VAL PELIS

FINALMENTE È ARRIVATA

Finalmente è arrivata! La Legge statale 482 contenente le "Norme in tutela delle minoranze linguistiche storiche" ha iniziato a farsi sentire anche in Val Pellice. Ad accoglierla non poteva che essere il comune di Angrogna, il quale si è sempre dimostrato sensibile alla valorizzazione e alla riscoperta di quella derivazione occitana che è il "patuà" angrognino.

Mecenate a tutti gli effetti di questa iniziativa e il sindaco Jean Louis Sappè, che, all’interno dell’ultimo consiglio comunale di maggio, ha presentato all’amministrazione la proposta di adesione alla normativa nazionale apparsa il dicembre scorso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica. L’unanimità ha approvato, ed ora non tocca che alla tenacia di Sappè e di tutti quelli vivamente interessati (e sono sicuramente in tanti) portare avanti il progetto.

"Ousitanio vivo" ha da tempo sottolineato la grande importanza che riveste l’attività di stimolo nel concretizzare ciò che per il momento è, soprattutto, solo un testo scritto. Sicuramente il sindaco Sappè ha accolto il nostro appello con un certo senso di orgoglio; proprio lui che da anni, quando rivestiva ancora il ruolo di assessore alla cultura nello stesso Comune ha approfittato il più possibile delle agevolazioni regionali in materia di valorizzazione delle minoranze linguistiche.

La Val Pellice, così come l’Italia intera, è stata vittima storica di quell’immensa galera che è stato il fascismo; è forse la perdita più grande (riferendoci al piano culturale) è stata quella di non essere più liberi di possedere un passato. Vedere il proprio nome occitano tramutato in uno pseudonimo che suonava "italiano", servì a portare avanti l’opera di italianizzazione, ma al contempo causò la morte di un’identità legittima.

"Già in passato, con i contributi regionali, abbiamo provveduto alla sostituzione del cartelli stradali indicanti la toponomastica locale italianizzata, con una segnaletica recante anche la nominazione in patuà occitano - spiega Jean Luis Sappè -. Nello stesso periodo abbiamo pensato a censire la toponomastica angrognina su tre quaderni attualmente ancora in vendita intitolati: "Angrogna d’lai dar vengìe; Angrogna d’sai dar vengie; L’alta val d’Angrogna". Per quest’anno proseguiremo nei lavori di nominazione storica; ma con il nuovo sostegno che arriverà dalla piena applicazione della legge statale si vedrà di provvedere alla sostituzione dei cognomi anagrafici italianizzati con quelli originali, e di istituire nelle scuole dei veri e propri corsi di occitano. Punteremo poi molto sulla diffusione della nostra lingua sulle radio e sui giornali locali; senza dimenticarci del ruolo importante che potrà avere, e che in parte ha già avuto, il teatro valligiano all’interno di questo discorso sulla diffusione".

Non rimane che appoggiare, in tutto e per tutto, l’opera di un sindaco che sta lavorando al massimo per il recupero dell’identità del suo paese, a volte anche lottando contro chi ha occhi solo per questioni ritenute "più importanti".

Andrea Paschetta

 


OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 6 - juhn 2000 - N° 246