Intervista a Claudio Bertalot, presidente della Comunita montana Val Pellice

Claudio Bertalot, dall’ottobre scorso, è il presidente della Comunità montana Val Pellice. La giunta di centro-sinistra, che da allora egli guida, si trova adesso a dover far fronte ad un’ardua sfida, che decreterà il successo, o meno, del neo-eletto ente sovracomunale; da un lato esistono i mali da sanare che da anni attanagliano la valle: un settore industriale che certamente non brilla di buona salute, un turismo che continua ad apparire insoddisfacente e una viabilità (soprattutto su binari) inefficiente; dall’altro la prospettiva delle olimpiadi invernali del 2006, che dovrebbero essere l’estrema occasiona per rilanciare la Val Pellice.

Presidente Bertalot, da alcuni anni la Comunità montana Val Pellice ha scelto un indirizzo politico che non è mai piaciuto alle minoranze di centro-destra degli enti locali. Troppi, sarebbero, i soldi spesi per il socio-assistenziale, e molti chiedono se non sarebbe meglio investire in settori più redditizi.

Fino ad ora la Comunità montana non ha impiegato dei fondi propri per il socio-assistenziale. Tutte le risorse utilizzate derivano da enti superiori, quali Stato, Regione e Provincia (nonché dai comuni) espressamente per essere utilizzati in questo settore. Ciò significa che non si è mai dovuto scegliere di trasferire delle risorse da un settore ad un altro. Per l’anno 2000 il caso è leggermente diverso, in quanto si rende necessario anche l’impiego di risorse proprie; con la speranza, tuttavia, che di qui alla fine dell’anno si riesca a coprire queste spese grazie a dei finanziamenti pubblici.

Un problema che sorto è quello di non avere abbastanza risorse da investire in altri settori. In questi anni i finanziamenti da parte degli altri enti per settori quali il turismo e i trasporti sono andati diminuendo; e ciò si somma alla nostra impossibilità impositiva. Per tanto ci sentiamo sempre più in difficoltà nel realizzare gli obiettivi preposti.

Ora si spera che il Governo e le Regioni accettino la richiesta di diverse Comunità montane di ottenere, all’interno della Legge Bassanini, un riconoscimento, non solo di un maggiore decentramento, ma anche della possibilità di ottenere maggiori risorse proprie.

Le minoranze di valle propongono un socio-assistenziale che sia in grado di creare anche nuovi posti di lavoro. Cosa ne pensa?

Concettualmente non sono d’accordo con questo tipo di ragionamento. Il dare dei servizi alla popolazione deve essere visto come un aiuto al debole e non esclusivamente come opportunità di lavoro. Questa seconda possibilità tuttavia esiste, ma con delle difficoltà: negli ultimi anni la Val Pellice è diventato il luogo di maggior offerta di questo tipo di servizi; ora la politica regionale cerca di portare tutte le zone a lei soggette sullo stesso livello. Ciò significa, per la Val Pellice, una perdita in qualità dei servizi, con una drastica diminuzione dei posti letto nelle case di riposo; i quali possono essere integrati solamente grazie agli istituti non convenzionati con l’Asl, e pertanto con costi che molte famiglie non possono sostenere. Bisognerebbe poter mantenere tutti i posti letto possibili e in grado di creare nuove opportunità di lavoro, ma senza livellare al basso i servizi regionali.

Passando alle opportunità che l’appuntamento con le olimpiadi del 2006 potrà offrire alla valle: esistono prospettive di finanziamenti; e ottenendoli, in che modo verrebbero impiegati?

Attualmente il Parlamento sta discutendo un disegno di legge che prevede un finanziamento di 2 miliardi per delle opere di adeguamento degli impianti del palazzetto del ghiaccio di Torre Pellice. Questo è quanto concerne i finanziamenti per la parte sportiva; per il resto si parla di finanziare due altri importanti settori: la viabilità e il turismo. Riguardo al primo aspetto si è chiesto al Parlamento che all’interno della stessa legge venissero inclusi anche degli interventi per il miglioramento del nostro tratto di strada provinciale con una proposta di 20 miliardi di finanziamento.

Si parla poi di un intervento sui trasporti su binari, che vedrebbe la trasformazione dell’attuale linea ferroviaria in una di metropolitana leggera nel tratto tra Pinerolo e Torino, con una gestione che tuttavia rimarrebbe nelle mani delle ferrovie. C’è poi il progetto della Provincia di Torino di creare una linea, sempre di metropolitana leggera, che collegherebbe Pinerolo a Torre Pellice, utilizzando mezzi simili ai tram che circolano per Torino: senza stazioni, ma con fermate e biglietti reperibili nelle tabaccherie.

Per quanto riguarda il turismo, si è firmato un protocollo di intesa tra le tre Comunità montane, la Provincia di Torino, il Comune di Pinerolo e il Comune di Cavour con l’obiettivo primario di fare uno studio di fattibilità per ottenere dei finanziamenti dalla Regione inerenti alla Legge regionale 4 del 2000 per il turismo. Si tratterebbe di vedere, anche in relazione alle olimpiadi, a quali progetti occorra dare il via libera. Noi punteremo soprattutto sugli aspetti della ricettività e del turismo ambientale.

L’opinione pubblica lamenta il pesante crollo che soprattutto in questo ultimo periodo sta subendo il settore industriale. Si guarda ad un rilancio?

Personalmente sono convinto che non ci sia un futuro per l’industria in Val Pellice; questo per tutta una serie di problemi logistici che rendono il territorio poco appetibile sotto questo punto di vista. Occorrerà invece puntare molto alle produzioni di nicchia e sull’artigianato; quindi aziende di piccole e medie dimensioni. La Comunità montana sta, nella fase di predisposizione del piano di sviluppo, dialogando con le associazioni di categoria affinché vengano coinvolte in prima persona affinché traccino la linea su cui lavorare. Da un lato si punta molto sulla formazione di nuove leve di piccoli-medi imprenditori, dall’altro si cerca di offrire delle opportunità di insediamento artigianale diversificato.

Parlando ora di cultura; la Comunità montana come intende operare circa l’applicazione della legge statale 482 del ‘99 sulla tutela delle minoranze linguistiche?

Abbiamo delegato al consigliere Rostan l’incarico di rendere operativa la legge; da allora sono stati organizzati degli incontri tra amministratori pubblici e i presidi delle scuole col lo scopo di far riappropriare la popolazione locale delle proprie parlate tradizionali. Per il momento, quindi, siamo ancora in una fase di sviluppo e discussione delle proposte.

Una domanda forse un po’ retorica ma di dovere: come commenta questi primi mesi di presidenza? Cosa la spaventa e cosa la rende ottimista?

"Ottimismo" è una parola grossa... Diciamo che assumendo questo incarico ero preoccupato di come veniva vista la Comunità montana dal di fuori. Devo dire che in seguito ho trovato, al di là di tutta una serie di problemi che esistono anche in altri enti, delle persone motivate e capaci, in grado di creare un clima di forte accoglienza. Le paure e le speranze interessano, in un certo modo, lo stesso punto: la gestione dei servizi associati tra i Comuni. Al momento questo discorso stenta a decollare per via di una certa diffidenza da parte dei Comuni (intesi non come parte politica ma come dipendenti) a dirigersi verso una nuova prospettiva. Io credo che questa debba essere la strada principale da seguire per non rischiare di andare verso il collasso economico: prima la Comunità montana, poi i Comuni.

Andrea Paschetta

 

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 7 - lui 2000 - N° 247