EPPUR SI MUOVE
Riflessioni sulla situazione delle valli dopo la "legge di tutela
delle minoranze storiche"
Il passaggio della legge di tutela delle minoranze linguistiche storiche, firmata dal presidente Ciampi il 15 dicembre, segna, per le valli occitane, il punto di partenza per un cammino completamente nuovo.
Innanzitutto, pone per la prima volta, le amministrazioni pubbliche di fronte ad una responsabilità storica: devono decidere se dichiararsi territorio occitano o stare in disparte a guardare.
Ogni amministratore, prima ancora di esaminare le ragioni che possono spingerlo o meno a tale scelta, dovrebbe fare un salto di qualità, vale a dire, andare al di là del proprio colore politico o di eventuali pregiudizi nei confronti della questione occitana, ma soprattutto, uscire da schemi precostituiti creatisi nel tempo sul territorio attraverso la storia del movimento occitano e delle persone che l'hanno condotta.
Con tale presupposto, analizzando il testo di legge, emergono le differenti ragioni che possono portare gli amministratori dei 120 comuni occitani in Italia ad aderire all'articolo 3.
Molto importante è l'articolo 2 che recita: "In attuazione dell'art.6 della Costituzione e in armonia con i principi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela…"
questo significa considerare le valli occitane in termini europei, portandole da territorio marginale a spazio interregionale e transfrontaliero.
Questo concetto viene ribadito all'art. 19 "… la Repubblica favorisce la cooperazione transfrontaliera e interregionale anche nell'ambito dei programmi dell'Unione Europea".
A questo proposito è opportuna una riflessione sulle implicazioni di questo articolo ora che stanno per uscire i bandi relativi a Agenda 2000, le forti correlazioni che possono esserci tra il riconoscimento di zona di minoranza e la progettazione di programmi ambiziosi per lo sviluppo economico del territorio.
Le valli occitane, inoltre, non possono dimenticare che in Francia ci sono 7 regioni e in Catalogna, un piccolo territorio riconosciuto dallo stato spagnolo che avranno interesse a sviluppare partenariati con la Regione Piemonte e che, in questo contesto, essersi dichiarati territorio occitano avrà la sua importanza.
Un'ultima riflessione riguarda il dibattito e le eventuali proposte provenienti dalle Valli Occitane per essere riconosciute in quanto tali, magari con una propria circoscrizione elettorale, nella revisione dello statuto regionale.
È indubbio che, per molti amministratori, è ancora difficile considerare la questione occitana dal punto di vista di rinascita linguistica e culturale come mezzo di crescita umana e sociale e non solo come patrimonio delle associazioni o folkloristico, ma, dopo 30 anni di lavoro occitanista, è comunque ben visibile la correlazione tra i cambiamenti nella classe dirigente delle valli a livello dei diversi settori della società e la riappropriazione della cultura, della lingua, delle tradizioni, la condivisione di tali valori anche laddove tutto ciò era ormai debole e superficiale.
Nella storia dei popoli come in quella delle singole persone, ci sono occasioni di crescita che, se mancate, non si ripropongono così automaticamente. È importante che gli amministratori si rendano conto che questo è un momento di grandi potenzialità!
E crediamo che, in effetti, il cammino generale sia proprio in questa direzione.
Le notizie che ci giungono dal territorio in merito all'adesione a questa legge sono estremamente positive.
Il primo comune che ha aderito alla legge è stato Guardia Piemontese che si è subito attivato incaricando un impiegato del proprio comune ad occuparsi in specifico dell'iter legislativo.
Anche Triora, comune situato nella provincia di Imperia, ha aderito con una propria delibera.
I Prefetti di Cuneo e Torino hanno inviato ai comuni di area occitana un invito di adesione e la prefettura di Cuneo si è premurata di allegare una delibera tipo che qui vi proponiamo.
Per ora la situazione più eclattante ci giunge dall'alta valle Susa, ove, coordinati dalla Comunità Montana, su una proposta di delibera tipo hanno aderito, per quanto ci risulta, i seguenti comuni:, Bardonecchia, Oulx, Sauze d'Oulx, Sauze Cesana, Salbertrand, Exille, Chiomonte.
Anche dalle valli Chisone, Pellice e da quelle del cuneese giungono segnali positivi. Numerosi comuni hanno già deliberato o sono in procinto di farlo e sul prossimo numero speriamo di poter dare ai nostri lettori un quadro esaustivo della situazione; a tale proposito invitiamo i comuni a darci comunicazione dell'avvenuta presa d'atto.
Gianna Bianco
OUSITANIO VIVO - Anado XXVII - n° 4 - abril 2000 - N° 244