VALADAS
TUCHI PRESTS A JUBILAR

Non manca neppure un mese all’ostensione giubilare della Sindone nel Duomo di Torino, e anche nelle valli fervono i preparativi per accogliere al meglio i turisti che-speriamo-giungeranno in Piemonte. Fra le chiese giubilari locali scelte dai vescovi numerose sorgono in territorio occitano: i santuari di San Magno a Castelmagno, di Sant’Anna di Vinadio, di Maria Assunta a Valmala e di San Chiaffredo a Crissolo, oltre all’Abazia di Staffarda e alla Certosa di Pesio.

Una delle iniziative più interessanti legate agli edifici sacri occitani è senza dubbio Mistà, che propone l’apertura di ventisei beni artistici nelle valli del Marchesato di Saluzzo. Oltre ad aver finanziato, grazie a fondi europei, il restauro di alcuni affreschi e il risanamento di strutture architettoniche spesso precarie, il progetto ha previsto la formazione di base di una cinquantina di giovani che il sabato e la domenica saranno presenti nelle chiese per illustrarne caratteristiche e tesori. I beni interessati, alcuni dei quali aperti solo, sono stati ampiamente pubblicizzati attraverso raffinati dépliants in sette lingue, fra cui l’occitano; dal 5 agosto al 15 ottobre ospiteranno a turno rappresentazioni teatrali e spettacoli di musica sacra e tradizionale. Per chi non avesse avuto modo di visionare il materiale informativo, disponibile presso l’Ente Turismo Le terre del Marchesato di Saluzzo, ecco le chiese interessate. Valle Grana: Parrocchiale di Bernezzo, San Giovanni di Caraglio, San Bernardo di Valgrana, San Sebastiano di Monterosso Grana e Santuario di Castelmagno. Val Maira: Parrocchiale di Villar San Costanzo, Sant’Antonio di Pagliero a San Damiano Macra, San Pietro e San Salvatore di Macra, Parrocchiale e San Sebastiano di Celle, San Peyre di Stroppo, Parrocchiale e San Sebastiano di Marmora, Parrocchiale di Elva. Val Varaita: Antica Parrocchiale di Verzuolo, Parrocchiale di Rossana, Parrocchiale e Cappella di San Rocco a Brossasco, Parrocchiale di Sampeyre, Parrocchiale di Casteldelfino. Val Po: Abbazia di Staffarda, Antica Parrocchiale di Pagno, San Ponzio di Castellar, San Bernardo di Ostana e Santuario di San Chiaffredo a Crissolo. In questi beni sono conservati i capolavori delle maggiori maestranze attive fra XV e XVI secolo sul nostro territorio: Pietro da Saluzzo, i fratelli Biasacci, Joan Baleison e Hans Clemer. Anche il GAL Terre d’òc si è prodigato attivamente nel reperimento di fondi per i restauri nelle valli Grana, Stura e Gesso: anzi alcuni dei beni "adottati" dai giovani di Mistà sono stati restaurati proprio grazie a fondi del GAL: è il caso della Chiesa di San Giovanni di Caraglio, in cui dopo mesi di interventi sono emersi dallo scialbo che li aveva ricoperti per secoli affreschi attribuiti ai fratelli Biasacci di Busca. Un ottimo esempio, questo, di cooperazione attiva fra i diversi enti che operano sul territorio con la volontà di collaborare e non di rivaleggiare, uniti dal comune fine di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e artistico delle valli. A poche centinaia di metri da San Giovanni, nel Santuario della Madonna del Castello, altri affreschi, risalenti addirittura al 1410, sono tornati all’antico splendore, e poco più a valle sono finalmente cominciati i lavori di restauro e recupero del Filatoio Rosso. Qualche difficoltà invece in Val Maira: mentre a Stroppo si continua a discutere sulla proprietà del Lazzaretto e il tempo e il degrado avanzano rapidi e inesorabili, a Busca mancano i fondi per concludere il restauro della più antica chiesa barocca della città, quella della Santissima Trinità detta "la Rossa". In Valle Stura continuano i lavori nella Parrocchiale di Borgo San Dalmazzo: dopo il consolidamento e il restauro che hanno interessato presbiterio e cripta, è ora la volta delle navate laterali, danneggiate da umidità e nerofumo, nelle cui cappelle sono venuti alla luce affreschi del XVI secolo. Un radicale intervento ha intereressato in alta valle il santuario di Sant’anna di Vinadio, i cui intonaci erano pericolanti a causa delle infiltrazioni di umidità. Non è stata da meno la piccola Roccasparvera, la cui seicentesca parrocchia di Sant’Antonio ha visto restaurati gli affreschi della facciata. Anche la chiesa della Madonna delle Grazie, il piccolo santuario della Rocca, è stato oggetto di intensi lavori che hanno cancellato le tracce degli atti vandalici del 1995. Per l’arte occitana molto resta da fare, ma molto è già stato fatto: in un pomeriggio di sole di questa calda estate potrebbe essere piacevole, nonché sorprendente, scoprirsi turisti nel proprio stesso paese.

ROSELLA PELLERINO

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 7 - lui 2000 - N° 247