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TRADIZIONI | ||
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OSTANA: Momenti di festaTALHÀ LA TESTO AL JALSuccedeva sempre la diamënjo graso, ossia l'ultima domenica di carnevale. Nel primo pomeriggio i giovani di Ostana si ritrovavano su un ampio spiazzo pianeggiante, limitrofo alla propria frazione.Con la sapo larjo, si provvedeva a praticare una piccola fossa nel terreno adatta a contenere il gallo acquistato da una famiglia locale mediante una sottoscrizione fra i partecipanti. Dopo aver fatto trangugiare del vino al pennuto ed averlo reso così euforico e traballante, si interrava avendo cura di lasciar fuori la testa ed il collo. In presenza di un manto di neve copioso la stessa operazione veniva effettuata con la palo di neou. Raramente si optava per una zona vicina, assolata e in leggero pendio, con il terreno già sgombro.
Venivano bendati gli occhi ad un ragazzo (le ragazze erano esclusivamente spettattrici essendo la consuetudine considerata per loro pericolosa) come nel gioco di chatoulorbo e condotto in prossimità della bestiola.
Abilità e fortuna nonchè la conoscenza dei modi comportamentali dei presenti che con finta noncuranza seguivano il tutto, permettevano il giovane di avvicinarsi al punto dell'interramento. Qui "tastava" il terreno con la lama dell'attrezzo agricolo e, avuta la certezza di avere individuato il collo dell'animale, zac !, un fendente deciso e la testa saltava via di netto, francamente a saltare via di netto molte volte erano una manciata di terra gelata o un grosso grumo di neve indurita scambiati per il collo del gallo o smossi da una mira difettosa. In questo caso toccava ad un altro giovane e così via fino a quando la bestia veniva colpita. Questo il rito,... se tutto procedeva nel verso giusto!
Ricordiamo che siamo nel periodo di carnevale ed il detto "ogni scherzo vale" era pienamente rispettato ad Ostana. Ritornando al nostro gallo va detto che al taglio della testa assistevano anche le persone sposate. Da spettatori diventavano protagonisti quando approfittando di un momento di disattenzione dei giovani, con mossa fulminea qualcuno riusciva ad afferrargli il collo. Dissotterrare con uno strattone la preda e fuggire era un tutt'uno. Per quell'anno la jouvëntù doveva accontentarsi di un'insalata di porri, cavoli, rape, cipolle...Il gallo era finito sul tavolo degli sposati!
L'usanza di talhà la testo al jal è perdurata ad Ostana fino ai primi anni '60.
Chafriin 'd Bers (Chiaffredo Flesia, 1912-1995), in una registrazione al magnetofono avvenuta a Torino nel 1977, asseriva che a La Villo era presente alla festa un suonatore di fisarmonica che eseguiva una courënto. (Lo strumento musicale utilizzato potrebbe essere un semitoun, il tipico organetto di un tempo. Un esemplare, in perfetto stato di conservazione, è ancora attualmente in possesso di una famiglia di Ostana).
Margueritto 'd Nondou (Margherita Rio, cl.1913) ricorda che a I Champèt, sul finire degli anni '20, suonava la fisarmonica Mouretou, soprannome di un suonatore dell'epoca, molto noto. Non ricorda più l'ario, il motivo. (reg. agosto '96).
Sapo larjo: zappa dalla lama triangolare, utilizzata nella coltura delle patate e nella costruzione e manutenzione dei canali di adduzione dell'acqua. |