a chi ne ha veramente diritto e bisogno.
Lei parla di risorse e servizi, come pensa di operare a questo proposito?
Noi lavoreremo comunque sempre come comuni riuniti a livello di Comunitá Montana, creando delle reti. Credo inoltre che la bassa valle possa essere un punto positivo per lo stimolo alla presa di coscienza dell'intera valle, che non si possano staccare le due parti. Quindi Vignolo si colloca in questa logica. Io mi appoggio a persone che stanno facendo un grosso lavoro culturale, perché nella nostra situazione non è facile, anzi è facile sbagliare, questo perché noi da una parte abbiamo Castelmagno, Monterosso e dall'altra Coumboscuro. Il presidente della C. M. opera e opererà cercando di evitare pregiudizi e facendo in modo di utilizzare al meglio i valori positivi che sono in campo, ma anche raccomandando che le cose che uniscono prevalgano su quelle che dividono, non so se ci riusciremo, questo è comunque il nostro obiettivo.
Mi sembra che già molti comuni della alta valle stiano lavorando in questa ottica…
Sicuramente, c'è una volontà di andare avanti su una strada positiva, anche se Coumboscuro effettivamente ha già fatto le sue rimostranze anche contro il simbolo che abbiamo appena scelto per la C M, la croce occitana con la stella a sette punte in campo azzurro. Infatti stanno facendo una grossa polemica sul fatto che la croce è un elemento dei Catari, gli eretici, ma in realtà non è cosí, sappiamo che era la croce del conte di Tolosa, portata addirittura dalle crociate. Oggi è il simbolo del popolo occitano, di un popolo perseguitato, e quindi degno di rispetto e di essere preso in considerazione.
La scelta di questo logo ha dato l'immagine di una Valle Grana rinnovata, che prende una strada diversa, vuole essere veramente questo, cioè una strada aperta?
Non c'è dubbio! Noi abbiamo avuto una collaborazione positiva con le valli Stura e Maira per i GAL. Abbiamo iniziato a lavorare per creare una vera collaborazione con Espaci Occitan, per raggiungere insieme obiettivi comuni. Dobbiamo fare tutti insieme uno sforzo per valorizzare ciò che abbiamo e non è ancora stato preso sufficientemente in considerazione, solo così avremo un ritorno economico e culturale notevole sul territorio; il mio sogno fra quattro anni è di avere lasciato un segno forte in questa direzione.
Io penso che quando uno è classe dirigente, io ho questa presunzione, deve comunque fare delle scelte e poi il risultato arriva, e il logo è stata una delle prime scelte in questa direzione, volevamo dare un segnale forte e credo che ci siamo riusciti.
fach da Gianna Bianco
OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 8 - 21 de setembre 2000 - N° 248