VALADAS

E LA CHIAMANO ESTATE

Ad alcuni parrà una leggenda metropolitana, ad altri lo scherzo di un buontempone, ma le carpe che la mattina di martedì 13 boccheggiavano in una delle vie principali di Borgo San Dalmazzo danno un’idea piuttosto chiara del disastro provocato dalle piogge torrenziali che hanno interessato le valli fra sabato 10 e martedì 13 giugno. L’epicentro dell’evento alluvionale è stata l’area della Bisalta. A Peveragno gravi danni alle piantagioni di fragole proprio nel momento della raccolta: oltre metà del raccolto è andato perduto e circa 60 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni. A Boves il bedale è esondato causando danni lievi alle abitazioni, mentre è stata fortemente colpita la zona del santuario di Madonna dei Boschi. Presso il ponte nuovo che collega Borgo a Fontanelle il Gesso ha spazzato via il traliccio dell’alta tensione che unisce San Rocco Castagnaretta all’Italcementi; causando un’interruzione forzata dell’attività nell’industria.

Sulla statale per la Valle Gesso, poco prima di San Lorenzo, una voragine ha letteralmente inghiottito oltre metà carreggiata La provinciale è stata chiusa isolando temporaneamente le frazioni di Desertetto, Sant’Anna, San Lorenzo e Terme, i cui gli stabilimenti avevano aperto appena da una settimana. Sempre in Valle Gesso, il ponte che conduce a Gerb e al vallone Infernotto è crollato. Devastata anche l’area all’aperto del Real Park: l’alveo del torrente, alzandosi di 2.5 metri, ha allagato minigolf, parcheggio e parco e la stagione estiva di uno dei più noti ristoranti della valle è seriamente compromessa. Entracque è rimasta isolata per un giorno intero per il timore che il ponte non reggesse alla piena del Gesso, ingigantita dalla forzata apertura delle chiuse delle dighe delle Rovine e del Chiotas, la cui capienza era ormai giunta al limite. Numerosi gli interventi dell’elisoccorso, per mettere in salvo o verificare le condizioni di alcune persone isolate al pian del Valasco o nelle borgate più alte, fra cui oltre 60 giovani di una colonia estiva e 30 fra operatori e clienti delle Terme.

In Valle Stura il ponte che porta a Festiona, già distrutto da due piene nel 1957 e nel ‘96, è crollato abbattendo anche i cavi della linea elettrica. Il fiume ha spazzato via anche il piccolo ponte fra le Basse di Sant’Anna e la strada che conduce a San Giacomo, i viadotti di Lavoire ad Aisone e quello di Pianche a Vinadio, lungo la via militare, già fatto saltare dai soldati nel 1944 per bloccare l’avanzata dei tedeschi. Frane nel Vallone di Riofreddo e smottamenti sulla strada per Sant’Anna e per il Colle della Lombarda, dove la viabilità va ripristinata ancor più urgentemente. Infatti a causa di una frana per gli abitanti della Val Tinée è impossibile raggiungere Nizza dal versante francese, e da alcune settimane si servivano del Colle della Lombarda appena riaperto. Anche il colle della Maddalena è rimasto chiuso a causa di alcune frane: per ora il transito è stato riaperto alle sole auto, e i mezzi pesanti sono costretti a lunghe deviazioni attraverso il Col di Tenda o il Fréjus. Danni anche in bassa valle, a Roccasparvera e a Borgo, dove le acque raccoltesi ai piedi della collina di Monserrato hanno allagato numerose abitazioni ed aziende. In considerazione anche dei gravi danni alle strade, il sindaco di Borgo, come quelli di Boves e Peveragno, ha chiesto che venisse proclamato lo stato di calamità.

In Val Maira frane a Prazzo ed allagamenti ad Acceglio, con problemi sul ponte per Frere: difficoltà e danni anche sulle strade per Elva e Celle.

Una frana a Venasca, due ponti crollati a Giaire e in Via Aprico a Melle e lo smottamento di un tratto della provinciale è il negativo bilancio della Val Varaita. A Sampeyre il torrente ha colpito l’area del campeggio, e la piena della diga di Casteldelfino per ore ha fatto tremare i paesi della media valle. Anche la Valle Pellice è stata colpita dall’alluvione: oltre a strade allagate e spesso interrotte, in località Barbara una frana e l’esondazione di un affluente del Pellice hanno fatto temere agli abitanti di Luserna che anche quest’ultimo potesse rompere gli argini. La pioggia ha provocato anche un incidente a Bricherasio: i tombini intasati della stazione ferroviaria hanno causato l’allagamento dei binari e lo spostamento delle traversine. Il treno proveniente da Torino è perciò deragliato poco prima della stazione: la bassa velocità del locomotore ha fortunatamente impedito che l’incidente avesse un bilancio grave, ma la circolazione ferroviaria è rimasta comunque interrotta per alcune ore. Centinaia sono state le strade allagate, i ponti danneggiati, le abitazioni civili invase da acqua e fango e decine gli acquedotti inquinati: fortunatamente questa volta per le valli non ci sono state vittime, ma il ricordo è andato alle tragiche alluvioni del 1994 e del 1996. Ancora una volta il colpevole di queste sciagure è l’uomo, nella persona di scriteriati amministratori che ricoprono bedali e bealere, cementificano e non bonificano mai il letto dei fiumi. Un plauso va invece agli agenti della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale, ai vigili del fuoco, all’équipe dell’Elisoccorso e ai volontari della protezione civile che per giorni si sono prodigati nel soccorso e nell’assistenza alle vittime dell’alluvione.

Rosella Pellerino

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 6 - juhn 2000 - N° 246