Regione: verificare la volontà federalista
Il vento moderato che ha spazzato l'Italia non ha risparmiato le Valli occitane. Ghigo e l'alleanza dei partiti del Polo con la Lega Nord vincono in gran parte dei comuni occitani, sia in provincia di Cuneo che in quella di Torino; questo malgrado che una buona parte delle comunità montane e dei comuni occitani siano oggi amministrati da maggioranze più o meno legate all'area politica del centrosinistra.
Un voto moderato che ha stupito per le dimensioni con cui si è manifestato, ma sulla cui prevalenza ben pochi avevano dubbi prima delle elezioni, soprattutto dopo la confluenza della Lega Nord con le forze politiche del centro destra.
Il voto ha consegnato a Ghigo una maggioranza molto ampia, che addirittura può fare a meno del voto dei consiglieri regionali leghisti. Malgrado ciò questa maggioranza non risulta facile da organizzare, viste le difficoltà che emergono per la composizione della Giunta. Forza Italia, sempre più partito di raccolta del voto moderato, come la vecchia DC, risulta divisa in gruppi di potere che oggi si confrontano su scelte apparentemente politiche, ma che di fatto evidenziano il tentativo delle persone e dei gruppi interni al movimento di prevalere nella scelta degli assessori e quindi delle politiche da attuare nei prossimi cinque anni in Piemonte.
E i prossimi saranno anni di scelte importanti, anche per le Valli occitane. Sul tappeto il mantenimento dell'assessorato all'economia montana, per nulla scontato, se è vero che, proprio all'interno della nuova maggioranza regionale, è partita una petizione tra gli amministratori montani per salvare l'assessorato e le sue politiche.
Ma questa legislatura regionale dovrà attivare una fase costituente che porterà ad una profonda revisione dello Statuto; sarà questa un'occasione forte per verificare: se vi è veramente la tanto conclamata volontà federalista, sia nei confronti dello Stato, che rispetto alle istituzioni locali; ma soprattutto se vi è lo spazio per una politica istituzionale per la montagna e per le minoranze linguistiche che ora lo Stato ha riconosciuto. Sarà questo un terreno di impegno su cui il mondo occitanista delle Valli dovrà sin d'ora misurarsi con proposte concrete e con la capacità di aggregazione a livello culturale e nella realtà amministrativa locale.
Dino Matteodo
OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 5 - mai 2000 - N° 245