Chi è Occitano
La legge 482/99 per la "Tutela delle minoranze linguistiche storiche" recita all'art. 3 comma 1: "La delimitazione dell'ambito territoriale e subcomunale in cui si applicano le disposizioni di tutela delle minoranze linguistiche storiche previste dalla presente legge è adottata dal consiglio provinciale, sentiti i comuni interessati su richiesta di almeno il quindici per cento dei cittadini iscritti nelle liste elettorali e residenti nei comuni stessi, ovvero di un terzo dei consiglieri comunali dei medesimi comuni".
Dunque perché si possa cominciare correttamente l'iter di applicazione di questa legge è necessario che i comuni assumano delibera di appartenenza all'area occitana.
In seguito le Province di Torino, Cuneo e Imperia, nelle quali si situa il territorio individuato per la presenza di popolazione appartenente alla minoranza storica occitana, dovranno, con una loro delibera specifica, riconoscere come occitani i comuni che ne abbiano fatto richiesta.
È doveroso sottolinerare come Prefetture e Province si siano mosse celermente e positivamente per instradare questo iter. I primi risultati già si vedono: la Provincia di Cuneo il 26 giugno scorso ha assunto delibera di riconoscimento dei primi comuni che avevano fatto pervenire richiesta entro tale data e si è proposta di continuare, nei prossimi consigli, tale iter di riconoscimento per quei comuni che nel frattempo abbiano deliberato.
Fino ad oggi, come possiamo constatare dall'elenco riportato, i comuni che hanno avanzato richiesta di riconoscimento sono numerosi e molti si stanno comunque muovendo in questo senso.
Con le assunzioni di delibera sarà finalmente possibile cominciare a delinerare il territorio occitano e potrà cosí partire la procedura applicativa della legge. Se si considera, inoltre, che in questo mese lo Stato Italiano ha sottoscritto la "Carta europea delle Lingue Regionali o Minoritarie", possiamo definire questo periodo storico un'epoca nuova, dove diventa possibile uscire dalla marginalità, dai localismi, per aprirsi alla rinascita e allo sviluppo.
Ma per realizzare questa rinascita è necessario considerare i risultati raggiunti un punto di partenza e non di arrivo.
Ora, se amministratori e imprenditori prendono coscienza di questo passaggio dal locale e singolo al collettivo ed europeo, non possono fare altro che cominciare a programmare lo sviluppo delle valli partendo da questa nuova concezione di minoranza storica come fulcro del motore di ripresa. Le potenzialità offerte da questo momento storico sono eccezionali: è chiaro che è indispensabile, innanzitutto, individuare e formare una nuova classe dirigente a tutti i livelli - politico, economico e culturale - in grado di vedere queste possibilità e soprattutto di credere con forza nel valore dell'identità. Oggi l'Occitania è un gioiello, una fonte di ricchezza per questa nuova Europa che guarda la storia di tutte le culture presenti al suo interno.
Dunque il futuro successo economico del territorio è nelle nostre mani: sta a noi decidere se vogliamo continuare a piangerci addosso dicendo che comunque è tutto inutile, o se cominciare a scrollarci di dosso questo vittimismo sorpassato e deleterio per guardare con attenzione le vie da seguire, riconoscere le nostre grandi potenzialità e agire di conseguenza con coraggio e dinamismo; scoprire tutte le vie che l'Europa ci offre, con finanziamenti programmati in base a progetti di largo respiro, con la richiesta di unirci al territorio d'oltre frontiera in programmi transnazionali. Non siamo più le povere Valli Occitane isolate dal mondo!
Con la definizione di "comune occitano" scatteranno una serie di meccanismi volti a creare nuovi posti di lavoro per i giovani, come interpreti, traduttori, per servizii linguistici a favore di pubblici e privati, progettisti. Tutto questo è stato ribadito sabato 15 luglio a Dronero dall'onorevole Caveri, oggi nostro rappresentante al Parlamento Europeo e presidente degli Eletti di Montagna.
Un primo passo di questo dinamismo consiste proprio nel definirsi come territorio, nell'avere il coraggio di "etichettarsi" occitani. Con gli onori e gli oneri che questo comporterà.
Gianna Bianco
OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 7 - lui 2000 - N° 247