RISCOPRIRSI OCCITANI
Intervista al Sindaco di Roccavione, Germana Avena

Il comune di Roccavione, in collaborazione con la C. M. delle Valli Gesso, Vermenanagna e Pesio, organizza per sabato 26 febbraio una importante manifestazione per festeggiare l'approvazione al Parlamento Italiano della legge n° 482 "Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche" (vedi articolo a pag. 1). L'iniziativa è patrocinata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Piemonte e dalla provincia di Cuneo.

Saranno presenti deputati e senatori promotori della legge: l'On. Maselli, Sindaco di Lucca e relatore della legge alla Camera, e l'On. Caveri, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che si sta occupando dei regolamenti attuativi della legge.

Abbiamo chiesto al Sindaco di Roccavione Germana Avena di parlarci del suo impegno per questa manifestazione.

Prima di tutto, com'è nata l'idea?

Diciamo che questa iniziativa è scaturita spontaneamente da un gruppo di roccavionesi che si occupano di danze, musica e tradizioni occitane. Quando si è saputo dell'approvazione di questa legge è nata spontanea la voglia di festa. Poi abbiamo pensato insieme a chi si è battuto tanto in questi anni per la tradizione e la lingua occitana di collocare la festa in un momento istituzionale perché anche "in alto" si sapesse che noi abbiamo a cuore la questione occitana.

Quale senso può avere, ora che siamo in Europa, parlare ancora di minoranze linguistiche?

Intanto esistono; inoltre mi sembra che, almeno la nostra, abbia una caratterizzazione decisamente europea. Il mezzogiorno francese e molte valli piemontesi da secoli si sentono unite. L'assenza di grandi vie di comunicazione fra i due versanti delle Alpi non ha impedito le comunicazioni, la stessa lingua ci ha fatto sentire cittadini di uno stesso paese fin da quando i nostri padri andavano "oltre" per cercare lavoro. Paradossalmente si è realizzata l'unione tra un Mezzogiorno ed un Nord passando attraverso le montagne che hanno unito anziché dividere.

Questo episodio avrà un seguito nel futuro delle nostre valli?

Starà a tutti noi dare un seguito sia come continuità di una ricorrenza che mi piacerebbe pensare di ripetere ogni primavera sia come momento attuativo di una legge che è arrivata molto molto in ritardo. Starà a noi sentirci "occitani" e porci degli obiettivi concreti e visibili.

Intanto è necessario adempiere a quelle che non sono soltanto formalità, ad esempio i Consigli Comunali dovranno esprimersi e chiedere di essere inseriti nell'area di lingua occitana.

Quali ricadute avrà sul territorio delle nostre Valli?

Quante volte abbiamo sentito la gente mugugnare e dire: "Beati i sudtirolesi, i valdostani, hanno l'autonomia!" Bene, ora anche noi abbiamo uno strumento che ci consente di far valere la nostra identità. Certamente occorre chiarire che identità è richiesta di rispetto per una nostra specificità culturale e linguistica ma è pure rispetto verso chi è cittadino dei nostri paesi e possiede un'altra identità.

Si apriranno possibilità nuove di finanziamenti europei cui protremo accedere con partner francesi e catalani. Potremo far conoscere le nostre valli, attivare progetti che andranno ad incentivare il turismo, gli scambi e le comunicazioni.

Ritiene che Roccavione sia un "paese occitano"?

Il nostro paese sta a pieno titolo nell'Occitania anche se la nostra parlata non è più occitano puro perché, come tutti i paesi di fondovalle, ha risentito pesantemente delle influenze piemontesi. Da tempo esiste un grande interesse e una grande consapevolezza che passa attraverso la storia e la cultura dei nostri avi nei suoi vari aspetti (musica, danze, tradizioni, …).

Nessuno di noi pensa di "imporre" le cose che non sono sentite, ma l'importante è far crescere la certezza che anche noi abbiamo radici che ci sono state riconosciute, abbiamo una lingua che è degna di essere non solo parlata ma anche insegnata.

A cura di Gianna Bianco


OUSITANIO VIVO - Anado XXVI - n° 2 - febrier 2000 - N° 242